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DMO, un costosissimo vuoto assoluto? | #4WD

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Daily 4ward di Davide Conte del 18 novembre 2023

Così come previsto, la presentazione a cura della “sedicente” DMO creata dal Comune di Ischia in seno alla società “Ischia Risorsa Mare” si è rivelata il contenitore vuoto che mi aspettavo da tempo. E questa considerazione è stata avvalorata dal fatto che, per quanto dicono le voci di corridoio, l’entità complessiva dell’incarico a Josep Ejarque e al suo team (inteso anche come collaborazioni in outsourcing, come quella di AmalfiWeb) ammonterebbe intorno ai trecentomila euro. Tutt’altra roba rispetto al sistema di qualità d’area del turismo, creato su mia proposta dall’Amministrazione Brandi nel 2006 con un consulente d’eccezione quale il prof. Giovanni Viganò e la sua collaudata squadra della SDA Bocconi, per un incarico da soli dodicimila euro. E pensare che certi “scienziati” tornati in maggioranza oggi si permettevano anche di darci degli spreconi…
Naturalmente sono pronto a motivare il mio giudizio di vacuità.

Nell’invito, ricordo a me stesso e a chi mi legge che si annunciava “la presentazione pubblica del nuovo portale “Visit Ischia” e aggiornamenti sul lavoro svolto dalla DMO e dal comune di Ischia in questi primi mesi di attività per il settore turistico”. Va detto che, invece, non si è andati oltre la presentazione del portale, che ha messo in evidenza tutti i limiti di uno studio approssimativo che non è riuscito neppure a tener conto del fatto che, come evidenziato nel corso del mio intervento, esiste già da anni un portale VISIT ISCHIA con la registrazione di tutti i principali suffissi web. E questo, oltre a disperdere un’indiscutibile propulsione in termini di contenuti ed indicizzazione a causa di inevitabili sovrapposizioni e dualismi in rete, non fa altro che confondere le idee al visitatore. Perché, vuoi o non vuoi, la tesi improvvisata da Ejarque nel palese imbarazzo del “contropiede” che da una loro ricerca il VISIT e il .INFO siano più premianti nel web e che un’amministrazione pubblica non possa comprare o fittare domini da un privato, non sta in piedi neppure con le stampelle: sarebbe bastato trovare un nome diverso, oppure fare un accordo con la Pointel (società titolare degli altri domini) e convogliare i contenuti in un’unica direzione. O forse, affidare a una società più attenta la realizzazione del portale, evitando tutto questo casino con una semplice ricerca di anteriorità e considerando sistemi più evoluti come l’intelligenza artificiale per l’incentivazione e l’analisi della domanda.
Quanto agli “aggiornamenti sul lavoro svolto” dopo quasi un anno e mezzo di lavoro, il nulla assoluto: per ora, solo tante enunciazioni ad effetto, ma nemmeno un cenno a come e quando implementare il necessaire per la loro attuazione, in particolare per la parte che proprio la pubblica amministrazione, insieme al privato, dovrà necessariamente recitare in seno alla DMO.
Soldi buttati? Probabile, lo capiremo presto, e non certo grazie all’interrogazione di una minoranza che non c’è o di qualche rinsavito esponente della stessa maggioranza di Enzo Ferrandino.

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1 COMMENT

  1. Grazie signor Conte per scrivere quello che in molti, pensiamo.
    Breve parentesi, solo un boomer si fa infinocchiare sul roboante errore di utilizzare un dominio già con altra proprietà, salvo poi dirottare sul «.info» tipico dei domini che non si fila nessuno.
    Detto questo, ecco una riflessione. Il nuovo portale del turismo ischitano potrebbe esser utile a mettere in rete tra di loro i vari operatori locali. Risulterà il nulla più assoluto per un turista. Come il l
    Ma pensate che un turista, nel planning dei suoi molteplici viaggi annuali, dica «andiamo ad Ischia, allora cerchiamo cosa fare sul portale visit ischia » oppure continui ad utilizzare google, articoli prestigiosi, Tripadvisor ed esperienze di amici? Perché questo è quello che guida il viaggiatore moderno in tutto il mondo. Perché ad Ischia dovrebbe attivarsi un altro provinciale meccanismo?
    Forse più che un inutile portale, ci si doveva ispirare al gruppo il Pellicano per capire come rilanciare Ischia.

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