In occasione della conferenza stampa regionale di Noi Moderati, tenutasi a Napoli ieri l’altro alla presenza dell’On. Mara Carfagna, del Presidente nazionale Maurizio Lupi e dei coordinatori provinciali campani, è emersa con chiarezza la direzione del partito in vista delle prossime regionali. Unità del centrodestra, pragmatismo e attenzione ai territori sono le parole d’ordine. Andrea Potere, coordinatore per l’isola Procida, ha portato all’attenzione del partito le necessità del territorio troppo spesso dimenticate dal dibattito pubblico.
Lo abbiamo incontrato a margine dell’evento per approfondire le sue proposte e la visione che intende portare in seno al partito.


Andrea Potere, partiamo dalla conferenza di Napoli. Quali sono stati i messaggi più forti emersi dall’incontro?
È stata una giornata importante per rafforzare la nostra identità politica. Il Presidente Lupi ha detto chiaramente che “il nemico da battere è fuori dal centrodestra”. Non possiamo permetterci divisioni o personalismi: dobbiamo camminare uniti per costruire un’alternativa credibile dopo anni di governo regionale targato centrosinistra. Il nostro obiettivo non è solo vincere, ma farlo con idee chiare e proposte concrete, restituendo centralità a tutti i territori, anche quelli più periferici come le isole.
Hai portato all’attenzione del partito le istanze delle realtà insulari. Quali sono oggi le maggiori criticità?
Ci sono tre priorità che non possono più essere ignorate: trasporti, sanità e sviluppo economico. Le isole vivono una condizione di marginalità che non è più accettabile. Spesso ci sentiamo cittadini di serie B rispetto alla terraferma. È arrivato il momento di trasformare questa percezione in azione politica, con interventi mirati che tengano conto delle specificità territoriali.
Iniziamo dai trasporti: cosa non funziona e cosa proponete?
I collegamenti con la terraferma sono troppo spesso inadeguati: corse saltate, orari improbabili, costi elevati. Questo penalizza studenti, lavoratori, malati, turisti e residenti. La continuità territoriale non può essere un’utopia. Servono investimenti in infrastrutture portuali, una programmazione seria dei trasporti marittimi e tariffe sostenibili. La mobilità non è un lusso, è un diritto.
E per quanto riguarda la sanità?
La pandemia ha mostrato con forza le fragilità del nostro sistema sanitario, e nelle isole queste fragilità si moltiplicano. Raggiungere un ospedale può richiedere ore, e in caso di emergenza può fare la differenza tra la vita e la morte. È necessario rafforzare i presidi sanitari locali, implementare la telemedicina e garantire la presenza di personale medico adeguato. La salute è un diritto costituzionale e va garantita ovunque, non solo nei grandi centri.
Passiamo allo sviluppo economico. Qual è il suo approccio?
Le nostre isole hanno una ricchezza unica: un patrimonio ambientale, marino e culturale straordinario. Ma serve una visione. Il turismo va destagionalizzato e reso sostenibile, le piccole imprese vanno sostenute con agevolazioni fiscali e accesso al credito. I giovani devono poter restare e costruire il proprio futuro nel luogo dove sono nati. Non possiamo continuare a perdere energie e competenze per mancanza di opportunità.
Durante la conferenza, ha ricevuto apertura da parte dei vertici del partito?
Sì, e questo mi ha colpito positivamente. L’On. Carfagna ha accolto il mio invito a visitare Procida per conoscere da vicino le problematiche del territorio. È un segnale concreto di attenzione. Anche il coordinatore regionale ha riconosciuto l’importanza del lavoro che stiamo portando avanti a livello locale. Il radicamento sul territorio non è uno slogan: è il punto di partenza per costruire una politica che parli davvero alle persone.
Cosa rappresentano queste elezioni per Noi Moderati?
Questa è la nostra prima vera sfida regionale con liste provinciali autonome. È un’occasione storica per dare voce a un elettorato moderato, pragmatico, che crede nelle soluzioni e non negli slogan. Vogliamo dimostrare che si può fare politica in modo serio, sobrio, concreto. Siamo stanchi di promesse irrealizzabili e teatrini polemici.
E a livello personale, quale impegno sente di prendere con i cittadini di Procida e delle isole?
Mi metto in gioco con senso di responsabilità. So di rappresentare una comunità che ha tanto da offrire e che chiede solo di essere ascoltata. Mi impegno a portare le istanze del territorio in Regione, a lavorare con serietà e trasparenza, e a non dimenticare mai che la politica è – prima di tutto – un servizio. Non cerco poltrone, ma risultati. E sono convinto che con il lavoro di squadra e l’ascolto costante possiamo riportare la Campania su un percorso di sviluppo equo e sostenibile.
