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Vent’anni dall’11 settembre 2001: la testimonianza di quelle ore dei procidani

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Leo Pugliese | L’11 settembre di vent’anni fa il mondo intero assisteva inerme all’evento che, forse più di altri, avrebbe irrimediabilmente fissato un prima e un dopo. Il terrore di un attacco terroristico si propagò con una diffusione senza precedenti, e ancora, a due decadi di distanza, continua a perseguitare migliaia di cittadini statunitensi. L’evento ebbe effetti a lungo termine sugli stili di vita e sulle economie mondiali, persino sui viaggi in aereo.

All’evidenza che uomini armati potessero salire a bordo senza essere fermati, fece infatti seguito una rivoluzione delle misure di sicurezza adottate in aeroporto, fino a quelle che ancora oggi conosciamo.

Le esperienze dell’evento furono diverse, più o meno lontane. Ad accomunare milioni di persone da tutto il mondo furono i televisori di casa, occupati dalle immagini delle nubi di fumo e dei corpi, che si lasciavano cadere dagli ultimi piani dei grattacieli. L’impatto di quei momenti ha avuto influenze differenti e generato ricordi più o meno vividi, condizionati anche dall’età di chi li viveva

Istanti che hanno cambiato la storia del mondo intero, e anche la vita quotidiana di tutti noi. Abbiamo – 24 ore fa – provato a raccogliere sul profilo social le testimonianze di quelle ore dei lettori, facendo ritornare il nastro della memora dietro nel tempo, per ricordare  dove eravamo , con chi eravamo e le prime impressioni  di quello che dalla TV da New York veniva trasmesso.

Antonio Lubrano Lavadera: «In taxi con un’amica in piazza borsa a Napoli. Siamo stati informati dell’accaduto dal tassista», Andrea Pierro: «Vicenza!!! Corso x VB», Cristina Tramontana: «A lavoro, nel negozio “DEM” di San Bonifacio (VR)», Carmen Lesbino: «Sulla Caremar», Maria Scotto Di Monaco: «Ero in clinica era appena nato mio nipote», Antonio Scotto Di Minico «Sulla motovedetta cc di Como»

 Riccardo Aorta: «Ero nella Biscaglia…. Imbarcato su nave Grande Europa… Andavamo in Inghilterra… Sembrava la scena di un film»

Chiara Quaranta: «Stavo stirando, con la tv accesa, come tutti all’inizio pensavo fosse un film, pensavo di aver cambiato canale senza accorgermene, vedere il secondo aereo entrare nella torre è stato scioccante»

Regina Freitas Fenilli: «Nella Università , in biblioteca… all’improvviso tutti guardavamo per ore lo schermo senza audio».

 Maria Torino: «Ero a casa, accesa la TV, pensai ad un film, poi mi accorsi che c’era lo stesso film su tutti i canali. Quando parlarono dell’attacco al pentagono pensai immediatamente al telefono rosso e mi dissi”… è finita! “»

Mena Scotto Di Minico: «Nella cumana a Napoli in partenza per Soccavo, informata nell’ immediato da una signora seduta di fronte che parlava al telefono»

Libera Scotto D’Antuono: «A lavoro al Lido di Procida», Angela Azzolini: «Io ero a Sanremo, con una coppia di amici, in un bar dove c’era la TV accesa, non dimentico mai»

Ilaria Salvemini: «Ero su un treno, Roma – Napoli, e nella cabina uno straniero era disperato, gridava ” war war, guerra guerra, aereo, caduto aereo, new york, tower tower”, aveva il terrore negli occhi…»

Marialucia Sobrio: «A casa da sola sul divano incinta di 7 mesi….rimasi x ore impietrita davanti alla tv»

Alessandra Gentile: «Tornavo da scuola. All’epoca insegnavo a Ischia. Mi trovavo su aliscafo snav. A casa trovai sgomento…tutti a seguire la triste vicenda in TV»

Aquilina Di Maio: «Ero a casa, stavo guardando un programma ed ad un tratto…….edizione straordinaria»

Margherita Costagliola: «Io ero il ospedale,il giorno prima avevo dato alla luce la mia quarta figlia…lo seppi dai miei parenti che venivano a farmi visita.», Teresa Cerciello: «Allavoro»

Carmela Esposito: «Io ero all’oratorio mi ricordo il caos in quel momento attimi di paura,»

Andrea Mazzella: «in mezzo alla chiaia a pescare con la barca arancione presa nella grotta… e da sopra al parco Margherita ci urlavano del fattaccio.»

Pasquale Esposito: «Io ero a napoli al caney park stavamo facendo una partita amichevole con gli americani,ricordo le lacrime degli arbitri e di tutti gli americani presenti».

Anna Maria Impagliazzo: « Stavo su una nave guardando un film e quelle scene pensavo fossero del film poi mi resi conto che non avevano niente a che fare con la trama e capii quello che stava succedendo»

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