Non è stata pagata la tariffa per lo smaltimento dei rifiuti. Casamicciola, dal passato arriva la mazzata milionaria

L’ingiunzione per oltre 2 milioni da versare allo Stato risale al 2015 per il periodo dal 2005 al 2009. L’Ente ha perso in primo grado e in appello e ora ricorre in Cassazione

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Sul Comune di Casamicciola Terme è piombata una “tegola” da oltre 2 milioni di euro per il mancato pagamento della tariffa per lo smaltimento dei rifiuti allo Stato risalente ad un periodo che parte da oltre vent’anni fa. Ora tocca a Giosi Ferrandino incassare la mazzata e cercare di porvi rimedio.
La Giunta ha infatti deliberato sul ricorso per cassazione avverso la sentenza della Corte di Appello dello scorso novembre che ha dato torto al Comune.

La delibera ripercorre la storia del contenzioso, a partire da quando a marzo 2015 «veniva notificata all’Ente ingiunzione di pagamento ex R.D. 639/1910 n. 48 del 26/02/2015, a favore della Presidenza del Consiglio dei Ministri – Unità Tecnica Amministrativa, per complessivi euro 2.021.663,36, di cui euro 1.346.071,66 a titolo di tariffa di smaltimento rifiuti, maturata nel periodo dal 16/12/2005 al 31/12/2009, oltre interessi e penali per euro 675.591,70». Già all’epoca, dunque, l’Ente non aveva pagato per un bel numero di anni…

La Giunta si affrettava a conferire all’avv. Brunella Baggio l’incarico legale per proporre opposizione avverso l’ingiunzione di pagamento. Il giudizio di primo grado dinanzi al Tribunale di Napoli si concludeva con la prima sentenza di condanna emessa nel 2018. Ad aprile 2019 il Comune proponeva appello incaricando della difesa l’avv. Andrea Orefice. Ma anche stavolta è andata male e la Corte di Appello ha confermato la sentenza impugnata e condannato l’Ente al pagamento delle spese di lite. Piove sul bagnato…

Adesso all’Amministrazione comunale non resta che proporre ricorso dinanzi alla Suprema Corte di Cassazione, «anche al fine di conseguire una eventuale transazione vantaggiosa per l’Ente». In caso di ulteriore giudizio negativo, si tenterà in sostanza di limitare i danni…

La Giunta ha dovuto quindi individuare un nuovo legale a cui affidare la difesa, al di fuori dell’elenco di avvocati di cui è munito il Comune. Questo «considerato la particolare complessità della vicenda in oggetto e le delicate questioni giuridiche sottese alla fattispecie, di notevole interesse per la collettività, che consentono di procedere alla nomina di avvocato altamente esperto, diverso da quello in convenzione con l’Ente, peraltro neppure abilitato al patrocinio innanzi alle giurisdizioni superiori». In ballo ci sono oltre 2 milioni, mica noccioline…

L’incarico legale verrà affidato all’avv. Andrea Di Porto con studio a Roma, «in possesso di elevato grado di competenza e tecnicismo nella materia».
Il compenso complessivo pattuito ammonta a 17.268,69 euro e l’affidamento verrà formalizzato dal segretario comunale dott. Andrea Pettinato, nominato responsabile dell’Unità di Progetto – Contenzioso. E questo è un contenzioso sicuramente “pesante”.

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