lunedì, Marzo 8, 2021

Zizzogas, la reazione. Sindaco e Sciarappa contro Paolo Ferrandino per un impianto-copia in zona agricola!

Non solo GPL e green. ma semplice “benzina”. La Energas di Pasqualantonio Menala, nella sua presentazione chiede di realizzare – cito letteralmente – “un impianto di distribuzione per autotrazione di tipo misto, con combustibili sia liquidi (benzina e gasolio) sia gassosi (gpl)”...

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Il comune preme sulla Curia per restituire al culto il sacro luogo. L’occasione è data dalle imminenti festività pasquali. Castagna tuona:“Non posso esimermi dall’informarVi che nulla osta all’utilizzo dell’immobile, pertanto a partire dal 15 marzo 2021 sarà cura del comune assicurare l’apertura della Basilica tutti i giorni dalle ore 10 alle ore 13 esclusi il sabato e la domenica, salvo ulteriori disposizioni“

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Gaetano Di Meglio | La vicenda dello ZizzoGas, il distributore che il vicesindaco di Ischia Gigi di Vaia, il consigliere comunale Luca Montagna e il grande elettore Antonio “Sciarappa” Buono vogliono far realizzare ad un imprenditore romano (esprimendo una bella visione di paese e di sviluppo, ndr) nel terreno di Isidoro “Zizzolotto” Di Meglio a Via Delle Ginestre ha suscitato una reazione scomposta sia del sindaco Enzo sia di Antonio Buono. Antonio Buono ha ordinato al dipendente di Ischia Servizi, Marco D’Ambra (che lo reputa un politico una spanna al di sotto di Enzo Mazzella), di difendere il proprio progetto. Il sindaco, invece, da parte sua, in forza degli appalti concessi all’editore di Cutellese (il wifi comunale e la telefonia del comune, oltre agli usi di palestre e altri benefici vari, ndr), ha ordinato un servizio di difesa. Forse, questa mattina (domenica, ndr), lo stesso ordine sarà stato eseguito anche da Gaetano Ferrandino (ovviamente lo ha fatto e ha detto che faccio “cammuria”, ndr). La difesa dell’amministrazione, ovviamente, verte sul ruolo di questo giornale. Bontà loro, noi andiamo avanti con gli argomenti e con qualche domanda cui gradiremmo essere risposti.

Io starei boicottando questa iniziativa perché Antonio Pinto è l’editore di questo giornale dal 1975 e, insieme, non vorremmo che ad Ischia arrivasse il gpl o altre forme di carburanti per autotrazione. Beh, se Antonio avesse avuto la possibilità di installare il gpl per l’autotrazione e il metano, lo avrebbe fatto già da molto tempo, ma siamo su un’isola e non ci sono spazi dove poter rispettare le “distanze”.  Tra l’altro il GPL già viene commercializzato così come il metano…

Negli anni, lo dico per comodità di lettura, anche l’EAV ha provato più volte a realizzare un distributore interno di carburante alternativo (sia GPL, sia metano) ma il posizionamento del deposito non consente le distanze di sicurezza necessarie imposte dalla legge. Prima di entrare nel dettaglio della vicenda, però, vorrei eliminare dal dibattito un’altra baggianata diffusa dai telecomandati. Non è in vendita l’energia elettrica per la ricarica degli automezzi attraverso le colonnine. Quella si paga sempre con la bolletta dell’Enel. Quindi, anche questa ritrosia da parte mia contro un nuova formula di carburante alternativo si esaurisce qua.

Ma torniamo a Zizzogas e alla vicenda politica che rende interessante questa faccenda. Che la Energas di Pasqualantonio Menala voglia fare business ad Ischia non se ne frega nessuno. Che questo business, violi le leggi o sia favorito da una parte politica a dispetto di un’altra o, peggio, che si chieda ad un organo comunale di mentire sulla verità dei fatti, invece, è notizia.

La Energas di Pasqualantonio Menala, nella sua presentazione chiede di realizzare – cito letteralmente – “un impianto di distribuzione per autotrazione di tipo misto, con combustibili sia liquidi (benzina e gasolio) sia gassosi (gpl)”. Ops, ma non ero io quello che bloccava l’arrivo del GPL. Sembra che il progetto non sia quello che il sindaco ha ordinato di farci raccontare, ma sia ben diverso. E una bugia ha sempre le gambe corte. Ma procediamo perché c’è ancora molta carne al fuoco. Prima di continuare a vedere cosa non va con Zizzogas, c’è una domanda da fare al sindaco, al vice e al consigliere comunale. Ma Via delle Ginestre, nel piano regolatore del comune di Ischia, è zona agricola? Parliamo di un terreno in zona E? Ve lo chiediamo perché, leggendo il progetto della Energas di Pasqualantonio Menala, loro chiedono che il terreno (come dice la legge, tra l’altro) sia zona industriale, ovvero, zona A.

 Il Piano Regolatore Comunale cosa indica per Via Delle Ginestre? Una lettera A o una lettera E? Se la lettera è “lettera E”, perché non andate in consiglio comunale e approvate una variante al PRG? Questa domanda si collega alla prossima. Ma qual è il problema che è nato in commissione edilizia? Perché da mesi non approvate questo progetto? La commissione è composta da 5 componenti e, da voci e rumors , sembra che solo 2 siano contrari. Perché non l’approvate con i 3 voti favorevoli?

Vuoi vedere che c’è qualcuno che conosce, o si è letto le carte, o meglio , non vuole mentire e sa che quella di Via delle Ginestre è “Zona E” e non “Zona A” come, invece, qualcuno vuole far passare?

Cosa può mai fare un articolo di giornale rispetto ai voti dei componenti della Commissione Edilizia?

Chi lo sa… Ma veniamo ai fattori politici. Perché il sindaco si è indaffarato tanto ad ordinare un servizio di difesa del nuovo distributore di Via delle Ginestre?

Quale retro pensiero coltiva Enzo Ferrandino?

Vuoi vedere che la posizione di Paolo Ferrandino ora non è più comoda ed Enzo deve mostrarsi un po’ dalla parte di Luca, Gigi e Antonio?

Ma perché il sindaco vuole un distributore copia a via delle Ginestre? Quale idea di paese ha Enzo Ferrandino?

Alimentiamo la “curva del traffico” costante? Portiamo le auto al centro? Creiamo condizioni di scarsa vivibilità e caos in una zona già di per sé degradata? Vorremmo capire la funzionalità di un distributore copia a 50 metri di distanza da uno dove lo stesso comune ha deciso di pagare il suolo pubblico fino al 2050 o giù di lì…

Che confusione! E ora passiamo agli aspetti tecnici. Secondo i servizi ordinati da Enzo Ferrandino e Antonio Buono, i vigili del fuoco si sono già espressi in maniera positiva. Ma il progetto inviato ai vigili del fuoco rispecchia fedelmente i luoghi? I Vigili del Fuoco sanno che il nascente distributore si trova in curva? Sanno che si trova in discesa? Abbiamo qualche dubbio. Ma quale progetto è stato valutato dal Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco? Ad occhio è evidente che mancano i 30 metri di distanza di sicurezza minima richiesta da abitazioni e altre attività. Cosa ha approvato il Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco? A cosa hanno detto sì? Se per tali attività è necessario rispettare delle distanze di sicurezza esterne pari a 30 metri, ci sono in questo caso questi 30 metri dalle abitazioni più vicine?

Sembra proprio di no. Ma c’è un’altra riflessione che vorremmo sottoporre al comune e alla commissione edilizia. Inserire un impianto di distribuzione per autotrazione di tipo misto, con combustibili sia liquidi (benzina e gasolio) sia gassosi (gpl), così come si legge nel progetto che vi è stato presentato, in tale zona, non significa intensificare il traffico scolastico e delle altre attività?

Non significa produrre un aumento delle superfici impermeabili in una zona senza un adeguato impianto fognario continuamente in crisi? Ora ho alzato già troppo il livello di interlocuzione. Con chi dovremmo parlare di programmazione territoriale? Con chi ha autorizzato Piazza degli Eroi? Con chi realizza un’aiuola con i “brecciolini” a Fondo Bosso copiando le scelte del 1985? Con chi elimina un parcheggio per realizzare un inutile interporto? O con chi crede sia necessario realizzare un ponte tra la banchina Olimpica e la Pagoda che collega la “vocca vecchia” del porto? Ma per piacere…

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