Uno tsunami della Procura si sta abbattendo sulla sanità isolana

Sono decine e decine i dipendenti iscritti nel registro degli indagati

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Paolo Mosè | Si sta abbattendo un vero e proprio tsunami giudiziario su decine e decine di dipendenti della Asl Napoli 2 Nord. Un terremoto che coinvolge medici, dirigenti, funzionari e dipendenti che sono indagati da un anno e mezzo da un magistrato della sezione reati contro la Pubblica Amministrazione della procura della Repubblica di Napoli. Secondo le indiscrezioni avrebbero commesso reati gravi, tali da richiedere l’interessamento di più di un magistrato della stessa Procura. Un’attività investigativa della polizia giudiziaria che si è sviluppata con diverse metodologie, tra cui l’installazione di telecamere di sicurezza e soprattutto di intercettazioni telefoniche. Risultando che sono state commesse delle violazioni di legge che avrebbero provocato danni economici consistenti all’Azienda sanitaria che ogni mese paga lo stipendio.

Un’indagine che è proseguita nel massimo riserbo e che si è prodotta con iniziative collaterali al fine di conoscere se vi sono state altre ipotesi di reato ancor più gravi e tali da necessitare interventi più incisivi. Preoccupazione che i magistrati alla fine hanno escluso, ma ciò che è stato raccolto avrebbe sostanzialmente evidenziato che questi medici, dirigenti, funzionari e impiegati avrebbero cercato di lavorare il meno possibile con la complicità tra loro stessi per coprirsi a vicenda. E’ questo che trapela in un corposo faldone che compone l’intera inchiesta.

Una iniziativa della magistratura che starebbe per concludersi con una richiesta di rinvio a giudizio, ma per la molteplicità degli indagati e per i voluminosi capi d’imputazione, è una operazione assai complessa e che richiede la partecipazione di addetti di cancelleria in numero elevato e data la penuria di personale che si appalesa presso la sede centrale, comporta un allungamento dei tempi. Ecco perché abbiamo iniziato il nostro servizio con i giorni e le ore della notifica degli atti, che una volta resi pubblici potrebbero creare un vero e proprio tsunami nella macchina amministrativa dell’Asl Napoli 2 Nord. In virtù delle norme stringenti che il legislatore ha voluto apportare nell’adottare sanzioni di sospensione di coloro che si sono macchiati di reati particolarmente gravi.

INDAGINI TOP SECRET

Un silenzio che non poteva rimanere tale a lungo termine, per il numero degli indagati che si ritroveranno tra non molto ad essere imputati di fatto. Un’inchiesta di cui nessuno conosceva l’esistenza. Tanto meno i diretti interessati. Gli uomini della polizia giudiziaria che sono stati scelti dal magistrato inquirente hanno dimostrato di avere una capacità investigativa tale da non farsi scoprire, in quanto sono stati adottati dei particolari strumenti informatici ed intercettativi che non hanno creato sospetti, preoccupazioni. Tutto è filato liscio come nulla fosse e la stessa abilità l’hanno dimostrata allorquando si sono recati presso la sede dell’Ufficio Personale alla Direzione generale per acquisire informazioni utili nei confronti di coloro che sono risultati i più esposti e incastrati dalle immagini tecnologiche che li hanno ripresi nella commissione del reato o più reati. Si sono rivolti al personale della Direzione generale con delle scuse per non creare allarme e sviare i più curiosi. Si era parlato all’inizio di un accertamento legato ad un appalto che sarebbe stato assegnato presso le strutture sanitarie presenti sull’isola d’Ischia. Era invece una “classica finta di corpo” per indirizzare eventuali curiosi o soggetti interessati all’indagine verso tutt’altra direzione. Mentre la vera attenzione era legata ai singoli soggetti che hanno lavorato in questi anni in un modo del tutto particolare e non consono ad un ufficio sanitario. E’ bene chiarire, però, che questa indagine non ha nulla a che spartire con l’emergenza sanitaria appena appalesatasi, ma riguarda altri aspetti e vicende che sono state intercettate dalla polizia giudiziaria diversi mesi prima e sulle quali si è sviluppato l’accertamento sui singoli dipendenti sui quali certamente calerà la richiesta di rinvio a giudizio.

Sulle precise contestazioni non vi è ancora una certezza, dato che sia la magistratura che la polizia giudiziaria mantengono lo stretto riserbo. Nulla trapela, in quanto si attende che si proceda contestualmente a notificare gli atti che sono stati già predisposti e controfirmati dal sostituto procuratore della Repubblica che ha condotto le indagini. Si possono fare solo delle ipotesi su ciò che siamo riusciti a raccogliere in queste poche ore. E’ possibile che tutti costoro che sono iscritti a modello 21 della Procura abbiano commesso il reato di truffa ai danni dello Stato. Ma le ipotesi non si fermerebbero qui. Secondo le indiscrezioni, molte altre accuse sarebbero state già confezionate ai vari medici, dirigenti e dipendenti che avrebbero svolto per un certo periodo una allegra attività lavorativa. Come si sussurra (ma su questo non c’è certezza) che ad un certo punto il pubblico ministero avrebbero anche richiesto qualche misura meno afflittiva per alcuni dei principali protagonisti che più assiduamente avrebbero commesso uno o più reati in continuazione tra loro. Non trovando accoglimento da parte del giudice per le indagini preliminari proprio per la ristrettezza dei tempi in cui si sarebbero verificate le anomalie e per gli apporti e il concorso tra più soggetti che si sarebbero messi d’accordo per agevolare il lavoro di ognuno di loro.

Nelle prossime ore molto di più si saprà, ma solo a conclusione di tutte le operazioni che la legge prescrive al fine di “garantire” ogni soggetto indagato.

1 commento

  1. Assafà..é finita la pacchia…invito al magistrato a continuare così GRAZIE DEL VOSTRO OPERATO…i ladri vanno fermati…una gran bella soddisfazione anche per i lavoratori di aziende private costretti a 11 ore di lavoro per 1000euro.. e questa gente impegnata in enti pubblici fanno comodi loro RUBANDO SENZA PISTOLA…

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