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Vaccinazione. Siamo figli di Socrate non di Confucio

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Benedetto Valentino | Ieri sera Federico Rampini, a Lacco Ameno, presentando il suo libro, ha affermato che la differenza tra la cultura occidentale e quella orientale sta nel fatto che noi abbiamo come riferimento Machiavelli mentre l’Oriente ha Confucio, Il quale ha educato i cittadini ad avere obblighi verso la comunità. In realtà più che di Machiavelli noi siamo figli di Socrate che nel 399 a. C. ci ha insegnato che la libertà assoluta esiste. Socrate ha difeso le sue idee, il Dubbio come metodo, a costo della vita. Ed è proprio questo sacrificio estremo per difendere le sue idee dalle leggi dello Stato che è alla base della nostra cultura laica. Ciò premesso entriamo nel merito di due tematiche : i vaccini e il green pass. Sono un vaccinato ma ciò non mi impedisce di ragionare e di cercare di comprendere le idee di chi non si è voluto sottoporre al vaccino.

Resto convinto che il green pass è incostituzionale, nonché inutile. Bisogna specificare che c’è una differenza sostanziale tra i vaccini finora inoculati e il vaccino anti covid. I primi sono testati da decenni, il secondo è per definizione della stessa dall’OMS un trattamento sperimentale, scoperto peraltro in pochi mesi. A ottobre 2022, come dichiara l’agenzia del farmaco europeo, avremo i primi dati della sperimentazione e sapremo se i vaccini non produrranno tumori o altri gravi scompensi. Poniamo solo per malaugurata ipotesi che il rapporto tra danni e benefici cambi e si scoprisse che il vaccino provoca più danni che benefici. Le certezze di chi ha dichiarato guerra ai non vaccinati saranno le stesse di oggi ? Qualcuno obietterà che siamo in guerra e quindi ogni arma deve essere usata per riportare la normalità e soprattutto la produttività.

Ed è proprio questo che mi spaventa di più : l’abbandono della ragione e la dichiarazione di guerra formulata da tanti invasati. È vero infatti che l’universo no vax è variegato e spesso folkloristico ma non è da meno il fronte di chi si schiera a favore delle veline imposte da pseudo scienziati che tradiscono ogni logica del metodo baconiano.

Per scienza è certo solo l’esperimento che riesce sempre. Ce lo ha insegnato Bacone molti secoli fa. In questo caso non sappiamo nè se i vaccini funzionano, nè fino a quando, non conosciamo ancora la loro efficacia nel tempo. Non sappiamo se producono danni collaterali peggiori della malattia che combattiamo. Questa quindi non è scienza esatta, ma è ancora un esperimento. Altre grandi perplessità mi pone il green pass di ispirazione francese. Possiamo creare una categoria discriminata all’interno della comunità ? Lo abbiamo fatto con pessimi risultati solo in casi di guerra. La bandiera dellaLaicità moderna è la libertà, non la repressione.Qualcuno mi obietterà che anche durante il regno borbonico è stata decisa la Vaccinazione obbligatoria della popolazione. Per fortuna non viviamo più nè sotto i Borbone nè sotto la repubblica veneta che impose il primo certificato per i guariti dalla peste. Non viviamo più sotto regimi autoritari ma in una epoca dove la libertà individuale è il caposaldo di tutte le garanzie costituzionali moderne.

Al Di là dei discorsi filosofici si tratta in ogni caso di una misura inutile : se infatti il green pass vale per treni e aerei nazionali non vale nei trasporti locali dove si ammassano milioni di persone. Aspetto con ansia qualche spiegazione scientifica che mi giustifichi questa modalità di applicazione. Qualcuno mi chiederà giustamente perché mi sono vaccinato. Il Motivo è semplice: sono figlio della cultura che deriva da Socrate, il quale ci ha insegnato a dubitare delle leggi dello stato ma ad ubbidire. Ciò non mi deve mai impedire di dubitare. E qui si concretizza tutta la differenza tra gli oltranzisti amanti di Confucio e gli uomini liberi di Socrate. Per questo non sopporto questi integralisti del vaccino più di quelli no vax : hanno rinunciato a pensare.

Sia i no vax che i pro vax sono il prodotto di una società dove gli unici valori che contano sono la certezza del benessere personale e il culto della bella vita. Entrambi rappresentano persone spaventate che cercano certezze.
I provax rappresentano inoltre quella “variante” epidemica del “politicamente corretto” e puntano ad ottenere le stesse identiche certezze dei novax, con la differenza che cercano di piegare la scienza ai loro desiderata.
Nessuna delle due categorie vuole convivere con il dubbio, in quanto questo è la strada dell’incertezze, dei procedimenti dolorosi.
Entrambi preferiscono la strada più comoda per spiegarsi la realtà.

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