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Cultura e intolleranza | #4WD

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Daily 4ward di Davide Conte del 14 settembre 2023

Anni addietro, nel 2020, qualcuno scrisse: “Non ho capito perché uno che non la pensa come i comunisti dovrebbe essere fascista. Non potrebbe essere solo intelligente?”
Fu invece la scrittrice inglese Evelyn Beatrice Hall (e non Voltaire) l’autrice di un’altra citazione collegabile alla precedente: “I disapprove of what you say, but I will defend to the death your right to say it.” (Non concordo con quel che dici, ma difenderò fino alla morte il tuo diritto di dirlo).
Sappiamo tutti che il celeberrimo compromesso storico PCI-DC degli anni ’70 ha prodotto mostri che tuttora conservano il loro radicamento in alcuni gangli vitali della nostra società: uno di questi è senza dubbio il mondo della cosiddetta “cultura”, comprensivo della pubblica istruzione, università compresa, di cui la solita sedicente intelligentija filo-russa era fortemente gelosa sentendosene unica ed esclusiva depositaria. E non è un caso che ancora oggi la quasi totalità dei movimenti studenteschi facciano capo a ideologie di sinistra che vengono manifestate con sempre maggiore intolleranza nei confronti di chiunque, in primis quelli che non la pensano come loro.
Quando mi occupavo attivamente di politica, ero solito frequentare vari ministeri in quel di Roma e anche avendo proficue relazioni con governi “amici” per portare ottimi risultati al mio Comune, molto spesso mi imbattevo nell’ostracismo di dirigenti e funzionari che se ne fregavano altamente dell’indirizzo politico di chi governava, facendo l’esatto contrario pur di creargli problemi, forti del fatto che a loro da lì nessuno avrebbe potuto rimuoverli, perché “i politici passano, i dipendenti pubblici restano”. Altro che “quel che si fa per il Paese, resta al Paese”!
Potrei continuare con una miriade di altri esempi che non riguardano necessariamente realtà nazionali come il contrasto “di principio” al governo di centrodestra guidato da Giorgia Meloni o all’odio incondizionato rivolto contro Silvio Berlusconi anche dopo morto, ma anche la nostra stessa comunità isolana, relativamente piccola per non far testo ma abbastanza grande per rappresentare una realtà ad alto tasso di intolleranza. Ci sarà modo di riparlarne!

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