Ischia Calcio, ecco la nuova proprietà: Luigi Lauro promette un brand internazionale

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Vogliamo ispirarci a Maiorca e Ibiza. In Spagna lo fanno, perché in Italia non possiamo farlo anche noi?”. Luigi Lauro, nuovo presidente dell’Ischia Calcio, si presenta con ambizioni internazionali e una visione imprenditoriale che punta a trasformare il club gialloblù in un brand riconosciuto oltre i confini isolani. Al Blanco, davanti a giornalisti e tifosi, la nuova proprietà – la società “Coppa di Nestore” – ha illustrato un progetto che promette stabilità, crescita graduale e investimenti infrastrutturali.

L’accoglienza di Andrea Fiorentino

A introdurre la conferenza è stato Andrea Fiorentino, addetto alla comunicazione, che ha sottolineato l’importanza storica del club: “Ischia è storicamente l’unica isola italiana ad aver militato in Serie C, un motivo d’orgoglio. Questa società vuole crescere gradualmente, puntando a un upgrade significativo. Le storie sono importanti, rappresentano le nostre radici”.

L’eredità di Taglialatela: una società pulita

“Finalmente sono riuscito a realizzare quello che volevo fare da quando ho rilevato l’Ischia”, ha esordito Pino Taglialatela, ex presidente che ha guidato il club negli ultimi anni. “Da solo non potevo andare lontano, ma grazie all’aiuto di tutti – tifosi e imprenditori – sono riuscito a resistere. C’era bisogno di stabilità, di una società sana e forte”. Taglialatela ha raccontato l’incontro decisivo di settembre con la nuova proprietà: “È durato mezz’ora. Gli ho spiegato tutto: io da solo non potevo reggere i problemi, e il presidente Carlino, nostro grande amico, poteva aiutarci solo da gennaio. Serviva affrontare da luglio a dicembre il campionato di Serie D e l’iscrizione”. L’ex presidente ha sottolineato di aver cercato a lungo la soluzione giusta: “Abbiamo fatto tanti incontri, io e Franco siamo stati ovunque. Ma questo è stato diverso dagli altri”.

Lauro: “Non più procuratore, solo presidente”

Luigi Lauro, ex agente sportivo, ha chiarito subito la sua posizione: “Non sono più iscritto all’Albo degli Agenti, quindi non c’è conflitto con la presidenza dell’Ischia Calcio”. Il nuovo presidente ha spiegato cosa lo ha spinto verso l’isola: “Girando il mondo, quando parlavi di Napoli tutti dicevano “io vengo a fare le vacanze a Ischia”. Nel mondo tutti conoscono quest’isola, che secondo me è una delle più belle. Ci vengo da quando ero piccolo, mia zia aveva una casa qui”.
Ma il legame affettivo non basta. “Il calcio va visto come un’impresa, altrimenti non si va da nessuna parte”, ha dichiarato Lauro. “Si cresce in maniera graduale ogni giorno, facendo sempre un passettino in avanti. Ognuno di noi ha un proprio ruolo. Cercheremo di creare qualcosa di importante, con serenità”.

Il modello Maiorca-Ibiza e il brand internazionale

L’ambizione dichiarata è chiara: “Io vedo Ischia come un brand che deve andare a livello internazionale”, ha affermato il presidente. “Ragionando in maniera razionale da imprenditore, ma mettendo anche un po’ di follia, l’idea è ispirarsi al Maiorca e all’Ibiza, che sono realtà come le nostre. Sono sempre abituato a pensare in grande: se devo prendere 10 e prendo 8, non è successo niente. La mentalità è questa: dobbiamo pensare al 10. Non sto promettendo niente se non stabilità e crescita graduale per essere una realtà nel calcio, non una meteora”.
Sul piano operativo, Lauro ha illustrato la visione imprenditoriale: “La crescita passa dagli investimenti sulle strutture, tra cui lo stadio. È fondamentale avere uno stadio dove la maggior parte degli introiti diano linfa vitale alla parte sportiva. È il modello Premier League: il 70-80% degli introiti vengono dalla parte commerciale e il 20-30% dalla parte sportiva. La parte commerciale è la base per crescere e per essere stabili nel tempo”.
Il presidente ha annunciato che incontrerà l’amministrazione comunale per discutere del futuro dello stadio Mazzella: “L’Ischia è di tutti. Noi oggi la rappresentiamo, ma domani rimarrà sempre ai tifosi, alla città. Dobbiamo crescere tutti insieme: come squadra, come città, come brand”.

Il caso degli stipendi e la questione debiti nota a tutti

Potrebbe sembrare un momento di imbarazzo ma non è altro che la realtà. Nonostante avessimo tenuto al riparo la società di Taglialatela dal circo mediatico perché tutti sanno che fino a ieri “non c’erano soldi”, Lauro non si è tirato indietro e spiegato la vicenda stipendi. “Mi sono scusato con i ragazzi. Dovevo arrivare domenica, sono arrivato sabato sera per rispetto loro, perché avevamo promesso di pagare gli stipendi prima della partita. C’è stato un piccolo problema tecnico bancario (il cambio di firma dell’amministratore, ndr), altrimenti avrebbero già avuto i soldi. È stato meglio così: abbiamo vinto senza stipendio!”. La promessa è che i pagamenti arriveranno questa settimana: “La prima cosa fondamentale per me è pagare gli stipendi a tutti i ragazzi, e lo faremo”.

Mercato: gruppo prima dei nomi

Sul mercato di gennaio, Lauro ha adottato una linea prudente: “Abbiamo trovato un equilibrio di squadra. Ieri, quando abbiamo subito gol, ho visto uno spirito importante. Il nostro capitano ha preso la palla, l’ha portata a centrocampo dicendo ai compagni ‘dai che la mettiamo a posto’. Questo vuol dire gruppo”. E sulla possibilità di intervenire sul mercato è stato chiaro: “Se c’è un’opportunità importante la cogliamo, ma se dobbiamo inserire qualcuno solo per farlo, non lo facciamo”, ha precisato. “È più importante un gruppo sano che avere un nome, perché il nome ti fa vincere le partite, il gruppo ti fa vincere i campionati o ti fa salvare. Siamo vigili sul mercato, ma la cosa importante è arrivare alla salvezza il prima possibile per programmare in maniera serena”. Taglialatela ha scherzato: “Lui dice sempre ‘non fare il procuratore, fai il presidente’. Io gli dico ‘tu sei un dirigente, non fare ancora il giocatore’. Però queste due cose vanno di pari passo”.

La visura “non aggiornata”

Alle domande sulla composizione societaria, ha risposto Luca Cerchione, uno dei dirigenti presenti: “La visura camerale pubblicata non è ancora aggiornata. Il socio non è uno, ma non sono neanche 15. Lo scoprirete nei prossimi giorni. Saremo noi a mettervi al corrente. Non c’è bisogno di caccia all’esclusiva perché comunicheremo noi con la stampa”.
Sul nome della società, Cerchione ha risposto ad una domanda, forse, poco informata: “Per chi è legato all’isola di Ischia, sa benissimo cosa significhi la Coppa di Nestore: è uno dei reperti storici più antichi non solo di Ischia, ma di tutta la nostra storia. L’abbiamo scelto come portafortuna e come legame con il territorio, su suggerimento dei nostri soci”.

Il Modello 231 per la trasparenza

Incalzato sugli impegni economici, Lauro ha rivelato: “Abbiamo fatto una due diligence dove abbiamo trovato situazioni che adesso andremo a sistemare” E Cerchione ha aggiunto: “Il capitale sociale è di 500.000 euro, non una camerale da 10.000 euro. Questo già fa capire la solidità”.
Il presidente ha poi annunciato l’adozione del Modello 231: “Faremo un organismo di vigilanza, un’amministrazione controllata che usano i top club per essere quanto più trasparenti possibile. Vogliamo la massima trasparenza anche nei capitali. Attireremo tanti investitori, perché quando le persone vedono che stai costruendo una realtà importante, vogliono sedersi a tavola”.

Il piccolo “scontro” con la stampa locale

Un momento di leggera tensione si è registrato durante le domande del direttore de Il Dispari, Gaetano Di Meglio, che ha chiesto chiarimenti su soci e impegni economici. Cerchione ha replicato un po’ piccato: “Siamo in diretta televisiva perché non abbiamo nulla da nascondere, altrimenti avremmo chiamato gli amici da Napoli. Potete cercare su Google i nostri nomi, siamo abbastanza conosciuti nel mondo del calcio. Avremmo potuto chiamare Corriere dello Sport, Gazzetta, Il Mattino e fare domande pilotate”.

Il sogno della “Bombonera”

Il momento più off topic è arrivato quando un tifoso ha chiesto del “sogno della serie B” che Ischia coltiva da anni. Lauro ha risposto evocando il Boca Juniors: “Razionalmente dico che ci vorrà tempo. Poi, con un po’ di follia, dico: cerchiamo di farlo il prima possibile. I nostri colori sono quelli del Boca Juniors. Ho avuto l’opportunità di andare a vedere alla Bombonera il derby. La mia idea è replicarla anche qui”.
Cerchione ha aggiunto: “Abbiamo bisogno di uno stadio vero”. E Lauro ha concluso: “La bombonera la definiamo come ‘la cancha que late’. Saremo sempre una bombonera all’italiana”.
Tra le conferme della conferenza, l’ingresso previsto del presidente Carlino: “Da gennaio potrà darci una mano”, ha detto Taglialatela.

Il ruolo di Taglialatela

Non è stato detto ufficialmente, ma il ruolo futuro di Pino Taglialatela nella nuova struttura societaria, oltre ad essere socio, potrebbe essere quello del “direttore generale”.

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