Ha giurato fedeltà alla Repubblica e alla Costituzione, poi ha parlato a lungo, con la voce di chi ha già percorso questa strada e sa dove portano certe curve. Domenico De Siano ha aperto ieri sera, mercoledì 3 giugno, la prima seduta del consiglio comunale del suo terzo mandato da sindaco di Lacco Ameno, e lo ha fatto senza proclami ma con un elenco preciso di impegni e una visione chiara di cosa dovrebbe tornare a essere il consiglio comunale.
«Rappresentare il proprio Comune, servirlo con serietà e con dedizione nell’interesse della collettività, è qualcosa che ti solleva e ti fa star bene»
«Consentitemi di fare, in rappresentanza di tutti i consiglieri comunali sia di maggioranza che di minoranza, i migliori auguri al nostro Paese, alla nostra comunità. Possano essere cinque anni di confronto» ha esordito De Siano subito dopo il giuramento. «Mi auguro che questo consiglio comunale possa tornare come un tempo ad essere un luogo di confronto, un luogo di dibattito, anche un luogo di scontro civile, ma sempre rivolto a quelli che sono gli interessi della nostra comunità.»
Il sindaco ha declinato subito la sua visione del mandato in chiave di collegialità: «Lavorerò per far sì che determinati temi di estrema importanza che coinvolgono il nostro Paese debbano essere affrontati e debbano trovare posizioni di confronto all’interno del consiglio comunale con tutti i consiglieri comunali, sia con coloro i quali rappresentano la maggioranza che la minoranza, perché il consiglio comunale nella sua interezza rappresenta la nostra comunità totalmente. Si svolgono le elezioni in maniera democratica, ci sono coloro i quali vincono e coloro i quali escono sconfitti dalla competizione elettorale, ma ognuno di noi rappresenta una fetta del proprio Paese. Quindi è giusto che su determinati temi di interesse comune ci sia confronto, ci sia dibattito, ci sia la possibilità di poter verificare ognuno il proprio modo di vedere la cosa e cercare, se ci riusciamo, a fare sintesi, sempre ed esclusivamente nell’ottica dell’interesse pubblico.»
Un appello che non è rimasto retorica da prima seduta: «Io mi auguro che questo entusiasmo — ed è compito anche nostro — non diminuisca con il passare dei mesi e degli anni, ma che ci possa sempre essere interesse alla cosa pubblica da parte di coloro i quali vivono la nostra comunità.»
Diciassette punti, nessuna promessa
Arrivato alla presentazione delle linee programmatiche, De Siano ha scelto un’apertura quasi controcorrente: «I programmi elettorali hanno perso credibilità agli occhi dei cittadini, vengono spesso percepiti come sogni, come un insieme di promesse difficilmente realizzabili. Il nostro programma viene sviluppato con 17 cose che vogliamo fare per il nostro Paese. Non vogliamo fare promesse, vogliamo assumere degli impegni chiari, realistici e realizzabili. È necessario costruire una proposta fondata su responsabilità, trasparenza e capacità di realizzazione, mettendo al centro quelli che sono i bisogni dei nostri cittadini. Vogliamo perseguire questi obiettivi rafforzando il senso di identità e di rispetto reciproco, superando divisioni e contrapposizioni che negli anni hanno indebolito in maniera importante il nostro tessuto sociale.»
Il primo punto è identitario e sentimentale insieme: «Il 17 di Santa Restituta è il cuore vivo della nostra identità, un legame profondo alle nostre radici, alla nostra storia, ai valori che uniscono la comunità e la famiglia. Dobbiamo ripartire da qui, con orgoglio e senso di appartenenza, per costruire insieme un futuro al nostro Paese.»
Poi il sindaco ha scandito gli altri sedici punti: la ricostruzione e la messa in sicurezza post-sisma — «sono passati tanti anni, la ricostruzione procede con estrema lentezza, dobbiamo lavorare con gli organi competenti affinché ci possa essere un’accelerazione sul tema, con interventi mirati e mitigazione del rischio idrogeologico» — ; la riqualificazione e manutenzione dei giardini pubblici con realizzazione di aree gioco moderne, sicure e inclusive per famiglie e bambini; l’introduzione di un sistema di pozzi intelligenti per la gestione sostenibile e la salvaguardia della stabilità del territorio; l’abbattimento delle barriere architettoniche — «in maniera concreta dobbiamo lavorare su questo tema perché è un tema che qualifica una comunità, rende una comunità moderna» — insieme alla promozione dell’inclusione digitale per i cittadini di tutte le età; la videosorveglianza intelligente, l’illuminazione potenziata e la cura quotidiana degli spazi pubblici; una programmazione degli eventi che copra l’intero anno solare — «in maniera tale che ci possa essere promozione del nostro territorio per l’intera annualità» — ; la gestione trasparente dell’infrastruttura pubblica con servizi efficienti e di qualità elevata.
Su quest’ultimo punto, De Siano ha inserito una dichiarazione netta: «Questa amministrazione lavorerà con la gestione pubblica al 100%. È ovvio che apporteremo cambiamenti rispetto alla gestione e rispetto a quelli che sono i servizi e la qualità dei servizi da erogare.»
L’elenco è proseguito con il rafforzamento dei servizi territoriali e il sostegno all’ospedale del Sole; l’istituzione di un garante dei diritti delle persone con disabilità e dei malati oncologici, con politiche di sostegno alle famiglie fragili; scuole sicure, moderne e digitali con spazi di studio e partecipazione civica; il potenziamento degli impianti sportivi esistenti e l’accesso facilitato alla pratica sportiva nelle fasce più deboli; la riduzione delle imposte locali attraverso premialità per i comportamenti virtuosi, a sostegno delle attività produttive e delle famiglie; gli incentivi per nuove attività economiche e la valorizzazione della viticoltura e della pesca come eccellenze locali; il trasporto sostenibile con pensiline smart, colonnine di ricarica e — impegno assunto in campagna elettorale — il superamento della sosta a pagamento nelle aree antistanti l’ospedale; il comune digitale, inteso come sviluppo di una piattaforma per i servizi al cittadino e semplificazione degli uffici pubblici in chiave di trasparenza ed efficienza; e infine, diciassettesimo punto, «l’istituzione all’interno del nostro Comune di un ufficio dedicato all’intercettazione di finanziamenti europei, nazionali e regionali».
L’agenda dei cento giorni
Interpellato sulla priorità dei prossimi cento giorni — che coincidono con il cuore della stagione turistica — De Siano ha tracciato una rotta operativa precisa: «Innanzitutto dobbiamo partire dall’ordinario. Dobbiamo lavorare sulla conoscenza e capire quello che è lo stato dell’arte della macchina amministrativa. Poi dobbiamo immediatamente risolvere il problema della raccolta dei rifiuti, il problema della viabilità, il problema dei parcheggi. Dobbiamo programmare una serie di eventi: siamo una stazione turistica importante, quindi dobbiamo mettere mano alla programmazione degli eventi per far sì che la nostra comunità possa affrontare nel migliore dei modi la stagione turistica. Dobbiamo ripristinare al meglio il verde pubblico, i giardini, dobbiamo rendere il nostro Paese più bello da subito.»
Le deleghe esterne
A margine della comunicazione sulla composizione della giunta, De Siano ha anticipato un’ulteriore novità: «Nei prossimi giorni procederò a dare deleghe anche esterne — a esperti, amici della nostra comunità — che collaboreranno in maniera proficua, spero, con l’amministrazione per il buon esito delle deleghe stesse.»
«Rappresentare il proprio Comune ti fa star bene»
Ha chiuso la serata con parole lontane dalla retorica e vicine all’emozione personale: «Per me è un onore poter di nuovo rappresentare il mio Paese, il mio Comune, il Paese dove vivo io, dove vivono i miei cari, dove vive la mia famiglia. Sono stato sindaco di questo Paese dal 1997 al 2007. Ho fatto tante esperienze di natura politica, ma vi posso assicurare che rappresentare il proprio Comune è motivo di grossa soddisfazione, di orgoglio, e ti stimola a fare sempre meglio. Seguire il proprio Paese, servirlo con serietà e con dedizione e nell’interesse della collettività, è qualcosa che ti solleva e ti fa star bene. Io auguro ai più giovani che verranno certamente dopo di me di riuscire a provarlo.»
La sala consiliare, affollata come raramente capita nelle prime sedute di insediamento, lo ha ascoltato fino in fondo.
