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Verso la fine della “bella Ischia”. Il fondo di Antimo Puca

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Antimo Puca | Il mandato elettorale sta per scadere e de “ La Bella Ischia” restano parcheggi e lavori mal svolti. I pini, simbolo identitario dei nostri luoghi, sta diventando un lontano ricordo. Così le pinete.
La Siena, da sorgente pura qual’è naturalmente chiamata ad essere, si è trasformata in un obbrobrio indefinito. Certo, il progetto era stato approvato dalla precedente amministrazione! Ma poteva comunque essere fermato da quella attuale. Poteva essere denunciato alle autorità di competenza. Invece ci troviamo con uno scandalo sotto al sole, promosso da competenti dell’ ufficio tecnico che hanno lavorato male. Piazza degli Eroi ha perso il senso della memoria. Esisteva un motivo ben preciso per cui quella rotonda era collocata in quella esatta e precisa posizione. Essa era il punto di incontro preciso di 4 eroi che hanno collaborato in prima persona alla storia locale ed a parte di storia nazionale. In un contesto turistico come il nostro, conservare la memoria storica è importantissimo in quanto è oggetto di attrazione turistica.

Il turista affezionato ama tornare nei luoghi della memoria. Mentre, insieme ai pini, scompare la nostra amata Piazza degli Eroi, tra lo sgomento e la generale incredulità, sostituita da una volgare caccavella piastrellata con piastrelle da piscina d’albergo. La Comunità locale subisce le decisioni ed azioni tra i soliti pochi noti, l’oligarchia locale, e gli aspiranti alla poltrona dell’ ufficio tecnico che, dato che hanno portato voti a qualcuno, si vedono spesso nei pressi del Comune ad elemosinare lavoretti fino ad ottenerne alcuni di un notevole rilievo economico.
E poi ancora, basolati scomparsi e strade totalmente asfaltate con conseguenti strade allagate in caso di intemperie. Insomma, soldi pubblici mal spesi e bene intascati ! I nostri soldi!

E che non vengono restituiti così come invece dovrebbe essere secondo coscienza. La strategia perseguita dall’ establishment politico culturale mira ad acquisire facili consensi facendo leva sul basso livello di consapevolezza generale e sull’efficace opera persuasiva delle lobby, al fine di occultare i mirati attacchi al Bene Comune. Un Comune, il nostro, ormai depauperato, sempre più isolato, dove la condizione delle strade riflette l’identità del governo locale e dove il degrado e l’incuria stanno prendendo il sopravvento sulla crescita e le prospettive di sviluppo. Un Comune dove la giunta non sa cogliere le opportunità di rilancio e che sta manifestando tutta la sua inadeguatezza nell’affrontare le sfide ed a fronteggiare le emergenze che le si presentano, non trova di meglio da fare che sprecare energie e risorse per “colpire” le “voci” che biasimano la fallimentare azione amministrativa . Gli sforzi nell’azione amministrativa vanno rivolti esclusivamente alla salvaguardia degli interessi generali e collettivi della comunità e devono onorare gli impegni programmatici assunti al cospetto della cittadinanza.

Il nostro territorio è da sempre terra di conquista elettorale anche da parte di cittadini non residenti che ambiscono alla poltrona fissa in qualità di “tecnico” e fanno di tutto per ottenere lavori pubblici di un certo rilievo.
Tutto ciò che accade è avvolto dal sospetto che, a muovere la macchina” comunale siano gli interessi elettorali piuttosto che l’amore per la propria terra.
Certi signori non sono per niente interessati al merito delle questioni e tanto meno alla soluzione dei problemi che mettono in discussione il benessere della Comunità ma si preoccupano esclusivamente di rimanere i soli a pretendere posti e connessi privilegi facendo valere la loro “forza” all’ interno del palazzo Comunale a cui appartengono.

Così sanciscono la sconfitta della politica a vantaggio della vera antipolitica, quella dei giochi di potere, del do ut des e delle ripicche.
Un Modus operandi distorto. Non si può accettare che nel momento in cui la crisi economica si fa più stringente e inizia a far sentire il morso anche nel Comune di Ischia, ci siano degli eletti chiamati a responsabilità di governo che antepongano i propri interessi a quelli della collettività.
Non si può continuare a restare sotto scacco. Il Comune non se lo può permettere.
E i cittadini, nemmeno.

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