Le grane per Domenico De Siano arrivano dal passato. E oggi Giacomo Pascale, l’ex sindaco che di giovani e donne aveva fatto una bandiera della propria narrazione politica, incassa una delle bocciature più dure della sua gestione. Il conto, però, arriva sulla scrivania dell’attuale primo cittadino: è nella posta di De Siano che approda il decreto con cui il Dipartimento per le Politiche Giovanili e il Servizio Civile Universale della Presidenza del Consiglio ha cancellato dall’albo la sede comunale di Piazza Santa Restituta, chiudendo per cinque anni le porte del servizio civile a Lacco Ameno.
Lo stabilisce il decreto n. 868/2026, firmato il 25 giugno dalla coordinatrice dell’Ufficio per il Servizio Civile Universale, Laura Massoli, al termine di un procedimento ispettivo che ha accertato tre distinte irregolarità nella gestione del progetto “Comunità solidale 2025”, attivato il 28 maggio 2025 e condotto per l’intera sua durata sotto l’amministrazione guidata da Pascale.
Il progetto rientrava nel programma “BenEssere Comune e politiche di welfare territoriale 2025”, presentato da ANCI Campania, ente titolare iscritto all’albo regionale con codice SU00188, e prevedeva l’impiego di 68 operatori volontari distribuiti su venti sedi in tutta la regione. Formalmente la sanzione colpisce ANCI Campania, unico soggetto abilitato a rispondere davanti al Dipartimento in quanto titolare del programma. Ma a leggere le motivazioni, a non reggere l’urto è stata proprio la gestione comunale della sede lacchese, affidata all’assistente sociale e OLP del Comune, risultata per giunta assente al momento dell’ispezione.
La verifica che ha fatto emergere il disastro è stata disposta con nota del 17 marzo 2026, con cui il capo del Dipartimento ha incaricato due funzionari di controllare sul posto la gestione del progetto. Il sopralluogo si è svolto il 24 marzo 2026 e la relazione conclusiva, datata 15 aprile, ha fotografato una situazione che il 5 maggio si è tradotta in tre addebiti formali.
È disposta nei confronti dell’ANCI Campania, la sanzione amministrativa della cancellazione dall’albo, che implica il divieto di reiscrizione all’albo per cinque anni, limitatamente alla sede di attuazione del Comune di Lacco Ameno
Il primo, e già di per sé pesante, riguarda l’impiego dei volontari in attività completamente estranee al progetto approvato, irregolarità che il Prontuario ministeriale del 22 novembre 2017 punisce con la revoca del progetto. Il secondo certifica la totale inattività sul fronte delle partnership, quelle stesse collaborazioni che erano state promesse in fase di presentazione e che avevano contribuito a far ottenere il finanziamento: un impegno preso e mai onorato, sanzionabile con l’interdizione di un anno a presentare nuove proposte. Il terzo, il più grave, parla di mancanze tali da svuotare di senso il progetto stesso, rendendolo estraneo alle finalità della legge istitutiva del servizio civile, con conseguente cancellazione dall’albo.
Di fronte alla contestazione, ANCI Campania ha provato a difendersi riportando la versione fornita dal Comune di Lacco Ameno, secondo cui i volontari si sarebbero occupati ordinariamente di coesione sociale, incontri intergenerazionali e attività per categorie fragili. Ma nella stessa memoria difensiva è scivolata un’ammissione pesante: “in talune limitatissime fasi operative, principalmente nel periodo di campagna elettorale per il referendum di marzo 2026, si è potuto verificare un parziale scostamento delle attività dei volontari rispetto alle schede progettuali approvate”. Una excusatio che si è rivelata un autogol. Il Dipartimento non ci ha creduto neppure per un momento e ha smontato la difesa punto per punto: la relazione ispettiva, si legge nel decreto, non aveva rilevato “solo un parziale scostamento”, ma “un quadro di nessuna rispondenza del lavoro svolto dagli operatori volontari rispetto a quanto illustrato dal progetto”. Un modo elegante per dire che i volontari sono stati impiegati altrove, in tutt’altro, mentre il progetto restava sulla carta.
Non va meglio sul fronte delle partnership mai attivate. ANCI Campania aveva provato a scaricare la colpa sulle “complessità amministrative e procedurali connesse alla specificità del contesto territoriale isolano”, promettendo che tutto si sarebbe sistemato in estate. Il Dipartimento ha liquidato la giustificazione senza appello, osservando che quelle stesse complessità non giustificano né l’assenza delle attività né la mancata presenza delle altre figure che il progetto prevedeva.
Sulla dotazione di mezzi e strumenti, terzo capitolo dell’atto d’accusa, l’ente titolare aveva assicurato che dopo un confronto con il Comune erano state “verificate e potenziate tutte le dotazioni strumentali necessarie”, comprese postazioni con computer, stampanti e connessione internet stabile. Un intervento tampone arrivato però a ispezione già effettuata, a poco più di due mesi dalla fine del progetto: per la maggior parte della sua durata, ha osservato il Dipartimento senza mezzi termini, i volontari non hanno avuto a disposizione mezzi e strumenti idonei. Una toppa cucita troppo tardi per coprire un buco troppo grande.
Di fronte a un quadro che il Dipartimento stesso definisce privo di elementi realmente giustificativi, le sanzioni sono scattate con tutto il loro peso, pur restando nei limiti della proporzionalità e gradualità previste dalla norma. La revoca dell’approvazione del progetto non è stata applicata solo perché “Comunità solidale 2025” si era già concluso il 27 maggio 2026, altrimenti la batosta sarebbe stata ancora più dura. Restano comunque, limitatamente alla sede di Lacco Ameno, l’interdizione di un anno a presentare nuovi progetti e la cancellazione dall’albo con divieto di reiscrizione per cinque anni: una sanzione che, nel linguaggio amministrativo, equivale a una bocciatura senza appello.
Il prezzo lo pagano, come sempre, i più giovani. Saltano tre progetti che erano stati presentati per l’anno 2025 e che non potranno più partire nel Municipio di Lacco Ameno: “Rilanci Campania 2026”, cinque volontari; “Biblioteca per tutti 2026”, altri cinque posti; “Identità digitale in azione 2026”, ancora in fase di proposta, che ne prevedeva sei. Sedici posizioni di servizio civile bruciate da una gestione fallimentare, mentre il decreto scarica sull’ente sanzionato anche l’onere di comunicare la doccia fredda a enti e operatori volontari coinvolti.
Il provvedimento, trasmesso il 25 giugno con nota firmata dal dirigente del servizio, l’ingegner Lorenzo Maiorino, è arrivato ad ANCI Campania per il tramite dell’ente di accoglienza, il Comune di Lacco Ameno, quindi sulla scrivania di De Siano, che della vicenda non ha alcuna responsabilità diretta ma ne eredita ora la gestione. Cinque giorni dopo, il 30 giugno, ANCI Campania ha scritto al Dipartimento, per conoscenza al Comune, chiedendo l’autorizzazione a ricollocare gli operatori volontari già selezionati su altre sedi di progetto attive nel territorio lacchese.
Nella missiva l’ente titolare sottolinea che i candidati hanno svolto l’intera procedura di selezione in piena regolarità, che l’ente deve procedere a breve alla trasmissione delle graduatorie provvisorie e che l’impossibilità di avviare i progetti sulla sede sanzionata “deriva da inadempienze non imputabili in alcun modo ai candidati selezionati”, chiedendo una soluzione che eviti un danno diretto ai giovani coinvolti nel pasticcio lasciato in eredità dalla giunta precedente.
