







E vivendo posso dire di aver conosciuto tante persone, di avere avuto amici, ma mi piace pensare a Lello Pilato come a uno dei pochi veri amici che ho avuto. I veri amici sono quelli a cui non si chiede niente, ma loro sanno di noi e fanno la prima mossa. Così, in uno dei momenti più duri della mia vita, lui mi telefonò e mi disse solo tre parole, che non dico per rispetto alla nostra amicizia, ma da quelle tre parole venne un aiuto vero che mi rese più serena.
Lello Pilato era un uomo che amava la vita, amava vivere andando nelle cose e mai sfiorandole. Era uno che contagiava in positivo, non si poteva non sorridere mentre si stava a dire qualcosa, anche solo a salutarci. Ma so che, scrivendo questo, chi legge farà sì con la testa, perché Lello era amato, amava, si faceva amare, era altruista.
Lello Pilato era nato a Ischia Ponte il 20 ottobre del 1956, da Carmela Di Massa di Ischia Ponte e da Nunzio Pilato, che oltre a lui ebbero anche tre figlie, Isabella, Anna e Lina. Un ragazzino vivace ma buono, legato a quella famiglia di persone che si volevano bene e credevano nei valori del lavoro e dell’onestà. Nei primi anni la famiglia di Lello visse a Ischia Ponte, per poi trasferirsi definitivamente a Fondo Bosso.
Lello fu uno studente sveglio e intelligente e, per un solo esame, Diritto Commerciale, non si laureò in Giurisprudenza. E proprio da studente visse bene quegli anni con tanti amici e amiche, facendo gruppo, creando le famose comitive. Lello amava tanto lo sport in generale, ma scelse di praticare il basket, giungendo a un buon livello fino a diventare allenatore.
E galeotto fu proprio quel suo essere allenatore, perché nella squadra femminile che allenava c’era Elena Fortuna, una ragazzina dai lineamenti delicati, bella, riservata, e guarda un po’ la vita: lui, un terremoto in ogni senso, viene colpito da una ragazza molto diversa, tranquilla ma sorridente. Fu in quell’anno, il 1981, che Lello ed Elena si fidanzarono, e lo furono per anni, fino a quando il 24 ottobre 1992 si sposarono nella chiesa di San Pietro a Ischia, facendo poi un bel ricevimento all’albergo Continental, dove Lello lavorava.
Lello aveva cominciato appena a 15/16 anni al Regina Isabella, dove faceva il “lift boy”, poi per dieci anni al Jolly e nel frattempo studiava anche. Ha lavorato al Majestic, al San Ferdinando, a Sorrento e poi di nuovo a Ischia, dove si era fatto conoscere e stimare. Nel frattempo Lello ed Elena erano diventati genitori di Riccardo nel 1995 e di Giorgia nel 1998.
E quando, in una mia classe di prima media, facendo il primo appello, dissi “Giorgia Pilato” e vidi due occhi che erano quelli di Lello, così come il modo di sorridere, provai un senso di tenerezza infinita, chiuso nel mio cuore.
Lello si interessò anche di politica e sempre con quei modi di chi non vuole perdersi in chiacchiere, ma fare qualcosa di concreto. Passando il tempo, Lello mostrava sempre il suo amore per il basket, diventando presidente della Cestistica Ischia, e si impegnò tanto affinché questo sport avesse palestre e tutto quello di cui aveva bisogno. Ma Lello si guardava intorno e, a un certo punto della sua vita, volle creare ISCHIA BASKIN per dare ai giovani diversamente abili (per me da sempre sono appassionatamente abili) la possibilità di praticare sport, ottenendo vittorie e vittorie, seguiti da persone presenti e capaci, ma soprattutto pieni di quella passione che è in grado di giungere dove si vuole.
Purtroppo Lello si ammalò, ma anche in quei giorni di alti e bassi non smise di esserci, fino a quel brutto giorno del 13 novembre 2021, in cui ci lasciò per sempre, stando a casa sua, seguito con amore dalla sua dolce e giovane famiglia e dai suoi tanti parenti.
Lello caro, ho scritto provando tanta emozione e, mentre scrivevo, avevo in mente il tuo sorriso, perché per me tu non conoscevi che sorrisi. Ti penso spesso e so che sono stata fortunata ad averti avuto come amico vero.
Ringrazio Giorgia Pilato per aver collaborato con me.







