Nuove opere nell’area dove era previsto il COC poi “cancellato”. Forio, variante in corso d’opera per il parco urbano al Casale

La modifica al contratto già approvata dalla Giunta, ma la delibera riporta un titolo “errato” dell’intervento, facendo ancora riferimento alla realizzazione del Centro Operativo Comunale di Protezione Civile. Il rup De Girolamo ha perfezionato gli atti. Il maggior costo ammonta a 122.033 euro

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A Forio si è resa necessaria una variante in corso d’opera anche per l’importante intervento al Casale denominato “Recupero fanghi e realizzazione del parco urbano attrezzato e delle opere complementari”, finanziato per 2.619.266,62 euro dal Commissario Delegato. Originariamente era prevista anche la realizzazione del Centro Operativo Comunale di Protezione Civile poi non approvata.

L’appalto per l’affidamento congiunto della progettazione esecutiva, del coordinamento della sicurezza in fase di progettazione e dell’esecuzione dei lavori sulla base del PFTE era stato aggiudicato a gennaio 2025 all’impresa “Cadel” di Napoli per l’importo contrattuale di 1.451.190,54 euro oltre Iva.
A marzo dello stesso anno era stato approvato dalla Giunta il progetto esecutivo che prevedeva 36.284,66 euro alla voce “Imprevisti” e 117.697,98 come economie d’asta. A marzo scorso sono stati approvati gli atti tecnico contabili relativi al secondo SAL e affidata una relazione geologica per approfondire alcune criticità emerse.

Sta di fatto che ora il rup, il responsabile del I Settore ing. Luca De Girolamo, evidenzia che nel corso dell’esecuzione dei lavori si è reso necessario procedere alla redazione di una modifica al contratto in corso d’opera, «per la sopravvenuta necessità di eseguire lavori supplementari non previsti nell’appalto originario, risultati indispensabili per il conseguimento della piena funzionalità dell’intervento e non separabili, sotto il profilo tecnico ed economico, dalle lavorazioni già affidate in quanto strettamente integrate alle opere già eseguite e da eseguire nell’ambito del parco urbano, sicché l’affidamento ad un diverso operatore comporterebbe rilevanti interferenze operative, duplicazione di attività di cantiere, problematiche di coordinamento della sicurezza e maggiori costi per la stazione appaltante».

In proposito rileva come a norma del Nuovo Codice dei Contratti «la sostituzione dell’operatore economico contraente risulterebbe impraticabile sia sotto il profilo tecnico, in ragione della necessaria integrazione delle nuove lavorazioni con quelle già eseguite e della continuità esecutiva dell’intervento, sia sotto il profilo economico, in quanto comporterebbe duplicazione di costi, interferenze operative, ritardi nell’esecuzione delle opere e un significativo aggravio procedimentale per la Stazione Appaltante».

La variante proposta non altera la natura generale del contratto, mantiene inalterate le finalità e le caratteristiche essenziali dell’intervento approvato «e si configura quale modifica necessaria per il perseguimento dell’interesse pubblico sotteso alla realizzazione dell’opera».

I LAVORI DA ESEGUIRE IN VARIANTE
In particolare, riporta De Girolamo, «l’area precedentemente occupata dai terreni alluvionali, ubicata nella porzione ovest dell’intervento, è risultata priva di una definita destinazione funzionale a seguito della mancata approvazione della realizzazione del Cento Operativo Comunale di Protezione Civile originariamente previsto in tale sito; l’Amministrazione Comunale ha pertanto manifestato la volontà di sistemare tale area con masselli autobloccanti drenanti, al fine di incrementare la fruibilità del Parco urbano».

In sostanza la modifica al contratto prevede: «il collegamento tra il livello del parcheggio inferiore con ingresso dalla traversa di via Casale, ed il livello dell’area ad ovest; la conservazione delle essenze di Olea Europea e di Phoenix Dactirifera presenti nell’area del parcheggio inferiore con realizzazione di muretti/sedute alla loro base; il recupero della scala di collegamento dell’area ovest in questione con la strada statale; la sistemazione dell’area ovest con masselli autobloccanti drenanti con accesso diretto dal via Casale; il recupero delle murature perimetrali mediante ripristino del rivestimento con pietrame a faccia vista; il ripristino del parapetto lungo la strada statale e realizzazione di un marciapiede; la realizzazione di una balaustra in acciaio lungo la via Casale; la ricollocazione dei servizi igienici previsti in prossimità dell’ingresso superiore nell’area adiacente alla scala di accesso dalla strada statale».
Il 12 giugno scorso la Giunta ha approvato la documentazione tecnica – contabile relativa alla modifica al contratto originario trasmessa dal direttore dei lavori ing. Vincenzo Marziano.

Il quadro economico rimodulato a seguito della variante riporta un importo totale per progettazione e lavori pari a 1.573.224,47 euro; 1.127.65 euro alla voce “Imprevisti” ed economie d’asta ora pari a zero. Infatti De Girolamo riferisce in determina che la modifica al contratto originario ha comportato una maggiore spesa di 122.033,93 euro, che rientra nelle somme disponibili del quadro economico post gara.
Il rup però ha dovuto anche correggere un “dettaglio” errato nell’ultima delibera di Giunta, che reca il titolo dell’intervento “Riqualificazione del sito di via Casale – Parco urbano e Centro Operativo Comunale”, in luogo di quello corretto titolo “Recupero fanghi e realizzazione del parco urbano attrezzato e delle opere complementari”, «così come individuato nella Ordinanza del Commissario Straordinario n. 32/2025 e nel successivo Decreto del Commissario di rimodulazione del piano fanghi».

Il responsabile del I Settore “sdogana” la variante e la modifica contrattuale nonché la correzione della delibera di Giunta relativamente alla sola denominazione dell’intervento.

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