I motori del club di Fondobosco sono accesi.

L’Ischia Calcio tra stadio e mercato: il piano «B» in terraferma e l’obiettivo Alves

Sul tavolo la questione dello stadio con l'amministrazione comunale, un accordo possibile ma ancora da definire nelle forme e nei tempi. Sul mercato, intanto, si lavora sottotraccia: nel mirino c'è Alves Morales dell'Olbia

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L’Ischia Calcio del presidente Luigi Lauro non smette di tenere banco. Anche nei giorni di pausa apparente, qualcosa si muove — sottovoce, con la discrezione che contraddistingue la gestione di questa nuova era gialloblù — e le questioni aperte restano abbastanza spinose da meritare attenzione. La più urgente riguarda lo stadio. Nei giorni scorsi, complice una circolazione di notizie di stampa non proprio attendibili, si è diffusa voce di un possibile addio al «Mazzella» e di un trasferimento dell’attività agonistica allo stadio del comune di Quarto, sul continente.

Una struttura di dimensioni ridotte rispetto all’impianto di Fondobosso, e che fin da subito aveva fatto storcere il naso a molti. La notizia aveva alimentato qualche preoccupazione nell’ambiente e sollevato più di un interrogativo sul futuro del club nell’isola. La verità, come spesso accade, sta nel mezzo. E vale la pena raccontarla con precisione.

Lo stadio, la trattativa, le condizioni

Nelle ultime settimane, dalla presidenza del club di Fondobosco sono state inviate le risposte alle comunicazioni formali pervenute dall’ente di Via Iasolino. Il quadro che emerge, tenendo conto delle trattative in corso e restando coerenti con le dichiarazioni che lo stesso presidente Lauro ha rilasciato — anche a questo giornale — è quello di rapporti con il sindaco Enzo Ferrandino che si sono incanalati verso una direzione percorribile, con minori ostacoli rispetto al passato.

Rimane, però, il nodo delle condizioni in cui versa il «Mazzella». Lo stadio è una struttura abbandonata a sé stessa, mai adeguatamente manutenuta dalle precedenti gestioni del club, e aggravata da anni di sfruttamento incondizionato e incuria. È il risultato di un approccio che ha trattato il Mazzella come una mucca da mungere fino all’ultima goccia, senza mai reinvestire un solo euro nella struttura, nonostante i canoni non pagati e il godimento esclusivo dell’impianto. Il conto di quella gestione si paga adesso.

I segnali, d’altronde, erano evidenti già da mesi: già in questo inverno, dopo appena tre docce, l’acqua calda finiva. Non una rivelazione improvvisa, per carità, ma l’inevitabile somma di anni e anni di gestione irresponsabile e incivile. Lo stesso vale per l’impianto di illuminazione, fuori uso da tempo. Problemi non solo di immagine, ma di regolarità sportiva: il club ha già rischiato sanzioni perché squadre ospiti e arbitri sono stati costretti a fare la doccia fredda dopo le partite al Mazzella, con le conseguenti segnalazioni agli organi federali.

Su queste basi, Lauro e la sua dirigenza hanno fatto sapere all’amministrazione di essere disponibili a restare al Mazzella, ma di volerlo ricevere almeno in condizioni di decenza minima. La proposta sul tavolo sarebbe quella di una concessione annuale — o comunque a scadenza più ravvicinata rispetto al progetto iniziale di convenzione ventennale — a fronte di un ripristino dei livelli base di funzionalità dell’impianto. Non grandiosi interventi di ristrutturazione, ma il minimo indispensabile per poter giocare e ospitare gli avversari senza incorrere in situazioni imbarazzanti o provvedimenti disciplinari.

Il piano «B»: una logistica, non una minaccia

In questo contesto va letto il cosiddetto piano «B» della terraferma, che resta vivo e sul tavolo ma non come uno strumento di pressione nei confronti dell’ente comunale. È, piuttosto, una questione concreta di logistica e di pianificazione: se le trattative con il Comune di Ischia dovessero arenarsi o protrarsi oltre i tempi consentiti dal calendario sportivo, il club avrebbe bisogno di una soluzione alternativa per disputare le gare casalinghe.

La Serie D non aspetta e le scadenze federali per l’iscrizione e l’omologazione degli impianti sono vincolanti. La volontà di restare a Ischia sembra genuina da entrambe le parti. Società ed ente comunale hanno un obiettivo comune evidente: tenere la squadra sull’isola, in condizioni degne di una piazza che si accinge a disputare un campionato nazionale. Il «come» e il «quando», tuttavia, restano ancora da definire con precisione. Il tempo non è illimitato, ma qualche settimana di margine prima dell’avvio delle gare c’è ancora. Basterà usarla bene.

Mercato: nel mirino Alves Morales, si lavora per Montanino

Sul fronte del mercato, intanto, filtra una notizia di rilievo. Secondo rumors provenienti da ambienti vicini al club gialloblù, l’Ischia Calcio avrebbe messo nel mirino Alves Morales, attaccante del girone G in forza all’Olbia. Un nome che ai tifosi ischitani suona familiare — e non in senso positivo: è stato proprio lui uno degli artefici della prestazione più negativa dei gialloblù al Mazzella nell’ultima stagione, una di quelle da dimenticare che tuttavia hanno evidenziato la qualità del giocatore. Sarebbe proprio Alves Morales, stando alle voci, uno dei rinforzi che il presidente Lauro vorrebbe mettere a disposizione di mister Platone per potenziare il reparto offensivo in vista del debutto in Serie D.

La trattativa sarebbe in fase avanzata, ma per il quadro completo bisognerà attendere l’apertura ufficiale del mercato estivo. Solo allora sarà possibile cominciare a capire su quale formazione si muoverà l’Ischia Calcio della stagione 2026/27, e quali altre operazioni — condotte con la necessaria riservatezza dal presidente Lauro, dal direttore sportivo incaricato ma non ancora annunciato pubblicamente, e dallo stesso Platone — siano già state impostate nelle settimane scorse.

In chiave mercato, un’altra notizia: sembra che Riccardo Montanino potrebbe essere confermato in gialloblù. Sul play ischitano non circolano ulteriori dettagli, ma alcune riflessioni sarebbero già state avviate. La sua eventuale permanenza rappresenterebbe un segnale di continuità importante, sia per la squadra che per l’ambiente.

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