venerdì, Marzo 5, 2021

Zio Raffaè, tra il film e la realtà | #4WD

Daily 4ward di Davide Conte del19 febbraio 2021

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Lo zapping televisivo che ha accompagnato la mia fase pre-sonno di molte, moltissime notti fa, veniva spesso caratterizzato dalla messa in onda su svariate reti private campane del film di Giuseppe Tornatore “Il camorrista”, con un ottimo Ben Gazzara nelle vesti del boss della NCO Raffaele Cutolo.

Reputo quel film un autentico capolavoro, innanzitutto per il fatto di essere stato realizzato nel 1986 con mezzi decisamente inferiori a quelli presenti oggi nelle disponibilità dell’azienda cinematografica italiana; ma va anche riconosciuto al noto regista di casa nostra di aver rappresentato in modo estremamente fedele e realistico uno spaccato del Bel Paese condito sì da tanta efferatezza, ma pronto a chiarirci le idee su quel momento storico e sui legami tra Stato e antistato, politica e camorra, giustizia e criminalità, legge uguale per tutti e decisioni ad usum delphini. E ancora oggi, i nottambuli della tivù non devono faticare troppo per scovare una delle tantissime repliche in fascia non protetta di questo film, che si lascia guardare anche da chi, come me, lo conosce praticamente a memoria.

L’altro ieri, dopo l’annuncio della morte di Cutolo in carcere, a settantanove anni e col primato di essere il più anziano detenuto condannato al 41-bis, in tanti hanno ricordato solo il suo potere, l’enorme quantità di delitti e le attività illecite che ne foraggiavano l’apparato. Nessuno, per quanto mi è dato sapere, pare si sia soffermato più di tanto sulla cultura autoreferenziale di un “professore” con la quinta elementare che nel giro di pochi mesi riuscì sì a strumentalizzare le necessità di una valanga di disoccupati e disadattati inclini o costretti a delinquere, ma raggiunse anche un tale livello di leadership universale da diventare interlocutore privilegiato di Stato e politica compiacenti, oltre che delle altre organizzazioni criminali d’ogni dove.

Quel film, Ve lo assicuro, va visto almeno una volta. Per capire tante cose.

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