Al Boot di Düsseldorf, il più importante salone nautico internazionale al mondo, il gruppo Marinedì ha confermato con forza la propria strategia orientata alla crescita all’estero. Presente ormai da anni alla fiera tedesca, Marinedì — prima rete italiana di marina turistici — ha ribadito la centralità del salone come strumento per promuovere la propria visione in ambito internazionale.
Lo ha spiegato Giovanna Marconi del Gruppo Marinedì, intervenuta ai microfoni di un’emittente durante l’evento. L’intervista ha tracciato i punti salienti della filosofia e dei progetti futuri del gruppo, con uno sguardo rivolto alla qualità dei servizi, allo sviluppo della rete portuale e all’apertura verso nuovi mercati.
Durante l’intervista, Marconi ha sottolineato come Düsseldorf rappresenti da tempo una tappa obbligata nella strategia del gruppo:
“Düsseldorf è il salone internazionale più importante e noi abbiamo come obiettivo consolidare la nostra presenza all’estero, cerchiamo il cliente straniero. Quindi per noi è fondamentale stare qui: sono anni ormai che, da quando è nato Marinedì, siamo presenti”.
Una partecipazione costante che testimonia la consapevolezza dell’utilità concreta dell’evento. Marconi ha infatti ribadito che il ritorno costante al salone tedesco nasce da un’esperienza positiva:
“Se torniamo, vuol dire che abbiamo già sperimentato quanto serva esserci”. Del resto erano presenti realtà da Grecia, Turchia, Spagna, Portogallo, Svezia, Finlandia e tanti porti singoli: è giusto esserci”.
Oltre al cliente finale, Marinedì ha mostrato grande interesse verso il confronto con altri attori del comparto nautico. L’idea non si limita a vendere ormeggi, ma a costruire una rete forte, capace di integrare servizi e territori:
“Vogliamo cercare collaborazioni con operatori del settore come charter e altre marine, perché ci possiamo aiutare a vicenda e dare così un servizio più completo al cliente”.
Un approccio sistemico, che mira a mettere in relazione più realtà per offrire al diportista un’esperienza fluida e integrata.
Tra i punti di forza del gruppo, più ancora dei numeri o dell’espansione, Marconi ha indicato la cultura dell’accoglienza come elemento distintivo: “Accogliamo il cliente come se fosse uno della nostra famiglia, e questo accade in tutti i porti della rete. Penso sia uno dei servizi più importanti”.
Non manca però l’attenzione al lato tecnico e operativo della gestione portuale: “L’assistenza all’ormeggio è fatta in maniera eccezionale, e tutte le necessità del cliente vengono soddisfatte”.
Secondo Marconi, sono proprio la cura del dettaglio e la familiarità dell’atmosfera a fare la differenza percepita dal cliente.
Marinedì ha esteso nel tempo la propria rete lungo quasi tutta la costa italiana. Ma nonostante l’unitarietà gestionale, ogni marina conserva e valorizza la propria identità: “Abbiamo gli stessi standard qualitativi e una filosofia gestionale uguale, ma cerchiamo di mettere in risalto tutte le caratteristiche delle singole marine”.
Dietro ogni approdo, secondo Marconi, non c’è solo un’infrastruttura ma un luogo da vivere e scoprire: “Ogni marina è diversa, ha da dare qualcosa in particolare. Ogni marina è come una città, con la sua anima e le sue storie”.
I porti, quindi, diventano anche porte di accesso al territorio, punti di partenza per l’esplorazione delle meraviglie costiere italiane.
Marinedì ha iniziato il 2026 con l’annuncio di nuovi sviluppi sul territorio italiano. Due le operazioni più importanti in corso: “Stiamo acquisendo la marina di Trani e stiamo ampliando quella di Cagliari”, ha dichiarato Marconi.
Una visione che punta a coprire in maniera coerente tutto il perimetro costiero nazionale, migliorando la continuità tra gli approdi e avvicinando diportisti italiani e stranieri a mete straordinarie, spesso al di fuori dei circuiti commerciali tradizionali.
L’intervento di Giovanna Marconi a Düsseldorf ha ribadito il posizionamento maturo e consapevole del gruppo. La filosofia Marinedì, fatta di accoglienza, qualità, relazione col territorio e cooperazione, si conferma una delle esperienze più interessanti dell’imprenditoria nautica italiana orientata all’estero.
Il 2026 si apre così lungo una rotta chiara: espandere la rete, rafforzare la qualità, coltivare l’identità dei porti e creare un modello replicabile anche fuori dai confini italiani. Una sfida che Marinedì sembra intenzionata ad affrontare con determinazione e visione.
