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domenica, Marzo 3, 2024

Ci ha lasciato Maria Lembo, la mamma di Carmine Barile. Il ricordo di Sandra Malatesta

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Quando una donna come la signora Maria Lembo vedova del dottore Giovanni Barile, ci lascia, io avverto un senso di vuoto e malinconia, che viene dall’averla conosciuta e vista vivere. Lei era di Procida e il nostro amato Dottore Giannino la sposò nel 1953. Una giovane donna così bella. Dei lineamenti di porcellana, un sorriso tenero che diceva di lei. Si io ero ragazzina quando la conobbi, perché andavo a giocare dai miei cugini figli di Umberto Di Meglio e Ida Iacono, che abitavano a fianco alla famiglia Barile.

Lei era lì sempre, si affacciava per guardaci correre in quel bel viale che per noi era un parco giochi. Ogni tanto ci chiedeva se volevamo qualcosa e sorridendo tornava in casa. La signora Maria ha amato la famiglia e la casa, non si vedeva in giro se non con marito e figli. Era brava nei lavori che io amavo tanto. Lavori femminili fatti a mano. Per anni ha lavorato tappeti bellissimi di lana speciale annodando sul rovescio di un grande telaio. Io giocavo con Angela, e crescendo siamo rimaste amiche e ci siamo volute bene fino a quando lei ci lasciò ancora giovane e piena di voglia di vivere.

Cara Signora Maria, ho scritto tutto con lettere maiuscole, perché provo un rispetto per lei che mi fa bene al cuore. È stata una donna che non ha vissuto invano, dando ai figli quei valori semplici e forti che fanno la vita. Ha vissuto due assurdi dolori per una mamma insieme a suo marito e agli altri figli, ma quel dolore lo portava dentro, con dignità e fierezza perché lei sapeva amare e chi ama è così, continua a esserci con il cuore spezzato perché ama.

Quei suoi figli così cari tutti e quattro, hanno preso il meglio di voi due. Affabili, pronti a dare una mano, a capire, e per me soprattutto Carmine è una sicurezza sempre in tutti i momenti che vivo. So che lei è stata tanto seguita e curata e mai lasciata sola. So di quanto i suoi due figli l’hanno circondata d’amore fino agli ultimi istanti. Cara Anna Maria ti sono vicina e so quello che stai provando e con te stringo Sergio Antonio e Paola. Care Paola e Titti, con il vostro papà, figlie della mia amica Angela, anche voi persone dolci e sempre li intorno fin da bambine, vi voglio bene coraggio. Caro Carmine, so quanto come medico hai potuto dare serenità a mamma in questi ultimi periodi. Sei stato il suo figlio maschio, era così orgogliosa di te e di come vi volevate bene. Ti sono vicina e sai che non sono parole.

La tua mamma adesso finalmente sta con suo marito ma soprattutto con quelle sue due figlie tanto amate e si farà sentire da tutti voi come un alito di vento fresco in una giornata calda e serena, che vi sfiorirà, e come un dolce tepore nelle giornate fredde. Stringo forte Lucietta, tua moglie, Francesca e Federica le tue figlie, e i tuoi nipotini che hanno avuto una dolce bisnonna anche se per poco, e sento il vostro dolore. Quando muore una mamma e una nonna così presente sempre, il vuoto si avverte, ma subito dopo compaiono prepotenti i ricordi. Sono addolorata e commossa. Vi voglio bene e prego per la signora Maria.

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