Ex vicesindaco ed ex assessore comunale. Padre e figlia. Due figure diverse per stile e linguaggio, ma accomunate da una stessa linea di pensiero che, da anni, attraversa il dibattito pubblico isolano: il tema della vivibilità, del traffico e della tutela dei centri storici di Ischia. Roberta e Luigi Boccanfuso, entrambi “mercanti” d’arte, rappresentano una storia familiare intrecciata a doppio filo con quella politica e civile del paese.
Luigi Boccanfuso è un nome che a Ischia molti conoscono. Ex avvocato, politico di lungo corso, carattere spigoloso e mai accomodante, ha costruito la sua esperienza amministrativa su prese di posizione nette, spesso controcorrente, pagate anche a caro prezzo sul piano personale e politico.
La sua azione è stata segnata da battaglie dichiarate, da trame politiche sottili e intelligenti, ma soprattutto da una linea ferma sul tema della regolamentazione del traffico e della prevenzione delle cosiddette “zone calde”, considerate da sempre uno dei punti più delicati per la qualità urbana dell’isola.
Non è il caso di ripercorrere oggi l’intero curriculum politico di Luigi Boccanfuso. L’attenzione si concentra invece sul filo di protesta e indignazione che, nelle ultime settimane, sua figlia Roberta ha acceso sui social, con interventi ironici prima e durissimi poi, contro la scelta dell’amministrazione comunale di Ischia di tenere aperti al traffico i centri storici durante le festività. Un tema affrontato nell’articolo di apertura e che ha trovato immediata eco anche nella voce del padre.
Luigi Boccanfuso, infatti, è intervenuto rincarando la dose, nel suo stile diretto e senza mediazioni, trasformando la critica politica in un atto d’accusa formale contro l’operato dell’amministrazione guidata dal sindaco Enzo Ferrandino.
«La scelta del sindaco d’Ischia di tenere i centri storici aperti al traffico in questi giorni festivi è una scelta scellerata, egocentrica e illegale». Tre aggettivi che Boccanfuso spiega uno per uno. «Scellerata perché in tal modo colloca il Comune d’Ischia tra le località turistiche più degradate d’Italia con un pessimo impatto ambientale».
Poi l’affondo sul piano istituzionale. «Egocentrica perché non rispetta alcun ruolo diverso dal suo e svilisce sistematicamente la funzione del comandante della Polizia Locale dottoressa Chiara Romano esponendola a figuracce e molto di più».
Il passaggio successivo riguarda il profilo normativo della vicenda. «Illegale perché quando è attiva l’ordinanza che disciplina le ZTL ricorrere ad argomenti pretestuosi come la sospensione per motivi tecnici inesistenti, configura un atto illegittimo per falsità di presupposto e si potrebbe addirittura configurare il reato di procurato allarme». Da qui l’invito esplicito. «E sarebbe auspicabile che le Forze dell’Ordine indagassero sulla vicenda».
Boccanfuso ricorre a un paragone per rafforzare la sua tesi. «Infatti se un aliscafo sospende il collegamento per motivi tecnici per più giorni di fila interviene la capitaneria di porto competente per le verifiche del caso».
Nel suo intervento emerge anche un episodio che, se confermato, aprirebbe scenari ancora più delicati. «Infine mi risulta che ieri sera una parente stretta del sindaco ha affermato testualmente che “il sindaco sarebbe stato minacciato e costretto a tenere il centro storico aperto al traffico”». Da qui la domanda diretta. «Se così fosse mi chiedo perché non è andato a sporgere denuncia?».
La riflessione finale si allarga al quadro politico complessivo. «La verità è che abbiamo un’amministrazione comunale che non ha alcuna visione del territorio e che non sa fare di meglio che comportarsi come un patronato dove ognuno si preoccupa di difendere il proprio orticello elettorale a discapito del pubblico interesse».
E il giudizio diventa anche simbolico. «In questo periodo festivo, gli amministratori locali degni di questo titolo dovrebbero camminare orgogliosi a piedi nei centri storici ben disciplinati e presenziati dalla polizia locale ed invece sono costretti a nascondersi ed a percorrere strade secondarie con dinamiche da misantropo».
La conclusione è una previsione che suona come un avvertimento. «Possiamo essere certi che di questo passo, nei centri storici si abbasseranno tante altre saracinesche di negozi e/o scenderà ai minimi termini la qualità dell’offerta commerciale».







