Il destino dei lavoratori di Villa Mercede è appeso a un filo e il prossimo appuntamento per cercare di sciogliere il “nodo” è fissato per lunedì 26 alle 15.30 presso la Prefettura di Napoli, dopo il primo incontro già tenutosi. Parteciperanno l’Asl Napoli 2 Nord, la Cooperativa Santiago, la Regione e Marco D’Acunto per la Cgil.
Come è noto, dopo la decisione dell’Azienda Sanitaria di gestire direttamente la Rsa di Serrara Fontana con proprio personale, la cooperativa Santiago ha dovuto comunicare l’avvio della procedura di licenziamento dal 17 gennaio. La scelta dell’Asl praticamente lascia senza lavoro 36 operatori privando del reddito le loro famiglie.
La Fp Cgil interviene ancora su quella che definisce «assurda vicenda» della gestione della struttura da parte dell’Asl Napoli 2 Nord e riferisce sull’esito del primo round, ovvero il tentativo di raffreddamento e conciliazione in Prefettura. In questa sede, «a fronte della facilità con la quale l’Asl voleva chiudere la partita (portando alla perdita del posto di lavoro per 36 persone) la Fp Cgil ha insistito per tenere aperta la procedura (incontrando il parere favorevole della Prefettura)».
Dopo circa un’ora e mezza di trattativa, è stata accolta la proposta del sindacato e la riunione è stata aggiornata appunto a lunedì, con la convocazione anche della Regione al tavolo.
Sarà un incontro forse decisivo e sicuramente delicato. Il sindacato in proposito annuncia la volontà di dare battaglia a tutela dei lavoratori: «Come Fp Cgil non arretreremo di un millimetro di fronte alle nostre richieste. La Asl Napoli 2 deve: chiarire le responsabilità inerenti il ritardo dell’avvio delle procedure per la gara d’appalto per la gestione del servizio scaduta addirittura a metà del 2024; chiarire le responsabilità inerenti le proroghe del servizio, in particolare di quella che ha portato alla bocciatura da parte del Tar Campania lo scorso 30 dicembre; chiarire se la procedura di “internalizzazione” del servizio avviata è temporanea (visto che resta in essere la gara d’appalto del servizio il cui bando è stato modificato lo scorso 3 Dicembre), oppure siamo di fronte ad una definitiva gestione in proprio della Rsa.
In caso di internalizzazione definitiva (assente ad oggi da qualsiasi atto programmatorio della Asl), agevolare quanto più possibile il reclutamento dei soggetti già alle dipendenze dell’azienda affidataria per l’espletamento del servizio sfruttando tutte le norme del caso ed anche le indicazioni della recentissima sentenza del TAR Lazio n. 3148/2025».
Questioni “scottanti” su cui l’Azienda Sanitaria dovrà fornire risposte precise.
Intanto il dramma dei dipendenti continua. Una delle infermiere che rischiano il licenziamento informa che i lavoratori stanno organizzando un presidio davanti alla Prefettura a difesa dei propri diritti e si appella alla coscienza collettiva per sostenere la battaglia: «Contiamo anche su di voi per far sentire la nostra voce!».



