La “Procida che vorrei” ha ufficializzato ieri mattina alle ore 11 in Piazza dei Martiri il nome della propria candidata alla guida del comune in vista delle elezioni amministrative di maggio: sarà Titta Lubrano, attuale vicesindaca e figura centrale nell’amministrazione dell’isola negli ultimi undici anni.
Una decisione maturata al termine di un percorso condiviso, fatto di ascolto, confronto e responsabilità. Il gruppo politico che ha guidato Procida in un decennio di trasformazioni storiche – culminate con il prestigioso titolo di Capitale Italiana della Cultura 2022 – ha scelto di affidarsi a una donna di esperienza, passione e visione.
La candidatura di Titta Lubrano, per chi la conosce, sa bene che non sarà un semplice passaggio di testimone. È il segno di una comunità che guarda avanti, con radici solide ma lo sguardo rivolto al futuro. Nonostante il recente cambio normativo che avrebbe consentito al sindaco Dino Ambrosino di ricandidarsi per un terzo mandato, è stato deciso di puntare su una nuova leadership.
Titta Lubrano non è la prima donna a candidarsi alla guida dell’isola, ma potrebbe diventare la prima donna a indossare la fascia tricolore a Procida. Un traguardo storico, simbolo di un cambiamento che parte dalla consapevolezza e dall’impegno quotidiano. L’abbiamo incontrata e le abbiamo posto qualche domanda.
Vice Sindaca Lubrano, la sua candidatura arriva dopo undici anni di amministrazione del centrosinistra. In cosa intende proseguire il lavoro svolto finora e in cosa, invece, porterà un cambiamento?
“In questi undici anni Procida ha vissuto una stagione importante di trasformazione e risanamento. Abbiamo lavorato per valorizzare l’isola, migliorare molti servizi e rafforzarne l’identità culturale, affrontando anche momenti complessi con responsabilità e spirito di comunità. Il mio impegno è quello di proseguire questo percorso, consolidando i risultati raggiunti e continuando a mettere al centro Procida e i procidani. Allo stesso tempo, ogni nuova fase amministrativa porta con sé energie, idee e sensibilità diverse. Continuità nei valori e nei risultati, quindi, ma anche la volontà di innovare il modo di amministrare, restando sempre vicini alla comunità”.
Ma anche un momento storico per Procida: potrebbe diventare la prima donna sindaca dell’isola. Che significato ha questo per lei, e che messaggio pensa possa trasmettere alla comunità, soprattutto alle nuove generazioni?
“Se questo dovesse accadere, sarebbe certamente un momento simbolico importante per l’isola, ma credo che il messaggio più bello, soprattutto per le ragazze e i ragazzi di Procida, sia che l’impegno civico non ha barriere: quando una comunità cresce, cresce anche nella capacità di riconoscere il valore delle persone, delle competenze e dell’impegno”.
In questi anni, Procida ha vissuto momenti importanti, come il riconoscimento di Capitale Italiana della Cultura. Quali sono i prossimi obiettivi strategici per l’isola nei prossimi cinque anni?
“Procida Capitale Italiana della Cultura è stata una grande opportunità e ha lasciato un patrimonio di relazioni, esperienze e visibilità che abbiamo il dovere di continuare a valorizzare. Nei prossimi anni credo che le sfide principali siano quelle di fare sempre più dell’isola un luogo dove vivere e vivere bene, fare famiglia, fare impresa in un contesto di unica bellezza. Essere sempre più a misura di persona attraverso politiche mirate e personalizzate per le diverse fasce di età. Quindi servizi e vivibilità come focus, ponendo al centro la persona. L’obiettivo è ambizioso, ma è l’ambizione di fare il massimo per la nostra isola, per fare in modo che la crescita e la visibilità conquistate in questi anni si traducano sempre più in benefici concreti per la comunità”.
Il sindaco uscente Dino Ambrosino avrebbe potuto ricandidarsi, ma ha scelto di fare un passo indietro. Qual è stato il ruolo del gruppo politico in questa decisione e come si è arrivati alla sua investitura?
“È stata una scelta maturata all’interno di un percorso condiviso. Dino Ambrosino ha guidato l’isola per due mandati con grande impegno e responsabilità e la sua decisione di non ricandidarsi nasce dalla volontà di favorire un naturale ricambio e una nuova fase amministrativa. All’interno del gruppo si è aperto un confronto serio e costruttivo sul futuro del progetto politico e amministrativo; da questo confronto è emersa la mia candidatura che considero prima di tutto una candidatura di comunità perché è da questa che attingo la forza e lo spirito di mettermi in gioco. Continueremo a lavorare con lo stesso spirito: un lavoro collettivo, fatto di competenze diverse e di persone che vogliono continuare a prendersi cura dell’isola”.
Su quali valori e priorità si baserà la sua campagna elettorale? E in che modo intende coinvolgere i cittadini, soprattutto i più giovani, nella costruzione del programma?
“La campagna elettorale sarà fondata sui valori che da sempre hanno guidato la nostra azione: responsabilità, ascolto, trasparenza e partecipazione. Amministrare significa prima di tutto stare tra le persone, ascoltare i problemi e cercare soluzioni concrete. Per questo il nostro percorso continuerà a svilupparsi attraverso momenti di incontro pubblico, confronti con le realtà associative con le attività economiche, con i lavoratori e con i giovani, con gli adulti. Sui giovani dell’isola, è evidente che spesso si parla di loro solo in termini di futuro, ma io credo che i giovani siano prima di tutto parte del presente di Procida. Coinvolgerli significa ascoltare le loro idee, capire i loro bisogni, creare spazi in cui possano esprimersi e contribuire davvero alla costruzione delle scelte”.
