Procida conferma la propria vocazione a essere un laboratorio culturale a cielo aperto. Nell’appuntamento ormai consueto dell’ultima sera di “Procida Racconta”, l’ing. Renato Marconi restituisce l’immagine di un festival in continua crescita, capace di consolidare un format riconoscibile e, soprattutto, di produrre ricadute concrete sul territorio.
Secondo Marconi, l’edizione di quest’anno registra un incremento di presenze superiore al 30%, segno di una manifestazione che ha saputo maturare senza perdere la sua cifra distintiva: raccontare l’isola attraverso le storie e le voci di chi la abita. Determinante, in questo percorso, il lavoro organizzativo che ha portato sull’isola ospiti di rilievo e profili capaci di attrarre pubblici diversi, contribuendo a rafforzare l’identità del festival come esperienza culturale integrata con il contesto locale.
Il risultato, spiega Marconi, è un “unicum” nel panorama nazionale: un progetto che in dieci anni ha visto passare sull’isola decine di autori italiani e internazionali, con un impatto che va oltre l’evento in sé e che diventa narrazione collettiva. Un format, aggiunge, che potrebbe anche essere esportato, ma che nel frattempo contribuisce a rendere Procida “speciale” proprio grazie alla sua coerenza e alla sua relazione organica con il territorio.
Accanto alla dimensione culturale, emerge il ruolo del Marina di Procida come piattaforma di iniziative capaci di connettere comunità locale e diportisti. Tra gli appuntamenti ricordati: la Vela Cup in programma a settembre e “Libri in Porto”, iniziativa che prosegue l’idea di una portualità che non sia soltanto infrastruttura, ma anche luogo di incontro, di produzione culturale e di valorizzazione dell’identità isolana.
Lo sguardo, tuttavia, si sposta rapidamente sul 2027 e sulla prospettiva dell’America’s Cup, con base prevista nell’area di Bagnoli. In questo scenario, il Marina di Procida si posiziona come approdo strategico, “frontistante” rispetto al teatro operativo dell’evento. Marconi sottolinea la portata dell’occasione in termini di visibilità internazionale: la competizione rappresenterebbe una vetrina globale, in grado di generare un ritorno d’immagine per il territorio su scala continentale.
Sul piano operativo, viene indicata anche la previsione di accoglienza di oltre 24 grandi yacht collegati all’organizzazione, elemento che rafforza l’idea di una ricaduta non solo simbolica ma anche logistica ed economica. L’America’s Cup, del resto, catalizza interessi e attenzione mediatica diffusi, e per un territorio come Procida può tradursi in un’accelerazione della propria riconoscibilità come destinazione nautica e culturale.
Il quadro più ampio riguarda, infine, la stagione del diportismo. Richiamando il convegno “Vivere di Mare”, Marconi descrive un’annata positiva per l’Italia e per il Mediterraneo occidentale, anche in relazione alle dinamiche geopolitiche che stanno influenzando le rotte e le scelte di destinazione. In questo contesto, l’auspicio è che la presenza di visitatori stranieri — arrivati talvolta “per necessità” — possa trasformarsi in fidelizzazione, grazie alla qualità dell’accoglienza e all’attrattività complessiva delle coste italiane.
Ancora una volta ingegnere, siamo qua a riannodare i fili di quella che è un’iniziativa molto riuscita.
“Sì, come sempre Procida è stata di una straordinaria accoglienza, anche quest’anno abbiamo incrementato le presenze di oltre il 30%, anche Chiara Gamberale, l’organizzatrice, è riuscita a raccogliere attorno a questa iniziativa quest’anno personaggi straordinari come Emmanuel Carrere, Mario Calabresi, Emanuele Trevi. Siamo veramente diventati un unicum dal punto di vista anche dell’originalità, dell’idea su tutto il territorio nazionale. Ormai sono stati oltre sessantasei gli scrittori italiani, e non solo, che si sono recati su quest’isola in questi dieci anni raccontando le storie degli abitanti dell’isola. Sicuramente è un format molto molto interessante, è un format che può essere anche esportato, ma intanto noi vediamo di rendere Procida speciale proprio con questa manifestazione”.
Procida speciale, veniamo un po’ anche agli eventi del Marina di Procida, con la Vela Cup che si terrà a settembre, con l’altra iniziativa Libri in Porto con Elisabetta Montaldo. Questo testimonia da sempre la sua vicinanza al territorio e a tutte le attività culturali.
“Ha citato due dei principali eventi che si svilupperanno sempre a Procida. Saremo vicini nel 2027 anche alla Coppa America, perché siamo il porto frontistante, quello che è l’area di Bagnoli, dove sarà la base per la Coppa America. Riteniamo che sarà anche una grandissima vetrina mondiale, in questo caso globale, per Procida stessa.
Qui avranno accoglienza oltre 24 grandi yacht che faranno parte dell’organizzazione della Coppa America e pensiamo che anche questo avrà un grandissimo ritorno d’immagine in ogni continente, perché sappiamo che la Coppa America raccoglie interessi su tutti e cinque i continenti principali. Per quanto riguarda il resto abbiamo continuamente eventi e questo è il nostro apporto al territorio, avvicinare la gente del territorio alla Marina e i diportisti al territorio stesso.”
Dieci giorni fa il convegno Vivere di Mare, anche la sua presenza ha testimoniato quanto sia importante il diportismo nautico e quindi quello dei porti turistici. Che stagione sta vivendo la marineria da questo punto di vista?
“Per quanto riguarda l’Italia, in generale il territorio nazionale e tutto il Mediterraneo occidentale è un buon anno, questo è anche legato a tutte le vicende che stanno colpendo l’Estremo Oriente e l’Oriente più vicino. Questo naturalmente ci fa onore e speriamo che negli anni gli stranieri che quest’anno, a torto collo e per necessità, visiteranno le coste italiane piuttosto che le coste della Grecia e della Turchia e di Cipro, che sono considerate un po’ più pericolose, poi le apprezzino altrettanto e possono poi rimanere negli anni prossimi”.
