L’inizio del 2026 ha portato con sé un carico di disagi per i collegamenti marittimi tra l’isola e la terraferma. In quello che avrebbe dovuto essere un periodo di normale ripresa dopo le festività natalizie, l’arcipelago flegreo si è invece trovato a fare i conti con un sistema di trasporto fortemente compromesso. Corse cancellate senza preavviso, scali non effettuati, ritardi cronici e una comunicazione spesso lacunosa da parte delle compagnie di navigazione hanno generato una situazione di profondo malcontento tra i pendolari, che ogni giorno si spostano per motivi di lavoro, studio o salute.
La situazione ha raggiunto livelli tali da spingere molti residenti a parlare apertamente di “emergenza trasporti”, un’espressione che ben descrive il clima di esasperazione che si respira sull’isola. I collegamenti via mare, già messi alla prova da condizioni meteo non sempre favorevoli, risultano oggi ulteriormente penalizzati da una gestione che, secondo molti, manca di programmazione, efficienza e rispetto per le esigenze dell’utenza.
Le segnalazioni dei disservizi si susseguono quotidianamente. Le corse delle linee veloci vengono spesso soppresse con scarso o nullo preavviso, costringendo i viaggiatori a lunghe attese o a ripiegare su traghetti più lenti e affollati. In altri casi, le navi partono senza effettuare lo scalo a Procida, lasciando a terra decine di passeggeri ignari.
«Ci ritroviamo ogni giorno a dover scegliere se rischiare di arrivare tardi al lavoro o perdere intere ore per tornare a casa – racconta un giovane pendolare –. Il problema non è solo l’assenza di corse, ma l’impossibilità di sapere in anticipo cosa accadrà. Manca la comunicazione, manca il rispetto per chi viaggia ogni giorno».
Non si tratta di casi isolati. I disservizi interessano tutte le principali tratte: Procida-Napoli, Procida-Pozzuoli, Procida-Ischia. A farne le spese sono lavoratori, studenti e anche malati che devono raggiungere ospedali e strutture sanitarie sulla terraferma. Per molti, il diritto alla mobilità – sancito dalla Costituzione – sembra essere diventato un miraggio.
Al centro delle critiche vi sono in particolare alcune compagnie di navigazione, accusate dai cittadini di non garantire un servizio adeguato, soprattutto durante i periodi di minore afflusso turistico. In particolare, si contesta la scarsa affidabilità del servizio nei mesi invernali, quando la domanda resta comunque alta a causa della presenza di numerosi pendolari. Alcuni operatori giustificano le cancellazioni con condizioni meteomarine sfavorevoli, ma i residenti contestano questa narrazione, sottolineando come spesso le navi salpino regolarmente da Napoli o Pozzuoli, ma saltino lo scalo a Procida senza apparente motivo.
A ciò si aggiungono problematiche legate all’età e alla manutenzione dei mezzi, che in alcuni casi risultano obsoleti o soggetti a frequenti guasti. L’impressione generale è che, al di fuori della stagione turistica, l’isola venga considerata marginale rispetto ad altre rotte, con un conseguente abbassamento della qualità del servizio offerto.
A fronte di questa situazione, l’amministrazione comunale ha deciso di intervenire, facendosi portavoce delle istanze dei cittadini. Nei giorni scorsi, il sindaco Dino Ambrosino assieme alla delegata ai trasporti Lucia Mameli e il delegato alla risorsa Mare Carmine Sabia hanno incontrato il vicepresidente della Regione Campania, con delega ai trasporti, per esporre nel dettaglio le criticità del sistema di collegamenti da e per l’isola. Durante il confronto sono stati presentati dati, testimonianze e richieste specifiche, tra cui l’istituzione di un tavolo permanente tra Comune, Regione e compagnie di navigazione, volto a garantire una maggiore trasparenza e a migliorare la pianificazione del servizio.
“Con Lucia Mameli e Carmine Sabia oggi abbiamo avuto il primo incontro dal vicepresidente della Regione Campania, ing. Mario Casillo Il primo contatto ufficiale dopo la nomina della Giunta Regionale ha riguardato i trasporti marittimi, con particolare riferimento alle difficoltà della prima corsa da Procida sia per Napoli che per Pozzuoli, e alle esigenze di manutenzione del porto di Marina Grande. Si è rappresentata anche la richiesta di mezzi adeguati alle piccole strade di Procida, per il trasporto pubblico di terra”
Il caso di Procida, ma anche quello ischitano, si inserisce in un contesto più ampio che riguarda tutte le isole minori italiane, dove l’accessibilità ai servizi e alla mobilità rappresenta una delle principali sfide per garantire uguaglianza e sviluppo sostenibile. In questo quadro, la gestione dei trasporti pubblici assume una valenza strategica non solo in termini economici, ma anche e soprattutto sociali.
Mentre si attendono le prime risposte concrete da parte delle istituzioni, resta alta l’attenzione da parte della cittadinanza, che chiede con forza di uscire da una condizione di isolamento che, in un Paese moderno, non può più essere considerata accettabile.
