In un momento storico in cui il comparto marittimo si trova a fare i conti con profondi cambiamenti normativi, tecnologici e formativi, l’Isola di Procida si fa ancora una volta portavoce delle istanze del mare ospitando il convegno “I Nuovi Orizzonti del Mare”.
L’evento, che si svolgerà nella Sala Consiliare “Vittorio Parascandola”, rappresenta un’occasione di riflessione ad ampio raggio sulle trasformazioni che stanno investendo la professione del marittimo.
L’iniziativa è frutto della collaborazione tra due realtà legate al mondo della navigazione: l’Associazione Capitani Procida e l’Arciconfraternita del Pio Monte dei Marinai di Procida, da secoli presidio di cultura e solidarietà marinaresca sull’isola.
Negli ultimi anni, il settore marittimo ha subito un’accelerazione normativa senza precedenti, con l’introduzione di nuovi regolamenti internazionali, l’adeguamento agli standard IMO (International Maritime Organization), l’implementazione delle direttive europee e l’adozione di misure italiane sempre più stringenti. Se da un lato tali disposizioni rispondono all’esigenza di innalzare i livelli di sicurezza, sostenibilità ambientale e qualità professionale, dall’altro stanno creando un clima di incertezza e disorientamento tra i lavoratori del mare.
“L’accesso alla carriera marittima è oggi ostacolato da percorsi formativi complessi – dice Salvatore Febbraro uno degli organizzatori – costi elevati per la certificazione e lunghe attese burocratiche. Giovani aspiranti ufficiali e marittimi si trovano spesso a dover affrontare ostacoli che scoraggiano il loro ingresso in un settore che, paradossalmente, è alla costante ricerca di nuove figure professionali”.
Uno dei nodi centrali del convegno sarà proprio la formazione marittima, tema cruciale per garantire un ricambio generazionale qualificato. Le accademie, le scuole nautiche e i centri di addestramento vivono una fase di transizione, chiamati a rispondere a nuove esigenze operative legate alla digitalizzazione della navigazione, all’automazione delle navi e alle normative ambientali.
Il rischio, denunciato da molti operatori del settore, è che si stia creando una distanza tra la formazione teorica e le reali esigenze di bordo, con percorsi che non sempre preparano adeguatamente i giovani alla vita marittima. In questo contesto, diventa essenziale ripensare la didattica, rafforzare i tirocini e garantire una maggiore sinergia tra mondo scolastico e armatori.
“Il convegno affronterà anche la complessa questione dei regolamenti nazionali e internazionali, che sebbene nati con l’intento di standardizzare e migliorare le condizioni di lavoro, stanno generando difficoltà concrete per chi è già imbarcato” – dice Pasquale Scotto di Perrotolo. Tra aggiornamenti obbligatori, rinnovi periodici dei titoli, visite mediche stringenti e verifiche di idoneità, molti marittimi lamentano una crescente burocratizzazione del mestiere che sottrae tempo, risorse e motivazione.
In particolare, sarà oggetto di discussione l’impatto delle certificazioni STCW, i requisiti per il mantenimento delle abilitazioni e le nuove disposizioni inerenti alla sicurezza e alla gestione delle emergenze. Temi di vitale importanza, che però necessitano di un’applicazione più equa e sostenibile, affinché non diventino un freno alla continuità lavorativa.
A sottolineare il valore sociale e culturale dell’iniziativa, è intervenuto il Superiore del Pio Monte dei Marinai, Elio Scotto di Perta, che ha dichiarato:
“Il mondo dei giovani si trova alle prese con cambiamenti repentini. È nostro compito, assieme alle istituzioni come la scuola, iniziare a capire come sarà il loro futuro. Dobbiamo accompagnarli, formarli e sostenerli in un percorso che oggi si presenta più incerto ma anche ricco di opportunità se ben guidato.”
Sulla stessa linea anche il Presidente dell’Associazione Capitani Procida, Gaetano Esposito, che ha evidenziato: “Siamo da tempo un punto di riferimento per i tanti nostri associati. Le normative e la burocrazia che attanagliano i nostri iscritti sono tante. Nel convegno che abbiamo promosso cerchiamo di evidenziarle e di addivenire a qualche soluzione, insieme agli esperti e alle istituzioni presenti.”
Che sia proprio Procida a ospitare un simile evento non è casuale. L’isola, conserva un legame profondo e identitario con il mare. Le sue tradizioni marinaresche, le famiglie di comandanti e ufficiali, le scuole nautiche e le confraternite testimoniano un patrimonio umano e professionale che ancora oggi rappresenta un punto di riferimento per tutto il Mediterraneo.
Il convegno si inserisce così in un contesto che unisce memoria, esperienza e visione futura, offrendo uno spazio di confronto tra generazioni di marittimi, docenti, autorità portuali, esperti del diritto della navigazione e rappresentanti delle istituzioni.
“I Nuovi Orizzonti del Mare” – dice il segretario del Pio Monte Raimondo Lubrano Lavadera – non vuole essere solo un momento di denuncia, ma soprattutto un invito alla coesione e al rinnovamento. L’obiettivo è quello di costruire, attraverso il dialogo e la condivisione, proposte concrete per semplificare l’accesso alla professione, tutelare la dignità lavorativa dei marittimi e valorizzare la formazione tecnica e umana degli operatori del mare”.
In un mondo sempre più globalizzato e interconnesso, il futuro della marineria italiana dipenderà dalla capacità di innovare senza dimenticare l’esperienza, di regolamentare senza soffocare, e soprattutto di continuare a credere nel mare come risorsa, identità e orizzonte di vita.
