Zona Rossa, che fine ha fatto il Piano “interventi urgenti“ post sisma?

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Ida Trofa | Per l’intervento di rimozione delle macerie alla via Serrato e i lavori di messa in sicurezza alla via D’Aloisio, non basta il progetto ufficiale redatto dal pool di Ingegneri Mattera. Non bastano fondi e progetti, serve una via di fuga. Serve un progetto ad hoc per le macerie di “Villa Maria”. Un progetto al momento solo pensato, ben lungi dall’essere, almeno, in embrione. Siamo messi male.
Fermo, infatti, il piano di messa in sicurezza di Via D’Aloisio e Via Serrato. I crolli di via Serrato pesano sul prosieguo. E la zona rossa potrebbe rappresentare un trappola senza soluzione anche per il Prefetto Carlo Schilardi che si era posto, come termine improcrastinabile, il 31 dicembre 2019.

Baldino pensa ad un piano specifico per le macerie

Per uscire dalla secca, dove si è arenata la zona rossa, resta il nodo della messa sicurezza e il passaggio emergenza -ricostruzione. Il commissario Carlo Schilardi si era già scagliato contro gli enti attuatori, comuni e città metropolitana, al fine di “mettete in atto il piano dell’Emergenza Grimaldi”. Come gli alloggiati in hotel anche i militari “dovrebbero” andare via a dicembre! Ed alla fine tra decreti ed emendamenti abbiamo visto come è andata a finire. E’ finita nell’ennesima proroga!
E’ una corsa contro il tempo. E’ un rincorrersi di note, di solleciti e pec al vetriolo senza esito.

Hanno gettato alle ortiche l’emergenza ma non riescono a portare a discarica le sue macerie

L’urgenza era e resta la rimozione delle macerie su via D’Aloisio e via Serrato che, però, sembra impossibile a farsi praticamente. Oltre 800mila euro l’impegno esistente dalle somme trasferite per 19 milioni di euro dalla gestione emergenziale a quella della ricostruzione. Ma non è solo una questione di soldi, ma di fattibilità pratica.Schilardi ha voluto a tutti i costi il piano e il fondo dell’Emergenza gestito dal predecessore Giuseppe Grimaldi, ma nella sostanza, oltre le note ed i solleciti siamo dinanzi ad un nulla di fatto.Siamo fermi ingessati. Si sono ostinati a gettare alle ortiche il lavoro del delegato, ma non sono in grado di portare a discarica le sue macerie.
Baldino pensa, ma resta sempre un pensiero, ad una previsione specifica con fondi dedicati per portare via quel che resta della palazzina al civico 7, dove trovò la morte Marilena Romanini. E’ solo un pensiero, un parlare e ipotizzare che deve concretizzarsi.Troppo difficile e complicato intervenire.Anche il Genio Militare ha posto veti e dictat. La zona, come vi abbiamo già raccontato è inaccessibile ai mezzi pesanti dell’Esercito e la rimozione delle macerie e di tutti i materiali, molti anche di tipo speciale e altamente inquinanti, serve un progetto specifico.

Rimuovere le macerie

Palesate tutte le perplessità e le problematiche riscontrate in campagna all’Ufficio del Commissario Schilardi, l’ingegnere baranese a capo dell’Ufficio tecnico locale ha ipotizzato un progetto per le macerie di Via Serrato. La struttura commissariale ha chiarito, infatti, che la priorità si chiama: cessazione del presidio militare.
Il dottor Carlo Schilardi ha posto come imperativo la cessazione del controllo da parte dell’esercito delle zone rosse. Per far ciò, quindi, o non deve più esseri una zona rossa oppure deve prevedersi altro presidio pagato con altri fondi che non saranno quelli della Ricostruzione. I fondi dell’Emergenza quelli a valere sul fondo nazionale delle calamità naturali è già cessato da tempo come lo Stato di emergenza che ne dava contezza.

Scorporare le macerie

L’idea progettuale per bypassare lo stallo del civico 7 è quella di scorporare il piano macerie di Via Serrato stabilendo un piano a farsi per catalogare ed ammassare le macerie in loco. Per questo sarà ideato e previsto il tutto e chiesti fondi specifici al commissariato per eseguire tale previsione. Al momento tra Baldino e la struttura di Schilardi (Ing Sergio Sabato) c’è già un accordo verbale. Aspettiamo il resto.
Tutto rimane legato infatti al messa in sicurezza di via D’Aloisio e via Serrato, le uniche con le traverse stradali rimaste nel perimetro della zona rossa. Una trappola a cui neppure Schilardi sembra poter sfuggire.

10% pagato

Il 5 agosto 2019 il commissario per la ricostruzione Carlo Schilardi a valere sulla contabilità speciale aveva già liquidato ed emesso ordine di pagamento in favore del Comune di Casamicciola Terme, ente attuatore, per l’importo di Euro 73.136,19 a titolo di primo rateo pari al 10% dell’importo complessivo di Euro 731.361,85 previsto nella Convenzione firmata con l’altro commissario Giuseppe Grimaldi.
Sulla procedura di affidamento avviata dal capo dell’UTC MImmo Baldino il 23 agosto gli ingegneri Giuseppe e Vincenzo Mattera hanno ottenuto l’incarico in modo congiunto, senza riconoscimento di collegialità (per un totale di euro 49.972,58). Ma non è bastato. Intervenire su via Serrato appare una missione impossibile.

Senza indugio ma…

Sulla “Rimozione macerie e messa in sicurezza“ delle due arterie, D’Aloisio e Serrato che di fatto costituiscono il cuore della zona rossa e dove trovarono la morte Lina Balestrieri e Marilena Romanini, Schilardi scrive: “In riscontro alla Vs nota del 9 luglio e nel prendere atto di quanto rappresentato da codesto ente, ribadisce quanto già riferito in precedenti comunicazioni inerenti gli interventi di cui al Piano ex OCDPC 476/2017(piano emergenza Grimaldi ndr), ovvero di proseguire senza indugio a portare a termine gli interventi cosi come già approvati, disciplinati e finanziati dal cessato Commissario per l’emergenza.A riguardo si assicura che i fondi relativi al finanziamento concesso sono tanti trasferiti sulla contabilità speciale di questo Commissariato che ne curerà l’erogazione sulla base di quanto stabilito nella relativa conversazione. Si resta in attesa della preannunciato richiesta di anticipazione“.

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