E ci sono uomini che, pur non essendo ischitani, ci sono venuti per lavoro, si sono fatti voler bene e hanno scelto di restarci, sposandosi e mettendo su famiglia. Oggi mi piace dedicare il mio giovedì a Aldo Felice Monaco, che conobbi come collega di mio marito al Banco di Napoli di Ischia, al Corso Vittoria Colonna. Fin dal primo giorno che lo conobbi, e ci ritrovammo a casa di amici comuni per una festa, mi colpì in positivo per quel suo essere attento a partecipare alle varie discussioni e per quel suo innato senso dell’ironia.
Come scrivo spesso, ci sono uomini e uomini, e se ho cominciato a ricordarne alcuni, è perché mi hanno insegnato tante cose o lasciato ricordi belli, e hanno dato a tanti l’idea che le persone perbene esistono, e lui era una di queste.
Aldo Felice Monaco nacque a Torre Annunziata l’11 agosto del 1938, il più piccolo di tre fratelli. La vita non fu bella per quei tre ragazzi che persero prestissimo prima il padre e, dopo poco, la madre. La nonna di Aldo discendeva dai fratelli Bandiera e la foto di Aldo bambino con la nonna è qualcosa di storicamente prezioso. Aldo e i fratelli furono orfani. Una zia lo aiutò a crescere e poi suo fratello maggiore. Fu già allora che Aldo dimostrò di essere forte e di pensare a studiare. Infatti frequentò la Ragioneria, essendo anche un ragazzo dalla mente pratica e razionale, e dopo il diploma fece domanda per entrare al Banco di Napoli.
E quando scrivo ricordi di persone vissute in quella epoca storica, mi rendo conto che si cresceva in fretta, assumendo responsabilità già prima dei vent’anni. Ma la vita che, come dico sempre, ama il dondolo, stava preparando per Aldo il giro verso l’alto. Fu così assunto al Banco di Napoli di alcune agenzie in terraferma. Poi fu trasferito a Ischia. In quella filiale al Corso Vittoria Colonna formarono un bel gruppo di colleghi che andavano d’accordo anche dopo il lavoro.
Molte ragazze giovani ischitane andavano o a cucire o a fare le commesse. Maria Rotondo, una ragazza minuta, ma tanto carina, dai modi delicati, lavorava da Neli, un negozio sul corso, e veniva anche mandata in banca per versamenti e altro. Fu notata da Aldo, che era però riservato nel fare il primo passo, e lo aiutò un suo caro collega. Aldo e Maria si fidanzarono, come si diceva, “in casa”, e Aldo disse subito che aveva intenzioni serie. Serie eccome, infatti il 29 dicembre del 1968 si sposarono: fu un matrimonio d’amore.
Aldo ebbe quella famiglia che gli era stata tolta da piccolo, avendo con Maria tre figli: Emanuela, Marina e Mauro, oggi tutti sposati e con figli, alcuni dei quali Aldo non ha conosciuto. Il “Dottò Monaco”, come tutti lo chiamavano e conoscevano, ci lasciò il 9 ottobre del 2006 e con lui andò via prima un uomo di famiglia caro e presente, e poi un amico e un professionista che ha saputo aiutare e dare consigli a tanti.
Aldo è stato un uomo di valori, un professionista serio, preparato, un amico caro.
Resta anche nei ricordi dei colleghi la sua macchina Topolino, che lui prestava volentieri ai colleghi. Caro Aldo, io ti ho subito voluto bene, così come Alfredo che ti stimava tanto. Tutti quei nostri incontri con le famiglie, quando abitavi a San Ciro o a casa nostra a Via delle Ginestre o da altri colleghi, sono ricordi di momenti belli, con tanti piccoli che ci giravano intorno, e noi sereni, mangiando dolci fatti in casa, organizzando uscite sul territorio. E tu che guardavi quei tuoi figli con orgoglio, e Maria sempre tranquilla e accanto a te.
Sono orgogliosa che io, Alfredo e i miei figli abbiamo condiviso con te e la tua bella famiglia giorni spensierati, mentre il tempo passava su di noi.
Ringrazio Emanuela Monaco per aver collaborato con me.
