fbpx

Vaccini e super Green Pass agitano le vie del mare

Must Read

Ida Trofa | Non smette di alimentare polemiche e malumori, come era prevedibile, l’introduzione del super Green Pass. In particolare, il mondo dei trasporti è in agitazione sulle vie del mare e via terra.
Con tre diverse note si sono fatte sentire, in particolare, le associazioni di categoria Confitarma, Conftrasporto e Trasportounito: “Le nuove norme rischiano di essere problematiche per i marittimi” hanno dichiarato con una linea quasi del tutto univoca sul tema dei trasporti che in particolare in veste in maniera diretta, a tratti difficili da risolvere, sulla vita delle isole del golfo di napoli che di trasporti vivono.

La Confederazione degli armatori unitamente – manifestiamo la viva preoccupazione dell’armamento nazionale per le conseguenze che tali norme potranno avere sui lavoratori marittimi e sull’operatività delle nostre navi se, nella loro pratica applicazione, non si terrà in debita considerazione la specificità del lavoro marittimo. Mi riferisco, in particolare, alle nuove disposizioni che impongono, dal 10 gennaio 2022, il possesso del super Green pass per viaggiare sui mezzi di trasporto e, dal 1° febbraio 2022, la riduzione della durata della certificazione verde da 9 a 6 mesi”.

Secondo la Confederazione “l’obbligo vaccinale non dovrebbe riguardare i marittimi già imbarcati prima della data dell’eventuale entrata in vigore di tale obbligo, in ragione delle citate estreme difficoltà a effettuare la terza dose” e “ai marittimi non-comunitari non residenti nell’Unione europea, che non possono accedere ai vaccini approvati da EMA e AIFA o con quelli riconosciuti equivalenti dal Ministero della Salute, è necessario consentire di continuare a lavorare sulle navi di bandiera italiana anche con altri vaccini”.

Conftrasporto-Confcommercio, interviene invece sulla possibilità che sia previsto un obbligo vaccinale: “Non si aprano strade a una situazione di disparità tra i lavoratori italiani e quelli che provengono dall’estero. Chi entra in Italia deve produrre il certificato che attesti l’avvenuta vaccinazione. Parlo della vaccinazione, che deve consentire il proseguimento della vita normale sia lavorativa che sociale solo a coloro che sono vaccinati o guariti dal virus. Solo con la certezza di norme applicabili a tutti si può superare un clima di ansia e incertezza nel quale siamo tutti immersi”.

Con trasporto entra nel dettaglio per spiegare quali potrebbero essere le conseguenze concrete di un trattamento ‘diversificato’: “Non può accadere che ai camionisti esteri siano applicate norme che di fatto consentano la possibilità di effettuare operazioni di carico e scarico, senza essere vaccinati, e alle imprese italiane e ai loro conducenti si ponga il vaccino come condizione per poter operare”.
Nel frattempo, Trasporto unito ha chiesto un intervento delle autorità “prima che la situazione degeneri”.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

In evidenza

«Tira» l’abuso e FLASH. Forio, un comune da super eroi

Quando si dice che l’Italia è un paese che ad agosto va in ferie e che è l’unico nel...