Non una mediazione, ma un muro. Non un passo verso una categoria che chiede ascolto, ma un atto che irrigidisce ulteriormente il confronto. A Casamicciola Terme lo scontro tra Comune e trasportatori isolani entra in una nuova fase, dopo la comunicazione firmata dal comandante della Polizia municipale, Maria Funiciello, e indirizzata a Prefettura, compagnie di navigazione e forze dell’ordine.
L’oggetto è l’ordinanza n. 36/2026. Il contenuto è chiaro: sul territorio comunale il provvedimento è in vigore e, pertanto, le società Caremar, Medmar e Gestour vengono invitate «a non consentire l’imbarco per il porto di Casamicciola Terme dei mezzi per i quali vige il divieto di circolazione stabilito dal provvedimento stesso». Come dire: il problema non si gestisce solo una volta arrivati sull’isola, ma si prova a fermarlo prima, direttamente ai porti di partenza.
La nota, protocollata il 30 giugno 2026, segna così un passaggio politico e amministrativo pesante. Dopo giorni di tensione, dopo i tentativi presentati come momenti di confronto e dopo quella che era sembrata una mossa da moderatore da parte del Comune termale, arriva invece il colpo più duro per i trasportatori.
Non una sospensione, non una revisione, non un tavolo vero da cui far uscire una soluzione condivisa. Arriva una comunicazione che rafforza l’ordinanza e chiama in causa direttamente le compagnie di navigazione.
Il Comune ribadisce infatti la piena validità del divieto e annuncia anche l’intensificazione dei controlli allo sbarco di ciascuna corsa ricadente negli orari indicati dall’ordinanza. Un doppio binario: da un lato lo stop agli imbarchi, dall’altro la stretta al porto di Casamicciola. Il messaggio ai trasportatori è netto e difficilmente equivocabile, nonostante le consuete formule amministrative che provano a rendere tutto più neutro di quanto sia.
La comunicazione viene inviata anche all’Ufficio circondariale marittimo di Ischia, all’Ufficio locale marittimo di Casamicciola Terme, alla Polizia di Stato, ai Carabinieri e alla Guardia di Finanza. Un elenco di destinatari che conferma la volontà dell’ente di dare piena operatività al provvedimento, costruendo attorno all’ordinanza una rete di controllo e applicazione.
Per i trasportatori isolani, però, il punto resta politico prima ancora che tecnico. La categoria contesta una scelta che incide sull’organizzazione del lavoro, sui tempi delle consegne, sui collegamenti commerciali e sulla quotidianità di chi opera ogni giorno tra porti, strade e attività dell’isola. In questo quadro, la nuova comunicazione del Comune non appare come un gesto di apertura, ma come una chiusura netta.
Dopo le parole e i presunti tentativi di ricucitura, arriva l’atto formale che sposta il confronto su un terreno ancora più aspro. Il Comune non arretra sull’ordinanza n. 36/2026 e chiede alle compagnie di navigazione di non imbarcare i mezzi sottoposti al divieto. Una decisione che rischia di trasformare una vertenza già delicata in uno scontro frontale con una categoria essenziale per l’economia dell’isola.
