lunedì, Aprile 12, 2021

Venerdì Santo, tra “I segni della Passione” e riflessioni

In primo piano

Pasquale Di Meglio* | Il disagio che ognuno di noi in questo tempo un po’ strano dettato dalla pandemia, ci porta a considerare  quanto ci mancano i momenti di aggregazione che rappresentavano e scandivano il periodo pasquale.

Vedere le nostre piazze vuote ci fa riflettere tanto: ci mancano i nostri incontri preparatori, le prove del percorso della croce , le recitazioni  serali; ci mancano gli allestimenti scenografici delle piazze e del lungomare di Forio, e poi il Golgota nella piazza del  Soccorso, una piazza grande adatta ad  ospitare i tantissimi turisti e locali che venivano ad assistere all’ evento; ci manca il pathos trasmesso dalle croci issate lì in alto.

In questo momento all’angoscia della pandemia si somma il peso della rinuncia.

Per Forio, questo doveva essere il tempo dell’ Actus Tragicus. Il tempo dei preparativi, delle palpitazioni, delle ansie, dei pomeriggi dedicati a lavori pazienti e certosini, delle serate trascorse a perfezionare i dettagli delle innovazioni, a provare e riprovare anche fino a notte, programmare gli impegni per i giorni successivi, con un occhio fisso al calendario, sempre con il timore di non farcela. Dovevano essere i giorni da dedicare alla trasformazione del piazzale “della Lucciola “per ospitare il pretorio di Pilato e il palazzo di  Erode e il suggestivo palcoscenico della flagellazione con  la colonna della fustigazione, infine, la preparazione dell’albero per la disperazione di Giuda .

E poi installare le fiaccole nel percorso della croce, l’ultimo controllo alle luci, agli effetti speciali, la cura di ogni singolo movimento, di ogni semplice espressione, perché tutto funzionasse al meglio, per non sprecare mesi di duro lavoro. Tutto sempre con lo sguardo rivolto al cielo, a implorare la clemenza del tempo.

Non possiamo rivivere quest’appassionante avventura che, oramai, da diversi anni segna la nostra Pasqua, con un’intera comunità coinvolta, che culmina con quel meraviglioso impegno corale, al termine dell’evento e fino a notte fonda, con decine e decine di addetti ai lavori, di ogni età, per riportare Forio alla normalità, entro il mattino seguente.

Niente di tutto questo,ancora una volta siamo costretti a rinunciare.

E allora per non interrompere la tradizione e la sua riproposizione itinerante si è voluto raccontare la manifestazione attraverso foto, oggetti, cimeli e costumi,con la collaborazione di quanti ci hanno concesso uno spazio espositivo.

Da questa idea è nato il progetto “i segni della passione : mostra itinerante  per ripercorrere almeno in parte quelle emozioni visibile da venerdì 26 marzo al 6 aprile.

Un sincero ringraziamento all’ Amministrazione Comunale di Forio che ha accolto con entusiasmo questa particolare iniziativa.

Non sappiamo quanto durerà questo tempo, ma sappiamo solo che passerà, e il sole sorgerà di nuovo, e farà risplendere di luce il futuro, restituendo la normalità a uomini e cose. E allora, anche noi, ci riapproprieremo del nostro passato e delle nostre tradizioni per tramandarlo alle future generazioni.

*Presidente Associazione Actus Tragicus

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