Ricostruzione, Giosi vuole i pieni poteri!

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Dopo i ripetuti dinieghi e bocciature ricevuti dalla Regione Campania (e non solo) in ordine alle iniziative dell’Amministrazione comunale di Casamicciola, Giosi Ferrandino tenta una mossa “disperata” per cercare di superare situazioni di impasse figlie solo della propria incapacità.

Ha infatti deciso di richiedere alla Regione il trasferimento delle funzioni in materia di difesa del territorio dal rischio sismico e la delega per la Valutazione di Incidenza Ambientale (VIncA). Iniziative avviate con due distinte delibere di Giunta.

Nel primo caso si ricorda che il territorio casamicciolese «ricade in Zona Sismica 1, corrispondente al massimo livello di pericolosità sismica previsto dalla normativa nazionale e regionale vigente» e quindi si fa riferimento a sisma e alluvione.

La delibera evidenzia che «il territorio comunale è tuttora interessato da un articolato processo di ricostruzione post-sisma e di mitigazione del rischio idrogeologico, coordinato anche mediante struttura commissariale straordinaria».

Attualmente è la Regione ad esercitare, tramite gli Uffici del Genio Civile, «le funzioni amministrative concernenti il rilascio delle autorizzazioni sismiche, il deposito dei progetti strutturali ed i controlli previsti dalla normativa vigente». Sta di fatto che la legge regionale n. 9/1983 consente il trasferimento ai Comuni di tali funzioni, previa specifica richiesta e subordinatamente all’accertamento della sussistenza dei necessari requisiti organizzativi, tecnici e funzionali.

Per giustificare la richiesta si sostiene che «l’elevato numero di pratiche edilizie e strutturali connesse alla ricostruzione post-sisma e post alluvione rende necessario valutare strumenti di semplificazione amministrativa e di maggiore prossimità gestionale, al fine di accelerare le procedure autorizzative e garantire maggiore coordinamento tra attività edilizia, pianificazione urbanistica e controlli strutturali».

Per la Giunta, «l’eventuale esercizio diretto delle funzioni sismiche consentirebbe una più efficace integrazione tra procedimenti edilizi comunali e procedimenti di natura strutturale e sismica, nel rispetto dei principi di efficacia, efficienza, economicità e buon andamento dell’azione amministrativa». Si cerca in sostanza di mascherare dietro l’interesse pubblico la volontà di poter affermare “comando tutto io”.

RACCORDO CON LE COMPETENZE DELLA STRUTTURA COMMISSARIALE

Sta di fatto che il trasferimento di competenze è subordinato alla preventiva verifica della capacità organizzativa e tecnica del Comune, con particolare riguardo «alla disponibilità di personale tecnico qualificato; alla presenza di professionalità specialistiche in materia strutturale e geologica; alle dotazioni informatiche necessarie; alla capacità di gestione dei procedimenti mediante interoperabilità con il portale sismico regionale».

Inoltre va preventivamente verificato il raccordo tra le eventuali funzioni trasferibili e le competenze attribuite alla struttura commissariale.

Dunque prima di formalizzare la richiesta, devono essere demandati agli uffici comunali competenti approfondimenti tecnici, organizzativi, finanziari e amministrativi. Per evitare ulteriori figuracce…

Viene dunque deliberato di manifestare la volontà del Comune di avviare l’iter finalizzato alla possibile richiesta alla Regione del trasferimento delle funzioni in materia di difesa del territorio dal rischio sismico.

Si precisa che la delibera «costituisce esclusivamente atto di indirizzo politico amministrativo e non produce effetti traslativi di competenze, restando ogni eventuale trasferimento subordinato» alla verifica dei requisiti, all’adozione dei conseguenti provvedimenti regionali e alla definizione del raccordo con la struttura commissariale.

Sarà il responsabile dell’Area Tecnica ad effettuare la ricognizione e a predisporre la relazione istruttoria, valutando anche l’eventuale istituzione della Commissione Comunale per le Autorizzazioni Sismiche prevista dalla normativa regionale.

In caso di esito positivo delle verifiche, sarà richiesta l’apertura di un tavolo tecnico con la Regione, con il Genio Civile e con la struttura commissariale.

Il futuro dirà se quello di Giosi resterà un pio desiderio o (per sfortuna dei casamicciolesi) si concretizzerà.

LA GESTIONE DEI PROCEDIMENTI AMBIENTALI

La seconda delibera, come detto, ha invece approvato l’avvio dell’iter per la richiesta di delega in materia di Valutazione di Incidenza Ambientale. In particolare viene richiamata la deliberazione di Giunta regionale del 2024 con la quale è stato approvato il nuovo Disciplinare per tale delega.

Viene evidenziato che il territorio comunale «ricade in ambiti territoriali interessati dalla presenza di siti appartenenti alla Rete Natura 2000, istituita ai sensi delle Direttive europee “Habitat” e “Uccelli”» e che per tale motivo è necessario sottoporre a procedura di Valutazione di Incidenza Ambientale «i piani, programmi, progetti, interventi ed attività suscettibili di determinare incidenze significative sui siti medesimi».

Una competenza attribuita ordinariamente alla Regione, di cui ora Giosi vuole “appropriarsi”. In merito viene ancora richiamato che il comune «è interessato da complessi procedimenti di ricostruzione, rigenerazione territoriale, mitigazione del rischio idrogeologico e recupero edilizio» conseguenti agli eventi calamitosi. Dunque «l’eventuale acquisizione della delega regionale in materia di VIncA consentirebbe una gestione maggiormente integrata e tempestiva dei procedimenti ambientali connessi agli interventi insistenti sul territorio comunale, garantendo maggiore prossimità amministrativa e migliore coordinamento con i procedimenti edilizi, paesaggistici ed urbanistici». Ancora una volta ci si nasconde dietro le esigenze dei casamicciolesi.

Anche in questo caso il conferimento della delega è però subordinato alla dimostrazione di una serie di requisiti: l’istituzione di un apposito Ufficio comunale dedicato alla VIncA, distinto dagli uffici competenti in materia urbanistica ed edilizia; la nomina di una Commissione VIncA composta da tre esperti dotati dei requisiti professionali e scientifici prescritti; la sussistenza delle competenze tecnico-scientifiche richieste dalla normativa regionale. Si dovrà dunque dare il via a un altro procedimento interno per verificare e implementare i requisiti richiesti.

Adempimenti a cura del responsabile del Settore competente, mentre è demandata al sindaco l’adozione del decreto di nomina della Commissione VIncA, composta da tre esperti in possesso dei requisiti professionali previsti, da individuare anche mediante avviso pubblico, manifestazione di interesse o altra procedura comparativa.

Anche per la VIncA si tratta di una mera “dichiarazione d’intenti”, restando tutto subordinato all’adozione del provvedimento regionale di delega.

Gaetano Di Meglio
L'autore
Gaetano Di Meglio

Sono il direttore ;)

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