Bravo Zalone! | #4WD

Daily 4ward di Davide Conte del 14 gennaio 2020

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Arrivo tardi su “Tolo Tolo” semplicemente perché, avendo trascorso le feste lontano dall’Italia, sono stato al cinema solo sabato sera.

Bene, ecco la mia opinione: il film di Checco Zalone mi è piaciuto e l’ho trovato gradevole, anche se non esilarante grazie alla comicità demenziale e creativamente geniale al tempo stesso che l’autore ha proposto quale elemento fondante di tutti i suoi precedenti lavori.

Penso che questa forte inversione di tendenza del suo fare cinema, affrontando in modo un po’ dissacrante ma non per questo con minore lucidità uno degli argomenti più discussi del momento, non gli abbia impedito di realizzare un film che non ha certo annoiato; anzi, è stato simpatico cogliere tra le righe di questo novello nichilismo rispetto ai suoi precedenti modelli ispiratori (pur presenti, se si considerano i testi di alcune delle splendide canzoncine del film, come quella della “gnocca nera che salva l’Africa” o della “cicogna strabica” o alcune battute perfettamente allineate al suo stile) un modo nuovo di coinvolgere lo spettatore, non necessariamente insistendo ma neppure rinunciando al ruolo dello sfaccendato, ignorante, arrampicatore sociale, evasore fiscale, assenteista e malato di posto fisso.

Zalone, ancora una volta, ha vinto la scommessa, perché ha dettato la linea e ha avuto ragione, senza che la consueta divisione nazional-popolare tra buonisti, intellettualoidi, filogovernisti e rivoluzionari inficiasse il suo immancabile (e più grande del solito) record d’incassi ma che, a differenza di quanto accaduto con i cinepanettoni degli ultimi anni, non scatenasse il pentimento dello spettatore nell’aver buttato due ore del suo tempo e i soldi del biglietto. Anzi…E se qualcuno di Voi ha pensato a un film totalmente politically correct, beh… si sbaglia di grosso: me lo aveva anticipato Michelangelo Messina poche ore prima e non è stato difficile capire, nel corso del film, l’ispiratore di quell’ignorantissimo GRAMEGNA LUIGI passato da disoccupato a Presidente della Commissione Europea.

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