Il catamarano green del progetto «Posidonia Connect» fa tappa a Ischia

La consigliera Giustina Mattera accoglie a bordo del Ganany la missione scientifica internazionale. Ferrandino: «Punto di riferimento per la tutela del Mediterraneo»

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Ischia si conferma laboratorio del Mediterraneo per lo studio della posidonia oceanica. Lunedì 18 maggio il catamarano Ganany, piattaforma scientifica a zero emissioni della Fondazione Race for Water, ha fatto tappa nelle acque del capoluogo nell’ambito di «Posidonia Connect 2026», missione internazionale dedicata allo studio e alla tutela della prateria sommersa più importante del bacino. È la prima tappa italiana del progetto, in un Paese che custodisce quasi il 20 per cento delle praterie di posidonia dell’intero Mediterraneo.

L’isola verde, con le sue emissioni vulcaniche di anidride carbonica in mare, è da decenni laboratorio naturale per lo studio dei cambiamenti climatici sugli ecosistemi marini

La scelta dell’isola verde non è casuale. Le acque ischitane, dove le emissioni vulcaniche di anidride carbonica creano condizioni naturali di acidificazione, rappresentano da decenni un laboratorio a cielo aperto per la ricerca sui cambiamenti climatici e sugli ecosistemi marini. Una vocazione consolidata grazie alla presenza, nel territorio del Comune di Ischia, di due eccellenze scientifiche di rilievo mondiale: la Stazione Zoologica Anton Dohrn e l’Area Marina Protetta Regno di Nettuno.

A salire a bordo del Ganany, per portare il saluto dell’Amministrazione comunale, è stata la consigliera Giustina Mattera. «Ho avuto l’opportunità di dare il benvenuto a questa straordinaria stazione di ricerca galleggiante», ha dichiarato la consigliera. «La presenza del Ganany e di progetti come “Posidonia Connect” ad Ischia non è casuale: il nostro territorio rappresenta un importante hub di ricerca scientifica e biodiversità, anche grazie alla presenza dell’Area Marina Protetta Regno di Nettuno e della Stazione Zoologica Anton Dohrn». Mattera ha quindi rimarcato l’impegno dell’ente locale sul fronte ambientale: «Come Amministrazione, continueremo a condividere progetti per la tutela dei nostri mari. Abbiamo l’enorme onore e responsabilità di difendere la Natura e la nostra Terra».

La visita si inserisce in una linea di indirizzo che l’Amministrazione del capoluogo persegue da tempo, orientata alla valorizzazione scientifica del territorio e alla tutela del patrimonio marino. Una linea ribadita dal sindaco Enzo Ferrandino, che ha sottolineato la dimensione internazionale assunta dall’isola in ambito di ricerca. «Siamo fieri che Ischia sia meta di studi scientifici di questa portata internazionale», ha affermato il primo cittadino. «La nostra isola, con la sua Area Marina Protetta e la sua lunga tradizione di relazione con il mare, è un punto di riferimento per la ricerca e per la tutela dell’ambiente mediterraneo».

La posidonia oceanica, pianta endemica del Mediterraneo, svolge un ruolo cruciale negli equilibri dell’ecosistema marino: produce ossigeno, assorbe anidride carbonica, contrasta l’erosione costiera e ospita una straordinaria biodiversità.

La sua tutela è considerata una delle sfide ambientali più urgenti del bacino, minacciato da inquinamento, ancoraggi selvaggi e cambiamenti climatici. La tappa ischitana del Ganany rappresenta dunque un tassello significativo di una rete scientifica internazionale che guarda al Mediterraneo come a un ecosistema da preservare attraverso la conoscenza condivisa.

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