Rubrica
le riflessioni di Sandra
6 dicembre 2025 · 3 min

Ammiro i giovani che si schierano invece di stare a guardare. Le riflessioni di Sandra

Da sempre credo nei giovani, soprattutto in quelli che si impegnano, non solo privilegiando la cultura rispetto allo studio nozionistico e limitato, ma anche sperando di poter fare qualcosa di buono, riunendosi, discutendo, ritrovandosi ad avere idee comuni e, di conseguenza, schierandosi politicamente.

Si potrebbe dire: perché politicamente? Mi rendo conto che, se si crea un gruppo di giovani che si schiera e fa capire apertamente come la pensa, può nascere una sorta di ponte invisibile, ma reale sul piano delle idee, capace di portare nuova linfa e nuovi stimoli.

Ho sempre pensato che tra gruppi di giovani che si schierano e si identificano magari in ambienti politici diversi debba esserci soprattutto collaborazione, scambio di idee, dibattiti, e non rabbia. Sto assistendo a Ischia, l’isola dove sono nata e dove vivo, a qualcosa che da anni non vedevo né sentivo raccontare attraverso giornali e TV. Alcuni giovani, universitari e non, hanno creato un nuovo gruppo identificandosi politicamente a destra. Non hanno fatto in tempo a nascere e presentarsi che, apriti cielo, sono arrivati attacchi, idee contrarie, commenti pesanti sui social.

Ci sono rimasta molto male, perché ho passato tanti anni in mezzo ai giovani. A scuola parlavamo tanto, discutevamo delle nostre idee, ma non mi è mai passato per la testa di attaccare chi non la pensava come me. Non sono mai stata un’estremista: le mie idee politiche sono sempre state moderate, più vicine alla sinistra. Vivendo però in un posto come Ischia, dove ci si conosce e ci si vede crescere, durante alcune elezioni amministrative mi è capitato di riferirmi più alla persona da votare che al partito di appartenenza, perché conoscevo la loro integrità, il loro modo di essere.

So che ciò che dico può essere interpretato male, perché può sembrare poco coerente con ciò che ho sempre professato. Ma continuo a pensare che persone perbene esistano sia a destra che a sinistra.

È anche vero che, per fare politica, spesso si devono accettare compromessi, e questo toglie un po’ di quella speranza che chi votiamo possa agire secondo le proprie idee. Ma allora cosa si deve fare? Da anni la politica delude, emergono vicende inaspettate, e sembra che in Italia si voglia affossare la cultura a vantaggio della superficialità. Pochi o nessun intervento sulla scuola, poche gratificazioni per chi ci lavora.

E quando finalmente dei giovani che hanno sogni e vogliono realizzarli si uniscono e si presentano, ecco che quasi danno fastidio: “quello si sa da chi è appoggiato, quelli che lo seguono sono uguali a lui” e così via, come se tutto fosse inutile in partenza. Si potrebbe invece dare fiducia a giovani che creano un gruppo politico, non per forza votandoli o condividendo le loro idee, ma almeno incoraggiando il coinvolgimento di altri ragazzi, che magari inseguono ideali diversi. Far sì che insieme possano lavorare per mettere da parte il trash, il disinteresse per la lettura, la scarsa voglia di incontrarsi in quei bei centri culturali che negli anni Settanta e Ottanta nacquero a Ischia per allargare gli orizzonti, per conoscere, per discutere dopo un film, o per divertirsi senza eccessi.

Ci tenevo a dire che per me i giovani che si impegnano e cercano di riempire il tempo libero stando insieme, discutendo e dando idee nuove affinché si abbandoni il farsi vedere vivere a favore del vivere davvero, sono giovani che almeno dicono la loro e iniziano a sognare cose buone. E sognando, magari, quelle cose buone arriveranno.

Sandra Malatesta
L'autore
Sandra Malatesta

Sono Sandra Malatesta nata a pochi passi dal mare a Via De Rivaz a Ischia. Ho amato studiare e non la smetto. Laureata in Scienze Naturali ho insegnato per 42 anni alle Scuole Medie "G. Scotti" di Ischia. Amo scrivere da sempre, amo i bambini, le cose belle, i sogni e la fantasia

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