Una porta che non si chiude mai. La speranza ha il volto di Chiara

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Ci sono serate che non si dimenticano. Serate in cui il dolore si fa carne, ma non ha più il volto del tormento: ha quello della speranza, della memoria che non si arrende, dell’amore che sopravvive alla morte. Ieri sera l’altro, nella suggestiva cornice della baia della Chiaia alla Conchiglia, si è svolta la terza edizione della cena di beneficenza promossa dall’associazione “Life is an open door”, nata nel 2022 per volontà della famiglia di Chiara Sardi.

Chiara non è più tra noi, ma Chiara continua a esserci. La sua assenza è diventata presenza diffusa, come una brezza che non si vede ma si sente, come una luce che attraversa le fessure più strette del buio. Chiara è diventata simbolo, missione, impegno. Un seme caduto troppo presto, ma che ha dato vita a un albero che oggi continua a dare frutti: sorrisi, sostegno, cure, speranza.

All’interno del locale, ogni sedia occupata, ogni sguardo rivolto verso il suo ricordo.. Ma più forti delle luci, dei microfoni e dei discorsi, erano le emozioni che attraversavano la sala. Un dolore composto, dignitoso, ma viscerale. Un dolore che non paralizza, ma muove, trasforma, costruisce.

Ad aprire la serata, le parole toccanti di Benedetta, la cugina di Chiara, che con voce spezzata ma determinata ha detto: “Siamo sempre enormemente e sinceramente grati a tutti voi per il costante, puntuale e forte sostegno che ci manifestate in ogni occasione. Grazie di cuore.”
Un ringraziamento che ha attraversato la sala come un’onda silenziosa, lasciando dietro di sé un nodo alla gola e un senso di appartenenza profondo. Perché Chiara, con la sua storia e con ciò che ha lasciato, appartiene a tutti.
“Life is an open door” non è solo un nome, è una dichiarazione di intenti. È la scelta di non chiudere la porta della vita dopo una perdita devastante. È la volontà di lasciare aperto uno spiraglio, affinché altri possano passare, essere accolti, ricevere aiuto.

Durante la serata sono stati consegnati assegni simbolici, che rappresentano però aiuti concreti e immediati. Tra i beneficiari, la Fondazione Heal, impegnata nella ricerca neuro-oncologica pediatrica, e la ricerca sui tumori al pancreas, a cui sono stati destinati fondi in memoria di Salvatore Rossi, amico dell’associazione, scomparso prematuramente. Un gesto che unisce dolore e gratitudine, che trasforma la perdita in linfa per il futuro.
Un altro contributo è stato devoluto all’Associazione Malattie Rare “Mauro Bascirotto”, realtà che da anni combatte battaglie spesso invisibili, al fianco di chi convive con malattie troppo spesso dimenticate.

Ma il momento più intenso, quello che ha fermato il tempo e fatto tremare i cuori, è stato dedicato a Federico, un bambino che presto volerà in Messico per sottoporsi a una cura sperimentale. L’oceano da attraversare è reale, ma anche simbolico: è l’oceano dell’incertezza, della speranza, della lotta contro qualcosa più grande di lui. Ma Federico non è solo. Con lui viaggia una madre, Mariagrazia, il cui volto racconta le battaglie quotidiane, ma anche una forza che non si piega.

Mariagrazia ha ringraziato la comunità procidana e tutti coloro che hanno reso possibile questo viaggio. Le sue parole, umili e vere, hanno spezzato il silenzio come un raggio di luce che squarcia le nuvole. Da maggio, l’associazione segue passo dopo passo il cammino di Federico, senza mai far mancare supporto, vicinanza, ascolto.

E mentre le parole si mescolavano alle lacrime, e i sorrisi si facevano spazio tra i ricordi, la luna — alta, piena, luminosa — vegliava sulla serata. Sembrava lì apposta, a ricordarci che anche nel buio più fitto, c’è sempre qualcosa che brilla. Una presenza silenziosa, ma partecipe. Un segno, forse, per chi crede che nulla accada per caso.
Chiara non c’è più, ma Chiara è. È nei sorrisi dei bambini che riceveranno una cura, negli sguardi pieni di riconoscenza dei genitori, nelle mani dei medici che ogni giorno combattono una guerra silenziosa. È nelle lacrime di chi ha perso, ma anche nella speranza di chi ancora lotta.

La sua porta — quella che dà il nome all’associazione — è ancora aperta.
Lo sarà sempre. Perché l’amore non conosce serrature, e la speranza non si chiude mai.
Chiara vive. Nel bene che cresce. Nel dolore che si trasforma. Nella luce che, anche dopo la notte più lunga, torna sempre a sorgere.

Leo Pugliese
L'autore
Leo Pugliese

Leo Pugliese, nasce a Napoli ma vive e risiede a Procida. Giornalista da oltre 20 anni, è laureato in Scienze Politiche ed è stato giovane Ricercatore Universitario. Ha collaborato con diverse testate giornalistiche, diverse TV e programmi televisivi. E' padre di Michela, la gioia della sua vita.

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