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Vincenzo Sena è morto. Addio al pioniere gentile del turismo ad Ischia

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Sandra Malatesta | Io e la mia famiglia abitavamo a Via Venanzio Marone di fronte all’albergo Corallo e la mia mamma era amica di Dolorinda Sena e l’amicizia divenne più forte quando insieme nello stesso anno partorirono lei, Angela e mamma Patrizia. I Sena non sono ischitani ma ci sono arrivati perché Raffaele Sena venne con la sua banda di cui era direttore a suonare a Buonopane.

Come succede spesso anche lui si innamorò di una ragazza del posto poi diventata dopo anni sua moglie, la signora Dolorinda. Ebbero quattro figli due maschi e due donne. Franco morì all’improvviso molto giovane, e oggi la notizia che non mi aspettavo. Vincenzo Sena è morto. Come lo chiamavamo nei vicoli “Vicienz Sen” si lui, il dolce Vincenzo.

Ho sempre pensato che lui avesse un dono ed era quello del pensare in positivo, di saper essere amico, di sorridere spesso. Un viso paffuto e dei colori che in estate tendevano al rosso, lui ha subito lavorato a fianco del padre e della famiglia del padre, per fare sempre meglio nel campo turistico. Franco aveva studiato ed era notaio. Una famiglia che aveva come si diceva allora “a casa aperta” cioè una famiglia accogliente. Vincenzo ha lavorato, ha costruito tanto in quel campo ma non ha trascurato la vita affettiva sposando Janice che conobbe proprio in albergo e avendo da lei due figli Linda e Raffaele i nomi dei suoi genitori che volle rinnovare.

Da quando era nonno sorrideva ancora di più era felice. Lui amava i bambini e ricordo che con Angela (per la mia famiglia una sorella) era tanto protettivo perché la piccola di casa è stata più coccolata, e Filomena era già una donnina. La famiglia Sena ha fatto tanto per Ischia e in particolare per la zona centrale di Via Roma e dei vicoli vicini. Tante persone di quei posti hanno lavorato nei loro alberghi e ci sono rimasti diventando persone di famiglia. Vincenzo non faceva chiacchiere, lui con discrezione e signorilità si muoveva per produrre e mai per perdere tempo. “Cuor contento Dio lo aiuta” e questo proverbio va bene per Vincenzo Sena per come ha vissuto. Ogni tanto in gioventù appena poteva, scappava sulla spiaggia per fare la partitella con i suoi coetanei, e poi scappare subito a lavoro. Caro Vincenzo mancherai tanto e io sono orgogliosa di averti conosciuto da sempre e anche del fatto che qualche mese fa dicesti a mio marito che dovevo continuare a scrivere. Stringo tutti voi della famiglia con affetto e so che sentirete il mio abbraccio coraggio pensate ai momenti con lui…

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