Ha preso la parola con tono misurato, quasi istituzionale, ma le sue parole hanno riempito la sala consiliare di peso specifico. Giacomo Pascale, ieri sera nella prima seduta del consiglio comunale del nuovo mandato di Domenico De Siano, ha svolto un intervento lungo e articolato che era insieme un saluto, una rendicontazione e una dichiarazione di intenti per i prossimi anni di opposizione.
«Usciamo a testa alta, con la serenità di chi sa di aver lavorato con impegno, correttezza e passione»
«Oggi si apre una nuova legislatura e nel pieno rispetto della volontà popolare espressa attraverso il voto democratico, desideriamo rivolgere al sindaco, alla giunta e alla loro maggioranza i nostri più sinceri auguri di buon lavoro. Amministrare una comunità è un compito impegnativo che richiede equilibrio, responsabilità, capacità di ascolto e visione. Per questo auspichiamo che ogni scelta futura sia guidata esclusivamente dall’interesse della nostra comunità, dalla tutela del bene comune e dalla volontà di costruire opportunità e futuro per il nostro territorio.»
Poi il passaggio sul rispetto del verdetto elettorale, con una frecciata velata a quanto vissuto cinque anni fa: «Il risultato elettorale va sempre rispettato. La democrazia vive anche dell’alternanza e chi ha svolto ruoli di governo ha il dovere istituzionale e morale di riconoscere con serietà e rispetto il verdetto delle urne. Lo pensavamo cinque anni fa, in un momento politico che abbiamo vissuto con grande amarezza, e lo pensiamo ancora oggi.»
I conti dell’amministrazione uscente
Prima di guardare avanti, Pascale ha scelto di guardare indietro, con numeri in mano. «Riteniamo doveroso lasciare agli atti di questo consiglio anche il lavoro svolto in questi anni dall’amministrazione uscente, non per rivendicazione personale, non per alimentare polemiche, ma per rispetto della verità amministrativa, del lavoro compiuto e di tutte le persone — donne e uomini, giovani e meno giovani — che hanno contribuito con impegno, competenza e passione a raggiungere risultati importanti per il nostro Paese.»
Il quadro finanziario consegnato alla nuova amministrazione è stato descritto con precisione: «Alla data della cessazione del mio incarico di sindaco — avvenuta a seguito della sfiducia determinata dalle scelte politiche di sette consiglieri comunali — il Comune disponeva di una giacenza di cassa pari a 5 milioni e 600 mila euro, dato che testimonia una situazione finanziaria solida e un equilibrio di bilancio costruito nel corso degli anni con una gestione improntata alla prudenza, alla programmazione e al rigore amministrativo.»
Pascale ha poi elencato gli elementi che, a suo avviso, qualificano la gestione uscente: nessun ricorso a nuovi mutui durante l’intero mandato, opere e investimenti finanziati prevalentemente con fondi statali, regionali e comunali; nessuna anticipazione di tesoreria — «questo risultato assume particolare rilevanza in un contesto in cui molti enti locali sono costretti a utilizzare tale strumento» — ; tutti i pagamenti nei confronti di fornitori e istituti finanziari regolarmente onorati, comprese le rate dei mutui e delle anticipazioni di liquidità contratte dalle amministrazioni precedenti.
Ha poi ricordato da dove era partita quella stagione amministrativa: «Questo testimonia il proficuo lavoro svolto sin dal 2015, quando — come si ricorderà — il Comune aveva dichiarato il dissesto finanziario.»
44 milioni, 60 posti di lavoro, la mobilità elettrica
L’elenco delle realizzazioni ha occupato una parte consistente dell’intervento. «Lasciamo a una comunità guidata da chi ha saputo intercettare oltre 44 milioni di finanziamenti pubblici, risorse fondamentali che hanno consentito di programmare interventi, opere e servizi senza gravare ulteriormente sui cittadini.» Sul versante occupazionale: «Lasciamo progetti e scelte che hanno prodotto 60 posti di lavoro, di cui 40 dipendenti in Comune — 27 a tempo indeterminato e 13 a tempo determinato — contribuendo concretamente a dare risposte a tante famiglie e a creare prospettive di vita dignitose per i giovani.»
Tra le eredità citate, anche un progetto di mobilità elettrica — «pensata dai residenti per i turisti, per gli anziani e per tutti coloro che sono privi di mezzi propri, con l’obiettivo di rendere il nostro Paese più moderno, più accessibile, più vivibile» — e un percorso di valorizzazione della struttura culturale pubblica, oltre a interventi nelle scuole, nelle aree fognarie, dal cimitero ai costoni, al campo sportivo, nei siti di interesse e nella rigenerazione urbana.
A tutto il personale del Comune, Pascale ha rivolto un ringraziamento esplicito: «A tutte e a tutti loro va il nostro ringraziamento sincero e la convinzione che il valore delle professionalità presenti all’interno del Comune rappresenti una risorsa fondamentale per il futuro della nostra comunità. L’auspicio è che vorrete maggiormente valorizzarli accordando loro fiducia.»
Nasce Il Faro, Pascale capogruppo
Sul finire del suo intervento, Pascale ha ufficializzato la nascita del gruppo di minoranza: «Stasera costituiamo in consiglio comunale il gruppo civico e politico Il Faro. Ciò è reso possibile grazie al consenso di tante persone che condividono con noi programmi, progetti e soprattutto valori.» Ha poi rivolto un benvenuto particolare all’unica donna eletta in consiglio: «Saluto e do il benvenuto in consiglio comunale all’architetto Carla Tufano, ex vicesindaco nella passata legislatura.»
Assumendo per la prima volta il ruolo di capogruppo — «esperienza per me nuova, spero di non deludere le tante aspettative» — Pascale ha delineato il profilo dell’opposizione che intende guidare: «Saremo un’opposizione vigile, rigorosa ed esigente. Sosterremo senza esitazione ogni scelta che riterremo utile alla comunità e, con la stessa fermezza, eserciteremo il nostro dovere di controllo e di proposta quando sarà necessario. Non ci guideranno il rancore o la polemica, ci guideranno l’amore per questo territorio, il rispetto per i cittadini e la convinzione che la politica debba mantenere dignità, misura e responsabilità anche nei momenti di confronto più accesi.»
La chiusura è stata affidata a una frase destinata a restare agli atti ben oltre la serata di ieri: «Usciamo dal governo della comunità locale a testa alta, con la serenità di chi sa di aver lavorato con impegno, correttezza e passione, mettendo sempre al centro il bene comune. Le maggioranze passano, ma ciò che resta davvero è ciò che si costruisce per la comunità. I risultati non cancellano il verdetto elettorale, ma il verdetto elettorale non cancella i risultati.»
