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domenica, Marzo 3, 2024

Concessioni demaniali marittime in stallo, anche Stani proroga al 31 dicembre 2024

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Il PUAD regionale non ancora approvato blocca anche il PAD comunale. Il governo non ha adottato i decreti legislativi previsti dalla legge del 2022 e di conseguenza ai Comuni è vietato indire le gare per le nuove assegnazioni. In assenza di linee guida non resta che attendere…

Ugo De Rosa | Anche la Giunta di Forio ha deliberato sulla “spinosa” materia delle concessioni demaniali marittime per finalità turistico-ricreative e sportive e sulla loro efficacia. Giungendo, alla luce del quadro normativo ancora confuso, alla medesima decisione già adottata da altri Comuni isolani: prorogare il termine di scadenza al 31 dicembre 2024. Sperando che nell’anno in corso sarà stata superata l’impasse che al momento impedisce di bandire le gare per le nuove assegnazioni delle concessioni.

La Giunta ha dunque fornito le linee di indirizzo al responsabile del Settore Demanio attenendosi a quanto previsto dalla legge n. 118/2022.
Nella delibera si ripercorre il “tormentato” iter, segnato dal contrato tra la normativa nazionale e quella comunitaria, ma non solo. Ricordando che la Regione Campania a dicembre 2022 aveva adottato il Piano di utilizzazione delle aree demaniali marittime ad uso turistico-ricreativo (PUAD) «assegnando ai Comuni Costieri termine fino al 6 marzo 2023 per la presentazione delle osservazioni». Sta di fatto che, come è noto, «ad oggi, la predetta legge regionale, pur avendo fornito ulteriori indirizzi in materia di demanio marittimo costiero, non ha concluso l’iter legislativo di approvazione definitiva del PUAD».
Il Comune di Forio, a sua volta, «ha avviato l’iter per l’approvazione del Piano Attuativo di Utilizzazione del Demanio Marittimo (PAD) il quale è tenuto “a conformarsi alle norme regolamentari stabilite dalla Regione con il PUAD”». Il PAD «compendierà, tra l’altro, i criteri/valutazione per l’assegnazione dei beni demaniali marittimi secondo i principi di trasparenza, imparzialità e non discriminazione privilegiando l’ottimizzazione della risorsa demaniale marittima».
Un iter bloccato: «Tuttavia – si evidenzia infatti nella delibera -, le procedure sopra declinate – approvazione del PUAD e, conseguentemente, del PAD di promanazione comunale – non risultano ancora concluse».

LA DIRETTIVA BOLKESTEIN
A livello normativo, la legge del 2018 che prorogava le concessioni in essere fino alla fine del 2033 era stata bocciata dall’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato con le sentenze nn. 17 e 18, ritenendo «che la disciplina nazionale che prevede la proroga automatica delle concessioni demaniali marittime per finalità turistico-ricreative – proroga quindicennale stabilita dalla L. 145/2018 (inclusa la moratoria pandemica ex legge n. 77/2020) – collida con l’art. 49 TFUE e con l’art. 12 della direttiva 2006/123/CE».

Cancellando quella proroga, però, l’Adunanza Plenaria, «consapevole del notevole impatto (anche sociale ed economico) che tale immediata non applicazione può comportare” ha ritenuto sussistenti “i presupposti per modulare gli effetti temporali della propria decisone”, posticipando l’operatività degli effetti della propria pronuncia ad un termine successivo e, ritenendo, valide le concessioni demaniali marittime (e, dunque, i rapporti) fino alla data del 31.12.2023». Poi la sentenza n. 18 è stata annullata dalla Suprema Corte di Cassazione a Sezioni Unite.

E’ quindi stata approvata la legge n. 118/2022, che stabilisce l’efficacia delle concessioni demaniali e dei rapporti di gestione per finalità turistico-ricreative e sportive fino al 31 dicembre 2023, prevedendo che «in presenza di ragioni oggettive che impediscono la conclusione della procedura selettiva entro il 31 dicembre 2023, connesse, a titolo esemplificativo, alla pendenza di un contenzioso o a difficoltà oggettive legate all’espletamento della procedura stessa, l’autorità competente, con atto motivato, può differire il termine di scadenza delle concessioni in essere per il tempo strettamente necessario alla conclusione della procedura e, comunque, non oltre il 31 dicembre 2024. Fino a tale data l’occupazione dell’area demaniale da parte del concessionario uscente è comunque legittima».

Il governo, con la legge approvata nel 2023 aveva differito i due termini rispettivamente al 31.12.2024 e al 31.12.2025, ma questa strada non appare praticabile. I problemi come è noto sono molteplici. La stessa legge 118/2022 ha stabilito che il governo è delegato ad adottare uno o più decreti legislativi finalizzati a riordinare e semplificare la disciplina. E che «Fino all’adozione dei Decreti Legislativi di cui al presente articolo, è fatto divieto agli Enti concedenti di procedere all’emanazione dei bandi di assegnazione delle concessioni e dei rapporti». Tutto bloccato, come si evidenzia in delibera: «Il Governo non ha adottato i Decreti Legislativi, vietando, per converso, agli Enti concedenti di procedere all’emanazione dei bandi di assegnazione delle concessioni; la mancanza di una compiuta disciplina normativa in uno all’avvio delle procedure per l’approvazione del PUAD e del sottoordinato PAD funzionale all’assegnazione dei beni demaniali nei sensi voluti dalla normativa euro unitaria impongono – in ragione della esigenza pubblicistica di continuità nell’erogazione dei servizi balneari – di prendere atto di quanto disposto dalla Legge 118/2022».

IMPEDIMENTI OGGETTIVI
A questo punto anche la Giunta presieduta da Stani Verde deve prendere atto della situazione di stallo: «Verificata, alla luce della sopra richiamata evoluzione normativa e giurisprudenziale: la grande incertezza del divieto di procedere all’emanazione dei bandi di assegnazione delle concessioni; l’assenza dei Decreti Legislativi volti a riordinare e semplificare la disciplina; la mancata adozione delle linee guida necessarie per la predisposizione dei bandi di assegnazione delle concessioni demaniali, nonché la mancata approvazione da parte della Regione Campania del PUAD, propedeutico all’adozione dei PAD comunali (entrambi in fase di approvazione), finalizzati, tra l’altro, all’individuazione dei lotti da porre a base di gara, che rappresentano ragioni oggettive che impediscono l’avvio delle procedure di gara in esecuzione a quanto previsto dalla direttiva europea 2006/123/CE (cd. Direttiva Bolkestein)».

Adeguandosi a quanto previsto dalla legge 118/2022 nella sua formulazione originaria, «che stabilisce la possibilità di differire, sussistendo le sopra specificate ragioni oggettive che impediscono la conclusione della procedura selettiva entro il 31/12/2023, il termine di scadenza delle concessioni in essere per il tempo strettamente necessario alla conclusione della procedura e, comunque, non oltre il 31/12/2024».

La Giunta dunque ha ritenuto, «nelle more dell’adozione delle predette linee guida nazionali e dell’approvazione del PUAD Regionale e del PAD di competenza Comunale», fornire al responsabile del Servizio Demanio le seguenti linee di indirizzo: «Mantenere il demanio marittimo occupato ed efficientemente utilizzato anche nel corso della stagione estiva 2024, previa verifica della sussistenza e permanenza dei requisiti, dei presupposti, delle condizioni e prescrizioni imposti dalle vigenti normative nonché la sussistenza e/o la permanenza dei requisiti edilizio-urbanistici e tributari; differire il termine di scadenza delle concessioni in essere al 31 dicembre 2024, ovvero a quel diverso termine che emergerà dall’evoluzione normativa in itinere». Incertezza totale, mentre il tempo corre. Il 31 dicembre di quest’anno non è poi così lontano…

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