Anche per il 2026, l’isola si prepara a una stagione turistica all’insegna della sostenibilità e della tutela del territorio. Con la delibera n. 19 del 23 gennaio 2026, la Giunta comunale ha approvato all’unanimità la proposta di limitazione alla circolazione stradale sull’isola, che sarà presentata al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per l’emissione del consueto decreto ministeriale annuale, ai sensi dell’articolo 8 del Codice della Strada.
Il provvedimento, che segue le orme delle analoghe ordinanze adottate negli anni precedenti, mira a regolamentare l’afflusso di veicoli nei mesi di maggiore affollamento, per garantire sicurezza, qualità della vita e tutela ambientale in un contesto urbano estremamente delicato.
Il cuore della delibera: divieto esteso per oltre sei mesi
Il testo approvato prevede che dal 30 marzo al 15 ottobre 2026 venga imposto il divieto di sbarco, circolazione e afflusso per tutti gli autoveicoli, motoveicoli e ciclomotori intestati a persone non residenti stabilmente a Procida, anche nel caso in cui i mezzi siano cointestati con residenti.
La misura è giustificata dalla particolare conformazione dell’isola, dalla limitata estensione della rete viaria e dalla necessità di contenere l’impatto del traffico durante la stagione turistica, che ogni anno vede crescere esponenzialmente la presenza di visitatori, con inevitabili ripercussioni sulla mobilità interna e sulla vivibilità del territorio.
Deroghe e autorizzazioni: chi può circolare
Nonostante il divieto sia esteso, la delibera contempla una pluralità di deroghe, suddivise in due grandi categorie: esenzioni automatiche e autorizzazioni su richiesta.
Tra i veicoli esclusi automaticamente dal divieto figurano: quelli destinati al trasporto di persone con disabilità, muniti di apposito contrassegno; ambulanze, forze dell’ordine, veicoli tecnici di aziende pubbliche di servizi; mezzi del servizio ecologico della Città Metropolitana e veicoli per attività istituzionali; veicoli per la consegna di generi alimentari, farmaci, quotidiani e periodici, con massa non superiore a 3,5 tonnellate, autorizzati a operare in fascia oraria mattutina (dalle 3:00 alle 14:00) nei giorni feriali.
Per altre categorie, invece, è prevista la possibilità di ottenere una deroga previa autorizzazione, da richiedere almeno 48 ore prima tramite il portale istituzionale del Comune. Le deroghe possono essere concesse a: “Figli di Procida”, ovvero persone legate da parentela entro il secondo grado a cittadini residenti da oltre vent’anni, in possesso di apposito tesserino; residenti che utilizzano veicoli a noleggio; artisti e tecnici impegnati in spettacoli pubblici di interesse collettivo; persone con necessità documentate di accesso a strutture sanitarie locali o convenzionate.
Ulteriori deroghe sono previste per: proprietari o affittuari annuali di immobili sull’isola, purché iscritti alla tassa rifiuti urbana (un solo veicolo per nucleo familiare); aziende e ditte che operano stabilmente a Procida, previo nulla osta del Comune o della Prefettura. Ogni autorizzazione rilasciata dovrà essere conservata a bordo del veicolo ed esposta in modo ben visibile per tutta la durata del soggiorno.
Sanzioni severe per i trasgressori
Chiunque violi i divieti stabiliti dal decreto sarà soggetto a sanzione amministrativa ai sensi dell’articolo 8 del Codice della Strada, con importi che vanno da 430 euro fino a 1.731 euro. È prevista la possibilità di pagamento in misura ridotta (301 euro) se effettuato entro cinque giorni dalla contestazione o notifica.
Il controllo sull’applicazione del decreto sarà affidato al Prefetto di Napoli, incaricato della vigilanza sistematica. Lo stesso Prefetto potrà inoltre concedere, in casi eccezionali, autorizzazioni straordinarie della durata massima di 48 ore, prorogabili solo in presenza di comprovate esigenze, su provvedimento del Comune.
L’Amministrazione comunale ha dichiarato che la misura si inserisce in una più ampia strategia di mobilità sostenibile e tutela ambientale, che mira a preservare l’identità dell’isola e migliorare la qualità della vita dei residenti, senza ostacolare le attività economiche e i servizi essenziali.
