Villa Mercede, soffia il vento dello sciopero e della protesta

Sarà battaglia. I pazienti iniziano a non ricevere servizi di qualità. I lavoratori sono esausti e schifati!

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Gaetano Di Meglio | Siamo, nuovamente, alla protesta. Villa Mercede sta peggio di prima. La nostra ILVA o la nostra Whirlpool, fate voi, continua ad essere una polveriera. Come vi abbiamo raccontato ieri, lo scontro tra istituzioni, stazione appaltante e cooperativa che gestisce la RSA di Serrara Fontana è arrivato ad un punto di non ritorno.

La polveriera di Serrara Fontana è pronta a scoppiare. Mentre i lavoratori licenziati hanno già attivato le procedure per impugnare gli atti di licenziamento al fine di vedersi riconosciuti i propri diritti (il cui numero è destinato a crescere), gli altri lavoratori sono pronti a protestare e scioperare ancora una volta.

Nelle prossime ore dovrebbe essere indetto uno sciopero dalle organizzazioni sindacali che non potrà avvenire prima dei 10 giorni dettati dalla norma ma non è escluso, come è già successo in passato, che qualche iniziativa spontanea di protesta dei lavoratori, stremati, sia messa in campo senza preavviso, per rivendicare sia il pagamento delle mensilità arretrate sia per protestare contro le decisioni unilaterali assunte che hanno portato alla riduzione degli orari di lavoro.

Il dato preoccupante, però, è quello che attiene alla sfera dei servizi. Da giorni, infatti, anche il livello di assistenza inizia ad avere delle defaillance. Il ricorso alla malattia e la riduzione della forza lavoro incide negativamente sulle prestazioni sanitarie offerte e, se quest’estate i 29 pazienti sono stati tenuti fuori da tutta questa polemica, sembra che ora, invece, anche loro iniziano a soffrire. E’ questa, forse, l’unica arma che hanno i lavoratori di Villa Mercede.

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