Ci sono editoriali che si scrivono con rabbia, altri con amarezza, altri ancora con soddisfazione. Questo appartiene a una categoria più rara: quella in cui il dovere di cronaca impone di riconoscere un comportamento corretto, senza per questo dimenticare tutto ciò che è accaduto prima.
Chi mi legge da tempo sa bene che, quando c’è da denunciare inefficienze, ritardi, superficialità o scelte politiche sbagliate, non mi sono mai tirato indietro, senza mai trasformare il dissenso in un attacco personale. Allo stesso modo, però, ho sempre sostenuto che il giornalismo serio, proprio come un’amministrazione pubblica che si rispetti, non possa essere guidato da simpatie o antipatie, amici da proteggere o avversari da colpire.
Esistono soltanto i cittadini, con i loro diritti, e chi ricopre un ruolo pubblico ha il dovere di servirli con equità, sensibilità e senso delle istituzioni. Ieri mattina, dopo anni di segnalazioni, fotografie, articoli, denunce pubbliche e richieste rimaste sostanzialmente senza risposta, mentre la pioggia metteva ancora una volta in evidenza tutte le fragilità del nostro territorio a colpi di allagamenti e disagi un po’ ovunque, ho avuto una piacevole sorpresa.
Sotto casa mia ho incontrato casualmente la comandante della Polizia Locale, la dott.ssa Chiara Romano, accompagnata dal tecnico comunale, l’arch. Luigi De Angelis, e da un agente impegnato nel sopralluogo. Un incontro nato per caso ma che, almeno per quanto mi riguarda, ha rappresentato un piccolo segnale di speranza. Dopo i saluti, la comandante mi ha chiesto di illustrarle nel dettaglio la situazione relativa alla sosta selvaggia dei motocicli in Via Antonio De Luca.
Non si è limitata a un ascolto formale né a una promessa di circostanza. Ha osservato direttamente il contesto, ha raccolto informazioni, ha posto domande e ha cercato di comprendere un problema che, per chi vive quella strada, non rappresenta un semplice disagio, ma una vera e propria criticità che si ripresenta puntualmente, soprattutto durante il periodo estivo. In quei pochi minuti ho avuto la sensazione che bastasse davvero poco per capire quanto la soluzione non sia affatto impossibile.
Anzi, ho maturato la convinzione che, con un minimo di organizzazione, di controllo e soprattutto di volontà amministrativa, questa vicenda potrebbe finalmente trovare una risposta concreta dopo anni di immobilismo. Naturalmente sarebbe ingenuo cantare vittoria prima del tempo. I cittadini, giustamente, giudicano i fatti e non le intenzioni. Per questo motivo il sopralluogo rappresenta soltanto un primo passo, importante ma non ancora sufficiente.
Saranno gli interventi che seguiranno a stabilire se davvero qualcosa è cambiato. C’è poi un’altra riflessione che ritengo doverosa. Troppo spesso dirigenti e funzionari comunali finiscono per pagare il prezzo di decisioni politiche che non dipendono da loro. In molte occasioni sono costretti a metterci la faccia per ritardi, omissioni o scelte che nascono altrove. È una dinamica che conosco bene e che non va ignorata.
Per questo mi auguro sinceramente che, questa volta, nessun veto politico o logica di appartenenza impedisca di intervenire su un problema tanto evidente quanto facilmente affrontabile. Se ciò accadrà, sarò il primo a raccontarlo con la stessa convinzione con cui, in questi anni, ho denunciato il contrario. Perché la coerenza consiste proprio in questo: criticare quando è necessario, ma riconoscere senza esitazioni chi dimostra disponibilità, attenzione e spirito di servizio.
Per il momento desidero semplicemente esprimere un sincero ringraziamento alla comandante Chiara Romano. Con quel sopralluogo ha dato un segnale concreto, contribuendo a incrinare quel muro d’indifferenza che per troppo tempo aveva separato le legittime richieste dei residenti di Via Antonio De Luca dall’auspicato ascolto delle loro istanze. Adesso la parola passa ai fatti. Se arriveranno, avrà vinto il buonsenso. Ed è l’unica vittoria che conta davvero.
