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domenica, Marzo 3, 2024

#26novembre “FACCIAMO GLI UOMINI” De Luca difende Ischia dopo le critiche post-frana: “Una comunità di grande serietà”

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Impreparato sui passi avanti fatti dalla Struttura Commissariale e carico a pallettoni come al suo solito, il governatore De Luca si auto contiene per l’occasione e, nonostante tutto, riesce a pronunciare le migliori parole per la comunità di Ischia. Finalmente!

Finalmente, con chiarezza, qualcuno ha detto parole di verità e di certezza su quella che è la comunità di Ischia. Una comunità che, soprattutto, viene dileggiata in primis dai suoi residenti che, in tv o altrove, alimentano – senza sapere a quale danno partecipano – quel senso comune di accusa ingiusto e infame! De Luca parla per 20 minuti. Un discorso piano e chiaro e che non lascia spazio alle interpretazioni: va diritto al sodo. Come fa di solito il presidente. Piaccia o no, finalmente, qualcuno ha detto le parole che ci aspettavamo da tempo. Quelle che, ad esempio, giusto per la cronaca, abbiamo dedicato al geologo in cerca di like Tozzi.

C’è stato chi ha avuto il coraggio e la forza di dirle: Ischia è una comunità civile, di grande civiltà e di grande serietà, “attaccata da un senso comune nazionale, legato ai fenomeni dell’abusivismo, quasi di delinquenza generalizzata”. Finalmente!

“Mi associo al ricordo delle 12 vittime” attacca subito il governatore della regione Campania. Grazie a quanti si sono impegnati e per averci dato la possibilità di affrontare un momento davvero difficile. Ho fiducia nel ministro Musumeci” è l’inizio dell’intervento.

“Caro Nello, hai avuto modo di vedere una comunità di grande civiltà e di grande serietà. In genere, davanti a queste tragedie, anche nei confronti delle istituzioni, vediamo elementi di sbavatura e di demagogia. Questa è una comunità civile che ha affrontato problemi davvero delicati. Il terremoto del 2017 con 3000 sfollati, 1700 edifici inagibili e oltre 90 attività economiche bloccate soprattutto con il turismo. Poi il 26 novembre e altri 500 sfollati, problemi di assetto idrogeologico e tanti altri di cui nessuno banale e abbiamo dovuto combattere, fin dall’inizio, contro un senso comune nazionale, che si era rialimentato dopo il terremoto, e contro un attacco a tutta la comunità di Ischia rispetto ai fenomeni di abusivismo edilizio. L’abusivismo c’è e c‘è stato anche in maniera irresponsabile sotto tanti versi, ma era inaccettabile coinvolgere tutta la comunità di Ischia dietro un’immagine di abusivismo, quasi come ad un fatto di delinquenza generalizzata. Fra l’altro, vi devo dire che dopo quella vicenda, si è riaperto anche il ragionamento sull’abusivismo. Come Regione – chiarisce – abbiamo fatto una proposta per usciere dalla demagogia massimalista e includente che si è espressa anche allora con una parola d’ordine: “Dobbiamo demolire tutto”. In Campania abbiamo 80.000 alloggi abusivi e non abbiamo neanche le discariche per il materiale di risulta. Chiamiamo i marines per demolire tutto? Noi abbiamo detto delimitiamo il problema dell’abusivismo…”.

Il discorso del presidente si sofferma sulla “sua” gradualità delle demolizioni e poi riprende: “Siamo in un paese nel quale dove siamo ricchi di tutto tranne che di buon senso e concretezza. Dopo il terremoto a Ischia non è successo niente. Abbiamo dovuto combattere anche per tenere Legnini per non morire di burocrazia e abbiamo mantenuto le competenze in capo a Giovanni Legnini nella gestione di entrambe la tragedie di Ischia. Abbiamo dato una prova di grande consapevolezza. Abbiamo dato 7 milioni che sono stati utili e pensate che con il governo “Conte 1” ci hanno privato di usare le norme scelte per il terremoto del Centro Italia. Non c’è stato niente da fare. Nel 2019 ci hanno cancellato lo “stato di emergenza” creandoci ulteriori problemi.  Arriviamo all’alluvione. Oggi la situazione ci consente di guardare con relativa fiducia. Vi segnalo, però, alcune criticità.”

Il governatore evidenzia al Ministro quelle che secondo la Regione sono alcune delle priorità. “La prima è il divario fra il danno e le risorse finanziare. Complessivamente abbiamo calcolato un miliardo e 300 milioni di euro di danno. Sono arrivati solo 350 milioni. Dobbiamo chiedere al ministro per darci una mano per un piano pluriennale per recuperare il danno ai privati e pubblico. Se otteniamo questo è già un risultato memorabile. Nonostante la crisi, abbiamo fiducia che ci sarà questa attenzione anche per gli anni futuri”.

Parole meno precise, invece, sono quelle che De Luca ha poi aggiunto chiedendo di “Prevedere con normativa nazionale la monetizzazione del danno. Anziché ostinarci a costruire nello stesso luogo, quantifichiamo il danno il danno riconosciuto e certificato. Siamo alle famiglie queste risorse e consentiamo l’acquisto in un’altra parte dell’isola” e, peggio ancora, De Luca si dimostra non preparato quando affronta il tema “Piano di ricostruzione”.

Il governatore chiarisce che “Eravamo pronti. Il lavoro atto era molto delicato anche in base ai vincoli. Un lavoro enorme con i sindaci per dare una soluzione alla potenziale delocalizzazione. Dopo l’alluvione si è spostata l’attenzione e all’Autorità di Bacino. Possiamo procedere ma siamo subordinati all’Autorità di Bacino. Questa è la priorità anziché aspettare la messa in sicurezza di tutta l’isola, potremmo iniziare per zone”. Rimandato.

La conclusione dell’intervento, poi, è ha un taglio molto più politico e programmatico. “Uno degli impegni che noi prendiamo – spiega De Luca – è di avere atteggiamenti rigorosi. Noi possiamo combattere contro il senso comune deteriore che ci classica come delinquenti, se ci impegniamo tutti ad avere comportatemi rigori, soprattutto i sindaci che vivono sul territorio e sono soggetti a spinte continue. Possiamo reagire solo essendo rigorosi e resistete alle spinte continue e pensiamo ai nostri figli. Quello che è successo nel passato grida vendetta. Gli alvei dei fiumi sono stati tombati, non è possibile! Nel passato non è stata amministrazione, è stata delinquenza. Ci impegniamo a fare, lo dico così, “Facciamo gli uomini”!”

C’è anche spazio per chiarire alcuni dettagli: “Al Rizzoli abbiamo avuto uno degli episodi più emblematici della palude burocratica. Caro Ministro, non si è trovata una soluzione per il materiale dello scavo del nuovo ospedale e lo abbiamo dovuto stoccare. I lavori vanno avanti. Abbiamo avuto dei problemi per la Pediatria dove i medici sono andati via e abbiamo usato i pediatri del territorio. Al Rizzoli, nei prossimi mesi, arriva una nuova TAC con il risparmio dei fondi europei. Ci siamo incontrato con i sindaci per la stagione turistica. E’ evidente che un qualche riflesso c’è stato, ma tutto sommato il grosso si è difeso. Faremo campagne di promozione per il turismo a Ischia. Questa è una meraviglia dell’Italia”. Poi il discorso cade su argomenti più “regionali” che, in verità, ci interessano solo fino ad un certo punto.

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