A distanza di poco più di una settimana dal mio 4WD dedicato all’intervento-passerella dell’altro Manfredi -il presidente del consiglio regionale, fratello del più noto sindaco della Città Metropolitana di Napoli– eccoci nuovamente alle prese con un copione che, ormai, appare fin troppo familiare. Cambiano il palcoscenico e i protagonisti, ma la sostanza resta la stessa: annunci altisonanti, dichiarazioni a effetto e una regia comunicativa impeccabile, mentre sul territorio continuano a mancare certezze, programmi e risultati concreti.
Questa volta la cornice è stata quella prestigiosa del Premio Ischia Internazionale di Giornalismo, dove, nell’ambito del panel “L’America’s Cup a Napoli: vento di sfide e progetti”, l’assessore regionale al Turismo Vincenzo Maraio, presente il sindaco Manfredi, ha annunciato “investimenti straordinari su Ischia” destinati alla valorizzazione dell’enogastronomia e dei prodotti del territorio. Parole che si inseriscono nel più ampio e suggestivo racconto dell’America’s Cup e delle opportunità che la manifestazione potrebbe generare a Ischia come in Campania.
Peccato che, ancora una volta, più che conoscere tempi, risorse, modalità operative o obiettivi verificabili, si sia trattato dell’ennesimo annuncio costruito più per alimentare il consenso che per informare cittadini e operatori economici su ciò che realmente accadrà.
A colpire è soprattutto un altro passaggio dell’intervento di Maraio, quando l’assessore ha sottolineato di aver affrontato questi temi con Gianluca Trani, presidente del Consiglio comunale di Ischia, oltre che con alcuni assessori e amministratori del territorio. Una precisazione che, anziché rassicurare, lascia aperti più di un interrogativo.
Se si parla di turismo, grandi eventi, sviluppo territoriale e investimenti strategici, infatti, viene spontaneo chiedersi quali siano le specifiche competenze maturate e, soprattutto, dimostrabili da Trani in questi ambiti e quale contributo concreto egli potrebbe mai offrire, sia oggi sia in un malcapitato domani che lo vedesse mai primo cittadino d’Ischia, alla costruzione di un progetto tanto ambizioso.
Domande legittime, soprattutto se lette nel quadro politico che si va delineando in vista delle prossime elezioni amministrative, nel legittimo e sempre meno peregrino sospetto che questo improvviso protagonismo regionale serva soprattutto ad accreditarne ulteriormente la figura come futuro candidato sindaco di Ischia. E allora ogni occasione pubblica, ogni convegno, ogni incontro rischia di trasformarsi nell’ennesima passerella elettorale mascherata da confronto istituzionale.
Il problema è che i cittadini isolani hanno ormai imparato, o almeno lo si spera, a distinguere la propaganda delle 3M PD dalla programmazione. E difficilmente possono sentirsi rassicurati dal coinvolgimento di chi, almeno finora, non ha avuto modo di dimostrare particolari competenze nei settori evocati. Anzi, se si guarda all’attuale amministrazione Ferrandino, il bilancio non induce certo all’ottimismo.
Alcuni assessori e consiglieri, peraltro chiamati anch’essi in causa dall’intervento di Maraio, hanno già avuto occasione di cimentarsi proprio nella gestione di eventi e iniziative di richiamo. L’esempio più evidente resta quello della Festa di Sant’Anna, una manifestazione-simbolo dell’identità ischitana che, negli ultimi anni, è apparsa caratterizzata da scelte sempre più discutibili, organizzazione incerta last minute e idee spesso confuse tra tradizione e innovazione.
Se queste sono le credenziali amministrative da cui dovrebbe nascere il rilancio turistico dell’isola, è inevitabile nutrire qualche dubbio. Perché il turismo non vive di conferenze stampa, né di annunci pronunciati davanti a una platea autorevole, ma di programmazione, di competenze, di investimenti misurabili e di risultati. Le anteprime di campagna elettorale, ovviamente, sono ben altra cosa. Proprio come progetti, cronoprogrammi, risorse e… narrazione politica spicciola.
