La Riserva Naturale Statale Isola di Vivara entra in una nuova fase della propria vita istituzionale. A segnare simbolicamente l’avvio di questo percorso è la pubblicazione del nuovo sito ufficiale, completamente rinnovato nella struttura, nei contenuti e nell’identità visiva. Il portale rappresenta il primo risultato visibile del processo di riorganizzazione avviato dalla presidente Rosalia Santoro, insediatasi tre mesi fa alla guida dell’ente.
L’obiettivo dichiarato è restituire alla Riserva piena operatività e costruire una strategia complessiva capace di tenere insieme tutela ambientale, sicurezza, ricerca scientifica, fruizione responsabile, cultura e valorizzazione del patrimonio storico e archeologico. Una prospettiva che guarda anche ai giovani, all’internazionalizzazione e alle opportunità offerte dai programmi di finanziamento regionali, nazionali ed europei.
Il nuovo sito non nasce soltanto come strumento di informazione istituzionale. La piattaforma è stata progettata per raccontare Vivara nella sua complessità: un’isola che custodisce quattromila anni di storia e rappresenta uno dei luoghi più significativi del patrimonio naturalistico e culturale del Mediterraneo.
rcheologia, biodiversità, vegetazione, fauna selvatica, ricerca e memoria delle antiche civiltà diventano così le direttrici di una narrazione affidata anche ai contributi di studiosi, docenti, ricercatori e naturalisti.
Particolare attenzione è stata riservata all’identità visiva. Il nuovo logo, attraverso una sintesi di forme e simboli, intende rappresentare i caratteri essenziali dell’isola, la sua natura vulcanica, il rapporto con il mare e il valore della biodiversità. L’immagine accompagna una struttura digitale pensata per rendere più accessibili le informazioni sulla Riserva, sulle attività dell’ente, sugli studi scientifici e sulle future modalità di visita.
Il lancio del portale coincide con l’incontro istituzionale tra la presidente Santoro e il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin. Il confronto ha riguardato le linee strategiche per il futuro della Riserva e la definizione di una progettualità organica per Vivara. Al centro del colloquio sono state poste le condizioni necessarie per superare le criticità accumulate nel tempo e avviare un percorso stabile di recupero e valorizzazione.
Il dialogo con il Ministero assume un’importanza decisiva soprattutto in vista della nuova convenzione che dovrà disciplinare i rapporti istituzionali e gestionali. La firma dell’accordo, attesa a breve, viene indicata come un passaggio urgente e fondamentale. Il documento dovrà ridefinire con chiarezza competenze, funzioni, responsabilità, procedure amministrative e contabili e regole di gestione, colmando un vuoto regolamentare che si protrae dal 2019.
Secondo quanto riferito dalla presidente, i primi tre mesi di attività sono stati dedicati principalmente alla ricostruzione dell’assetto interno dell’ente. Il quadro ereditato viene descritto come fortemente critico e frammentato, in particolare sotto il profilo amministrativo, contabile e regolamentare. È stato quindi necessario ricostruire procedimenti, verificare documentazione e posizioni contabili, riattivare i rapporti con le istituzioni e ripristinare le condizioni indispensabili per il regolare funzionamento della Riserva.
«Sono stati tre mesi di lavoro intensissimo, necessari per affrontare e ricomporre un quadro amministrativo, contabile e regolamentare fortemente critico e frammentato», ha dichiarato Santoro.
La presidente ha sottolineato come il lavoro abbia consentito di rimettere ordine soprattutto nei settori amministrativo e contabile, recuperando procedimenti rimasti incompleti e ricostruendo una rete di relazioni istituzionali necessaria per garantire alla Riserva una prospettiva operativa.
La conclusione di questa prima fase apre ora la strada a un programma più ampio. Una delle priorità sarà la riapertura delle visite guidate, che potrà avvenire dopo la sottoscrizione della convenzione con il Ministero e la definizione delle nuove procedure. Gli accessi dovranno essere organizzati secondo criteri compatibili con la fragilità dell’ecosistema, con la tutela della biodiversità e con le esigenze di sicurezza dei visitatori.
La fruizione dell’isola non sarà quindi concepita secondo una logica di turismo indiscriminato, ma attraverso un modello regolamentato e sostenibile. Vivara è una riserva naturale statale e, come tale, richiede modalità di accesso coerenti con la conservazione degli habitat, della flora e della fauna. L’isola costituisce inoltre una stazione di grande importanza per gli uccelli migratori e conserva testimonianze archeologiche che documentano i rapporti tra il territorio campano e le antiche rotte del Mediterraneo.
Alla riapertura delle visite dovrà accompagnarsi una programmazione culturale e scientifica selezionata. L’ente intende promuovere iniziative divulgative, attività di ricerca, incontri ed eventi capaci di rispettare l’assoluta peculiarità naturalistica, archeologica e storica del luogo. La programmazione sarà sviluppata in coordinamento con il Comune di Procida e con le altre istituzioni competenti, in modo da integrare la Riserva nel contesto territoriale senza comprometterne l’equilibrio.
La nuova strategia prevede anche la definizione di un progetto generale per la messa in sicurezza definitiva dell’isola. Gli interventi non dovranno essere isolati o occasionali, ma inseriti in una visione unitaria che comprenda recupero, riqualificazione, tutela e valorizzazione. Per realizzare questo programma sarà determinante individuare risorse economiche adeguate e costruire proposte capaci di accedere ai principali strumenti di finanziamento disponibili.
La Riserva punta pertanto a intercettare fondi regionali, nazionali ed europei, superando una gestione limitata alla risposta alle emergenze. L’obiettivo è predisporre una pianificazione di lungo periodo, fondata su priorità chiare e su una valutazione rigorosa delle necessità ambientali, infrastrutturali e scientifiche. Sicurezza e conservazione dovranno procedere insieme alla possibilità di rendere Vivara nuovamente accessibile, secondo regole compatibili con il suo valore.
«Con il Ministro abbiamo guardato avanti e progettato il futuro di Vivara», ha affermato Santoro, evidenziando la volontà di non procedere attraverso singoli interventi scollegati. La visione illustrata dalla presidente comprende tutela, ricerca, cultura, fruizione, giovani, sicurezza e accesso ai grandi programmi di finanziamento. Il sito istituzionale viene presentato come il primo volto pubblico di questa trasformazione e come uno strumento attraverso il quale cittadini, studiosi e visitatori potranno seguire l’evoluzione dei progetti.
La sfida sarà tradurre gli annunci in atti amministrativi, progetti esecutivi e interventi concreti. La firma della convenzione costituirà il primo banco di prova, perché dovrà stabilire un quadro certo all’interno del quale programmare le attività. Successivamente sarà necessario definire tempi e condizioni per la ripresa delle visite, predisporre le misure di sicurezza e costruire una rete di collaborazioni scientifiche e istituzionali.
Il rilancio di Vivara si inserisce in una prospettiva che supera i confini locali. Per la sua storia, la posizione geografica e le caratteristiche ambientali, l’isola può diventare un laboratorio di studio e sperimentazione dedicato alla conservazione degli ecosistemi mediterranei, all’archeologia e ai modelli di fruizione sostenibile. La sua valorizzazione, nelle intenzioni dell’ente, dovrà rafforzarne il ruolo di patrimonio nazionale e favorirne la proiezione internazionale.
Vivara conserva infatti un’identità irripetibile. La forma a mezzaluna, derivata dalla sua origine vulcanica, la macchia mediterranea, le orchidee selvatiche, la fauna migratoria e le tracce degli antichi navigatori compongono un patrimonio che richiede conoscenza prima ancora che promozione. Il nuovo corso della Riserva intende partire proprio da questa consapevolezza: aprire l’isola senza consumarla, raccontarla senza semplificarla e renderla accessibile senza indebolirne la protezione.
Dopo il riordino interno, comincia dunque la fase più complessa. Si tratta di trasformare Vivara in un modello di gestione capace di coniugare rigore istituzionale e visione, conservazione e innovazione, memoria e futuro. Il nuovo sito apre idealmente questa stagione. La riapertura delle visite guidate e l’avvio degli interventi programmati dovranno ora dimostrare la capacità dell’ente di dare continuità al cambiamento annunciato e restituire alla Riserva il ruolo che le spetta nel patrimonio ambientale e culturale italiano.
