Queste parole che mamma mi diceva spesso quando mi vedeva sia triste, sia stanca, sia preoccupata, mi accompagnano da anni e mi aiutano sempre. Si fa con semplicità. Ci si mette da una parte, rilassati, si sta così a non pensare a niente. Poi, piano piano, si pensa al proprio cuore e si immagina che stia volando.
Che cosa strana mi è successa stasera. Non riuscivo a immaginare il mio solito cuore, lo vedevo un poco diverso da quelli che mi sono comparsi. Un cuore mi si è avvicinato, mi sfiorava; l’altro, più piccolo, si fermava sulla mia maglia; un altro mi veniva sul viso, e non finivano più. Sono crollata, rilassandomi. Mi sono ripresa, ho sorriso, ho lasciato andare dove volevano tutti quei cuori delicati, ho immaginato il mio, è comparso, gli ho detto di andare dove lo avrebbe portato il vento. E lui, come se fosse qualcosa di materiale che riuscivo a vedere e toccare, si è fermato vicino a me e non parlava.
Poi mi ha presa per mano, ero incredibilmente leggera, non avvertivo peso. Dove mi trovavo? Ero in mezzo a una grande folla, tante persone di ogni età con pacchi colorati in mano, sguardi curiosi a guardare le vetrine. Sembrava una folla felice, quando di colpo ho risentito il mio peso, ma non ho visto più il mio cuore. Spaventata e disorientata ho chiesto a un bambino dove mi trovassi e lui mi ha risposto: “Signora, si trova a due passi da casa sua, io la conosco, come mai è disorientata?”. La testa si è fatta pesante. Non era vero niente, non stavo vicino casa ma dove il mio cuore voleva che fossi.
La folla felice nascondeva a tratti persone tristi, che quasi volevano essere trasparenti per non dire del loro dolore, delle loro mancanze. E io allora non mi sono fatta vedere da chi soffriva pensando al Natale, ma ho spruzzato un profumo magico che di colpo ha regalato loro un attimo di pace. Ho fatto volare il mio cuore affinché quel fruscio delicato potesse attrarre l’attenzione di chi si muoveva per farsi vedere normale, mentre il suo cuore era a pezzi.
Ho avvertito serenità nel lasciar volare liberamente i miei pensieri insieme al cuore, senza volerli trattenere, come faccio da sempre e fin da piccola, quando capisco che non mi fanno sognare e diventano come tutti. I miei pensieri sono come me, liberi dentro: ci sono e non si sentono, ci sono e mi rendono viva, ci sono e mi sorprendono e, quando non sono più pensieri scontati, si liberano, li libero, e in questo modo di fare mi rispetto e mi voglio bene.
E il vento mi ha portata a guardare dall’alto tante cose. Ho visto una coppia anziana piangere un dolore così evidente, perché la loro casa verrà abbattuta. Ho visto chi si schierava per aiutarli, ma le parole andavano al vento insieme al mio cuore, e ho visto chi diceva che sì, la casa deve essere abbattuta. Poi ho voluto vedere la casa e sono rimasta così male. Una casetta in un posto dove non vedevo abusivismo, mi sembrava una casa che proprio non dovesse essere abbattuta. E il mio cuore si è fatto pesante, sembrava non voler volare più.
Ma un vento forte lo ha spinto e ha ripreso ad andare leggero, senza quasi dover lavorare per muoversi. E ha visto la neve e tanti che avevano freddo, ma ha visto anche un grande fuoco che voleva sciogliere la neve e non riusciva a passare. Ma stava arrivando Natale e doveva passare, sì, doveva passare, e tanta sabbia ha creato un varco, e il fuoco è passato, e la neve si è sciolta, e nessuno aveva più freddo.
E il mio cuore è tornato al suo posto e, tornando, tornando, ha attraversato il mare, dove una barca con tante persone a bordo, stanche e affamate, stava per rovesciarsi. E quel mare ha avvertito un lungo sospiro, si è calmato e la barca ha ripreso a navigare in modo normale, mentre tanti, piccoli e grandi, riprendevano a sognare la terra dove sarebbero sbarcati di lì a poco.







