IL CONSIGLIO COMUNALE DI FORIO

Lo scontro sul rendiconto di Forio: Iacono e Del Deo affondano, Verde contrattacca!

Accuse di irregolarità contabili, ritardi sulle opere e gestione allegra: l'opposizione attacca il bilancio 2025 di Forio su tutti i fronti. Il sindaco risponde e rilancia: «Le bugie hanno le gambe corte: guardate le anticipazioni di cassa del 2018 e del 2019»

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Il rendiconto della gestione finanziaria 2025 del Comune di Forio è stato approvato con dieci voti favorevoli e quattro contrari, ma i numeri del voto raccontano solo in parte quello che è successo in aula. La seduta consiliare si è trasformata in uno scontro prolungato e aspro, con l’opposizione che ha portato in consiglio un dossier di accuse tecniche e politiche e il sindaco Stani Verde che ha risposto colpo su colpo, rovesciando sulla gestione precedente gran parte delle responsabilità contestate. Tre voci si sono distinte per peso e durata: quella di Francesco Del Deo, già sindaco e oggi consigliere di opposizione, quella del capogruppo di “Forio è Tua” Vito Iacono e quella del sindaco. Tre interventi che insieme compongono un quadro della Forio amministrata — e contesa — degli ultimi anni.

Francesco Del Deo: “Sette irregolarità, tutto alla Corte dei conti

Francesco Del Deo arriva in aula con una relazione preparata, strutturata in sette punti. Non è un intervento politico nel senso corrente: è una perizia. «Siamo di fronte a un bilancio opaco, contrassegnato da gravissime anomalie contabili e da una gestione finanziaria che definirei allegra, e allegra è un eufemismo», esordisce l’ex sindaco. Il primo punto è il crollo del fondo di cassa: da 10,3 milioni di euro al 1 gennaio 2025 a poco più di 4 milioni al 31 dicembre, con una contrazione superiore al 60% in un solo esercizio e un deficit monetario reale di 6.234.033 euro. «Questa non è un’oscillazione episodica. È la spia di un’asincronia strutturale. Avete pagato residui passivi per oltre 8 milioni a fronte di riscossioni sui residui attivi per soli 5,7 milioni.» Del Deo pone poi una domanda precisa: qual è la composizione di quei quattro milioni rimasti in cassa tra quota libera e quota vincolata? Se i fondi vincolati — come quelli del PNRR — superassero il totale della cassa, significherebbe che somme destinate a scopi specifici sono state usate per la spesa corrente, in violazione dell’articolo 195 del Testo unico degli enti locali.

Il secondo punto riguarda il fondo perdite delle società partecipate, accantonato nella cifra tonda di 500.000 euro senza che la principale partecipata del comune abbia ancora approvato i bilanci delle ultime annualità. «Uno stanziamento fatto al buio, interamente forfettario, in violazione dell’articolo 21 del decreto legislativo 175 del 2016. Non sappiamo se sia capiente o se stia nascondendo passività latenti pronte a distruggere l’avanzo libero dell’ente.» Il terzo punto è il fondo contenzioso da un milione di euro, anch’esso cifra tonda, privo di criteri analitici: nessuna classificazione delle cause in probabili, possibili e remote, nessuna stima motivata. «Se il fondo è sottostimato, state seminando l’instabilità degli equilibri di bilancio. Se è sovrastimato, state comprimendo artificialmente la quota libera dell’avanzo. In entrambi i casi state falsando il bilancio.»

Il quarto punto tocca quello che Del Deo definisce «il cuore dell’irregolarità contabile»: la registrazione sistematica per cassa di alcune entrate, come le sanzioni del codice della strada e i canoni patrimoniali, con una coincidenza perfetta tra accertamenti e riscossioni che è statisticamente impossibile. Significa che il comune registra le entrate solo quando incassa il denaro, non quando sorge il diritto a riscuoterlo, gonfiando artificialmente l’avanzo libero. Il quinto punto sono i debiti commerciali scaduti: quasi un milione di euro di stock non pagato al 31 dicembre, che ha costretto il comune ad accantonare un fondo di garanzia da 850.000 euro. «Avete tolto 850.000 euro dalle tasche dei cittadini e dai servizi per pagare il prezzo della vostra totale inefficienza nei pagamenti.» Gli ultimi due punti riguardano i residui attivi storici — crediti inesigibili trascinati di anno in anno per non contrarre l’avanzo — e il disallineamento tra contabilità finanziaria ed economica, che rende lo stato patrimoniale «intrinsecamente inattendibile». La conclusione è senza appello: «State dipingendo una realtà finanziaria solida che esiste solo sulla carta. Tutte le irregolarità enunciate oggi saranno trasmesse in forma dettagliata alla Corte dei conti e alle autorità competenti. Avete voluto scherzare con i numeri del bilancio. Ora vi assumerete tutte le vostre responsabilità.»

Vito Iacono: “38 milioni di ritardo sulle opere, il paese paga

Vito Iacono condivide le eccezioni tecniche di Del Deo e le fa proprie, ma il suo intervento prende una direzione diversa. È un atto d’accusa politico che parte dai numeri e arriva alla quotidianità del paese. Il punto di attacco principale è la spesa in conto capitale: a fronte di 52 milioni di euro previsti nel bilancio 2025, ne sono stati spesi soltanto 17. «Questo paese è in ritardo di 38 milioni di euro. Come si fa a votare a favore di questo bilancio?» I ritardi, spiega il capogruppo di Forio è Tua, non sono un dato neutro: comportano esposizioni verso lo Stato, rischi di rendicontazione sul PNRR e perdita di finanziamenti europei. «Se le singole realtà amministrative non rendicontano nei tempi imposti dalla normativa, rischiano di perdere i soldi. E intanto i cantieri vanno avanti con troppo pochi operai.»

Iacono attacca poi sul fronte della società del porto, partecipata al 51% dal comune: tre anni di amministrazione e ancora nessuna trasparenza sulla gestione. Aveva proposto una commissione di inchiesta. La maggioranza aveva votato contro. Sul fronte ambientale, segnala i ritardi nei campionamenti delle acque costiere e la tardività delle ordinanze di chiusura delle spiagge. Poi allarga il quadro alla vita ordinaria: i servizi cimiteriali nel 2025 non garantivano l’accesso il sabato, costringendo le famiglie ad aspettare il lunedì. La raccolta dei rifiuti con criticità non risolte. Gli uffici comunali con orari insufficienti. «Nel 2025 quante famiglie non hanno visto riconosciuto il diritto alla casa? Quanti bambini non sono potuti tornare nella propria scuola? Quante volte la vita dei nostri concittadini è stata messa a rischio da problemi di sicurezza stradale irrisolti? Sta tutto in questo bilancio.»

Il capogruppo si sofferma anche sulle voci azzerate: zero euro per la salute, zero per l’agricoltura e la pesca, zero per l’energia, zero per i gemellaggi europei, appena 22.000 euro per lavoro e formazione. E poi i fitti passivi: 170.000 euro annui per un locale scolastico quando esisterebbero soluzioni alternative nel patrimonio comunale. Il Torrione chiuso con il cantiere non ancora aperto. L’assenza del comandante della polizia municipale. «Non è un voto di scontro fine a se stesso. È un voto di stimolo. Si può fare meglio, si deve fare meglio. E lo si deve ai cittadini di Forio.»

Stani Verde: “Le bugie hanno le gambe corte

Stefano Stani Verde risponde con un intervento altrettanto lungo, che trasforma la difesa del rendiconto in un contrattacco sistematico. Il primo bersaglio sono le anticipazioni di cassa: 7.654.484 euro nel 2018 sotto Del Deo, 4.849.144 euro nel 2019, ancora Del Deo, 2.034.000 euro nel 2022 con un disavanzo superiore ai due milioni. «Le bugie hanno le gambe corte», dice il sindaco. E ricorda che quell’ultimo anno, da ottobre a giugno, la condotta fognaria scaricava a mare mentre l’opposizione di allora non alzava la voce. Appena insediato, il primo atto della sua amministrazione fu un’ordinanza di divieto di balneazione alla Chiaia. «Mentre loro dormivano attaccati alla poltrona, io firmavo un provvedimento che colpiva anche lo stabilimento di una famiglia a me vicina. Quello è il senso di responsabilità.»

Sulla condotta fognaria il sindaco entra nel dettaglio tecnico: la diga foranea costruita dalla precedente amministrazione, costata 9 milioni di euro, ha disseminato detriti sul fondale che a ogni mareggiata rompono la tubazione. La fontana di piazzale Cristoforo Colombo, voluta durante il Covid, ha ostruito il filtro del collettore fognario e impedisce persino l’installazione del generatore di emergenza. «Quando manca la corrente e le pompe vanno in blocco, i reflui vanno direttamente a mare. Questo è il loro senso di amore per il paese.» Sul contenzioso con la Supereco rivendica 550.000 euro recuperati con 5.000 euro di spese legali. Sul Torrione: «Per quindici anni nessuno ha mosso un dito. Noi lo abbiamo chiuso, abbiamo intercettato 1,1 milioni di finanziamento. Tra pochi giorni iniziano i lavori.» E ancora: scuole ristrutturate per il 90%, campo sportivo illuminato, spiaggia attrezzata alla Chiaia, pensiline gratuite per le fermate del bus, prima mensa scolastica in consegna, asilo nido di San Vito, cimitero e mercato messi in sicurezza.

Stani Verde chiude con una sfida diretta a Del Deo sulla scogliera di San Francesco, ferma da oltre dieci anni nonostante le promesse del 2013. «Se non risolvo il problema di San Francesco entro il 2028 non mi ricandido. Lo dico e lo sottoscrivo davanti a quest’assemblea. A differenza di chi ha promesso e non ha mantenuto.»

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Articolo realizzato dalla Redazione Web de Il Dispari Quotidiano. La redazione si occupa dell'analisi e della pubblicazione fedele degli atti e dei documenti ufficiali, garantendo un'informazione precisa, imparziale e trasparente. Ogni contenuto viene riportato senza interpretazioni o valutazioni personali, nel rispetto dell’integrità delle fonti e della veridicità dei fatti.

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