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lunedì, Aprile 15, 2024

«A Lacco Ameno la Polizia Locale ha violato la mia privacy e nessuno interviene!»

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Ugo De Rosa | Siamo ormai abituati ai veri e propri “pastrocchi” combinati negli uffici dei Comuni isolani, sempre definiti e giustificati come «meri errori materiali». Ma il caso denunciato da un cittadino sui social è un po’ diverso e appare sicuramente molto più grave. Sempre per un “errore”, una dipendente del Comando della Polizia Locale di Lacco Ameno ha comunicato a un soggetto che in precedenza lo aveva aggredito, i suoi dati personali e sanitari. Ma il comandante si è scusato adducendo appunto il «mero errore materiale». Un po’ poco…

Ecco la disavventura occorsa al cittadino così come lui stesso l’ha raccontata: «Oggi voglio raccontarvi una parte, l’ennesima, della mia disavventura a Lacco Ameno. Stavolta, tuttavia, sono particolarmente seccato perché non solo ho a che fare con la mala amministrazione di certi impiegati, ma l’errore in questo caso è stato grosso e per me assai problematico, un errore che tuttavia il Comandante della Polizia Locale di Lacco Ameno ha il barbaro coraggio di declassare a “mero errore materiale” (perché si sa, no? Inviare i dati sanitari di una persone aggredita al suo aggressore è un mero errore materiale).
Ma andiamo con ordine (e mi perdonerete la penuria di dettagli e nomi, ma è necessaria per ovvie ragioni).
Il 7 Luglio ero vittima di un’aggressione a Lacco Ameno durante la quale intervenivano due agenti di Polizia Locale (allertati da una vicina) per sedarla.
A seguito di questa aggressione i due agenti redigevano un verbale di intervento (peraltro storpiando i miei dati anagrafici nonostante li avessero presi direttamente dalla mia carta di identità);
Andavo dunque al Pronto Soccorso del Rizzoli a seguito dei traumi subiti e lì, dopo la visita, mi veniva dato il verbale di Pronto Soccorso.
E fin qui tutto “regolare” (per quanto regolare possa essere un’aggressione), ma l’assurdo viene adesso.

Il 16 Agosto chiedevo alla Polizia Locale di inviarmi il verbale di intervento, verbale che mi è stato inviato il 23 Agosto.
Il 30 Agosto, con grande sorpresa, ricevevo un messaggio WhatsApp da parte del mio aggressore il quale mi inviava il verbale di intervento della Polizia Locale con allegato il mio referto medico di pronto soccorso; lo stesso gli era stato inviato proprio dalla Polizia Locale di Lacco; il messaggio era corredato di insulti e minacce per essere andato al Pronto Soccorso a farmi medicare.
Potrete ben capire che, visto il tono delle minacce e visto che – in qualche modo – il mio aggressore aveva avuto accesso ai miei dati personali e sanitari, il mio stato d’animo non fosse affatto tranquillo e sereno atteso che mi sono dovuto trasferire proprio a seguito dell’aggressione per motivi di sicurezza personale.
Dopo aver agito a mia tutela, mi rivolgo al Garante per la Privacy e su suo invito invio una Pec di richiesta chiarimenti alla Polizia Locale, la risposta è quella che leggete.
Il Comandante della Polizia Locale ammette l’errore ma declassandolo a mero “errore materiale”.

Errore materiale? Inviare i miei dati personali al mio aggressore è mero errore materiale? Il tutto senza che si prenda il minimo provvedimento nei confronti di chi, con superficialità a lassismo, non svolge al meglio il proprio lavoro.
Come dico sempre: lavorare al servizio dei cittadini nel settore pubblico è una responsabilità in più, e la cosa che mi fa incazzare e che mi fa sentire preso in giro è che si tenti, in maniera palese, di declassare il tutto … a mo’ di “va beh, è successo, volemose bene”. Volemose bene un corno. Io da questo errore ne ho avuto ingiusto danno e pretendo che chi ha sbagliato si prenda le proprie responsabilità.
“Diligenza, lealtà, imparzialità e buona condotta”: questi sono i principi base per un dipendente pubblico, ai quali si affiancano i principi di buona amministrazione e di miglior servizio al cittadino da parte della P.A. (che, ricordo, è pagata con i soldi dei contribuenti, dunque anche i miei), senza contare la lesione dei miei diritti diffondendo dati personali sanitari. Su quanti di questi principi si è passati sopra stavolta?
PS: Ho chiesto, anche formalmente, che vengano presi provvedimenti nei confronti di chi ha commesso questo errore. Ho inviato tutte le comunicazioni e Pec anche al Sindaco di Lacco Giacomo Pascale, ma ad oggi nulla».

LA PEC DEL COMANDANTE

Alla richiesta di chiarimenti del malcapitato, il comandante Raffaele Monti ha risposto con una Pec avente ad oggetto “Richiesta sul trattamento e diffusione dati personali sensibili da parte della Polizia Locale del Comune di Lacco Ameno”. Perché appunto di dati sensibili si trattava… Nella risposta del comandante si legge: «… innanzitutto mi scuso per lo spiacevole inconveniente, solo dopo la ricezione della sua Pec l’Ufficio che rappresento ha avuto cognizione della involontaria divulgazione di dati personali, purtroppo nel riscontrare la richiesta di accesso agli atti da parte del sig… l’addetta all’ufficio per mero errore materiale nella mail ha allegato un file errato contenente anche la scansione del suo referto medico. Le assicuro che non era assolutamente intenzione di questo Ufficio divulgare i suoi dati personali, difatti non sono stati comunicati a nessun altro soggetto oltre al sig…
Auspicando che ritenga valide le giustificazioni rappresentate rinnovo le scuse porgendoLe cordiali saluti».
Giustificazioni che non sono state ritenute valide e la storia è finita sui social…

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