Tensione alta sull’Evi, la società partecipata che gestisce il servizio idrico integrato sull’isola d’Ischia. I consiglieri comunali del Comune d’Ischia Pasquale Balestrieri e Antonio Mazzella, esponenti del gruppo consiliare di Fratelli d’Italia, hanno formalmente diffidato i componenti del Consiglio di amministrazione dell’Evi dall’adottare delibere in presenza di quelli che definiscono “conclamati ed evidenti conflitti di interesse”.
La nota, indirizzata al Cda dell’Evi, al Collegio dei revisori dei conti della stessa società, al presidente del Cisi (Consorzio Intercomunale Servizio Idrico) e per conoscenza al Prefetto di Napoli, richiama esplicitamente l’articolo 2391 del codice civile, la norma che disciplina gli interessi degli amministratori nelle società di capitali e che impone obblighi stringenti di trasparenza e astensione in caso di posizioni configgenti.
Nel documento, i due consiglieri di opposizione precisano che la diffida non rappresenta un atto isolato ma costituisce il seguito di precedenti note già trasmesse ai destinatari, segnale di un confronto istituzionale che si protrae da tempo e che ora viene formalizzato in un atto giuridicamente più pesante. Balestrieri e Mazzella, avvalendosi delle prerogative riconosciute ai consiglieri comunali dalla normativa, dagli statuti e dai regolamenti vigenti, mettono nero su bianco una richiesta che chiama in causa direttamente la legittimità delle decisioni assunte dall’organo amministrativo della partecipata.
Il passaggio centrale dell’atto è la sollecitazione rivolta agli organi di controllo. I due consiglieri invitano “tutti gli Organi di controllo a tutela dell’Ente e dell’imparzialità stabilita dalle norme vigenti a vigilare ed impedire qualsiasi prevaricazione o abuso che potrebbe provarsi in caso del richiamato conflitto di interesse”. Una formulazione che, nella sostanza, chiede al Collegio dei revisori, al Cisi e alla Prefettura di esercitare i poteri di vigilanza per scongiurare il rischio che eventuali delibere vengano adottate in condizioni di incompatibilità.
Sullo sfondo della diffida, ma nemmeno troppo nascosta tra le righe del documento, si staglia la questione delle potenziali assunzioni che la società potrebbe definire a valle delle procedure concorsuali. Una vicenda che da mesi alimenta il dibattito politico isolano e che riguarda l’ingresso in pianta organica di figli e parenti diretti di alcuni componenti del Consiglio di amministrazione dell’Evi. È proprio su questo terreno che si misura la portata reale della contestazione mossa da Balestrieri e Mazzella: il richiamo all’articolo 2391 del codice civile, infatti, non è una citazione di stile, ma colpisce il cuore di un meccanismo nel quale gli amministratori della partecipata si troverebbero, secondo i consiglieri di Fratelli d’Italia, ad assumere decisioni che intersecano direttamente interessi familiari. Uno scenario che, ove confermato, imporrebbe obblighi precisi di astensione e di trasparenza, e che spiega perché la diffida sia stata indirizzata anche alla Prefettura di Napoli e al Collegio dei revisori, chiamati a verificare la regolarità sia delle procedure di reclutamento sia delle delibere connesse.
La diffida si inserisce in un quadro di crescente attenzione politica sulla governance del servizio idrico isolano, settore strategico e da sempre al centro del dibattito amministrativo nei sei comuni dell’isola. Il coinvolgimento della Prefettura di Napoli, autorità di governo sul territorio, eleva ulteriormente il livello istituzionale della vicenda e apre uno scenario nel quale gli organi di controllo saranno chiamati a pronunciarsi sulle questioni sollevate dai due consiglieri. Resta da capire quale sarà la reazione del Cda dell’Evi srl e degli altri destinatari della nota, e se nelle prossime sedute dell’organo amministrativo verranno adottate misure precauzionali in attesa dei chiarimenti richiesti dai consiglieri di Fratelli d’Italia.
