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Violenza sulle donne il danno per i maschi, le colpe delle donne #25novembre

Paolo May: "Sognavo di fare il giornalisto, comunque mai l'autisto o tantomeno l'astronauto, non per il terrore dei congiuntivi, di incidenti stradali o guerre stellari, ma perché maschio"

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Paolo May | Da ragazzo, terminata l’ Università, sognavo di fare il giornalisto, comunque mai l’autisto o tantomeno l’astronauto, non per il terrore dei congiuntivi, di incidenti stradali o guerre stellari, ma perché maschio.
In Italia l’ attenzione sulle varie disabilità o, in questo caso, sulla condizione delle donne, si focalizza sulle parole: avvocato o avvocata, sindaco o sindaca?

Poi sarà la prassi a determinare i vocaboli, per ora mettiamo mano al portafoglio pubblico e privato e costruiamo asili nido e case tutelate per le donne in pericolo, il resto, mie parole comprese, poco più che chiacchiere.
Quando una donna viene assassinata, spesso si danno le colpe a chi, polizia e magistratura, non ha mantenuto in sicurezza il pazzo di turno.
Onestamente dobbiamo dire che per ogni omicida ci sono centinaia di uomini psicopatici, dementi, maschilisti e, ovviamente, violenti, per i quali non si può dare l’ergastolo preventivo.
Il problema generale è a monte, la nostra cultura maschilista, che, come dicevo nel titolo, danneggia tutti, maschi e femmine, perché tarpa le ali alle donne, quelle che oggi potrebbero farci volare più in alto, in quanto più intelligenti, determinate, oneste e amorevoli. Salvo, le eccezioni di quelle che, seguendo il modello maschile, sono peggiori dei maschi che vorrebbero imitare per scavalcare.

La violenza sulle donne c’è sempre stata, gli stupri in famiglia di padri e fratelli in passato erano la regola, le mamme “giustifiivavano” e lavavano i panni sporchissimi “in famiglia”.
Ieri il maschio, più forte fisicamente, aveva diritto a studio e ruoli, oggi che i trattori isonorizzati si guidano con un dito e la forza fisica serve solo a dare mazzate negli stadi, l’intelligenza mette, o dovrebbe mettere, le donne su un “insopportabile” piano di superiorità.

Le donne non sono più di “proprietà ” di padre, fratello, marito o fidanzato, hanno l’anima, cosa infine riconosciuta anche dalla Chiesa, pensano, agiscono indipendentemente, portano il pane a casa spesso più e meglio del compagno, si innamorano o disinnamorano come sempre, come i maschi e, come questi, reclamano il diritto alla propria libertà.
Questa cosa é insopportabile per i forti di mano e deboli di mente, inspiegabili per i maschi educati, anche dalle mamme (cioè donne) ad una certa “superiorità ” ormai del tutto campata in aria.
Ma il brodo di coltivazione di questa presunzione è sotto i nostri occhi e neanche ce ne accorgiamo: ci sembra normale che i sacerdoti cattolici siano solo maschi, che possano, con la confessione, entrare nell’ intimo dei bambini, cosa vietata alle donne, che, oltretutto, nello specifico sarebbero anche meno pericolose.

Sorridiamo con superiorità quando sentiamo che il martire che sacrifica la vita per il suo ideale religioso trova in Paradiso diciassette “vergini” a braccia (e non solo) aperte, ma ci sembra normale che nel nostro calendario la verginità sia coniugata solo al femminile, che Gesù sia stato generato da una mamma vergine e non sia tale il padre ufficiale, per giunta non riconosciuto come naturale. Non sembrerebbe, più credibile la verginità di Giuseppe?
Di questa obsoleta mentalità maschile siamo forgiati uomini e donne, anche gli uomini (ovviamente meno, non voglio ripetere a pappagallo cose evidenti e scontate) e molte donne colpevoli, non di vestirsi come vogliono e come natura benevola ed allegra suggerisce, ma di educare i figli maschi ad una inesistente superiorità.
Ora qualche testa allegra ha pensato di non definire più gli allievi “studente e studentessa”, ma, più correttamente “student”. Si potessero mettere le faccine a risate riempirei mezzo foglio. Vogliamo, signora Preside (la originale genialità viene da una DS del Nord) fare lezioni di “lavaggio stoviglie nella stessa misura a student di entrambi i sess ?

P.S. Ieri notte Gaetano, er stanc perché vev appena finit un macissim partit di calc, mi ha chiesto di fare un pezzo sulla violenza alle donne. Perché a me è non alle ottime alle tante altre donne che pensano e scrivono meglio di me?
Mistero della Fede e Gaetano è uomo di Fede.

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