La Giunta municipale di Forio passa alle vie legali. Con la deliberazione n. 229 del 30 giugno 2026, dichiarata immediatamente eseguibile, l’amministrazione guidata da Stani Verde autorizza il sindaco a presentare querela-denuncia davanti all’autorità giudiziaria per diffamazione aggravata e per ogni altra ipotesi di reato eventualmente ravvisabile.
Al centro dell’atto ci sono alcuni manifesti affissi a Napoli, a partire almeno dal 20 maggio, in diversi spazi visibili al pubblico. Secondo quanto riportato nella proposta approvata dalla Giunta, le affissioni sarebbero state distribuite in modo capillare nel territorio partenopeo, con particolare riferimento a zone di grande transito come Piazza Carlo III, Piazza Quattro Giornate, Corso Arnaldo Lucci e il Tondo di Capodimonte.
I manifesti, secondo il Comune di Forio, contengono dichiarazioni ritenute «gravemente lesive dell’onore, del decoro, del prestigio e dell’immagine» dell’amministrazione comunale e del sindaco. Nei testi citati nell’atto si associa l’immagine di un disboscamento a frasi come: «La tragedia di Casamicciola all’Amministrazione Comunale di Forio d’Ischia non ha insegnato proprio niente», oppure: «All’ingresso del Paese esisteva un bellissimo bosco, è stato sepolto da 12.000 mq di scarichi abusivi». E ancora: «Chiediamo l’intervento urgentissimo della magistratura» e «il Sindaco di Forio non vede quello che non vuole vedere».
In calce ai manifesti, l’iniziativa risulterebbe apparentemente riconducibile, secondo l’atto comunale, a «Il lavoratore italiano Alfredo Giacometti» e al «Comitato di Cavallaro – i residenti inascoltati».
La Giunta considera le informazioni e le accuse contenute nei manifesti «del tutto false, infondate, pretestuose» e ritiene che siano animate da un intento diffamatorio e denigratorio. Per l’amministrazione foriana, la condotta descritta arrecherebbe un danno immediato all’immagine dell’Ente, associando le istituzioni locali a disastri ambientali e a condotte omissive o conniventi.
Da qui la decisione di autorizzare Stani Verde, quale legale rappresentante del Comune, ad agire nei confronti dei soggetti indicati nei manifesti, tra cui Alfredo Giacometti, dei committenti, degli esecutori materiali e di chiunque altro dovesse risultare responsabile, anche in concorso, della diffusione dei messaggi.
Il Comune si riserva anche la possibilità di costituirsi parte civile per il risarcimento dei danni patrimoniali e d’immagine. La deliberazione è stata approvata all’unanimità ed è stata dichiarata immediatamente eseguibile ai sensi dell’articolo 134, comma 4, del Decreto legislativo 267/2000, per consentire all’amministrazione di procedere tempestivamente alle tutele legali e agli accertamenti ritenuti urgenti, anche in relazione ai termini di legge per la presentazione della querela.
