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Unico Savio. Ischia e la campagna elettorale più strana che ci sia

Solo Gennaro Savio contro Enzo Ferrandio e le sue sette liste

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Gaetano Di Meglio | È arrivato il 14 maggio. Sono scoccate le ore 12:00 ed è iniziata questa campagna elettorale che ci porterà al rinnovo del sindaco e del consiglio comunale di Barano e di Ischia. Nessuna novità, anzi tutto come anticipato da Il Dispari fin dallo scorso 7 febbraio 2022 che dimostra, se ancora ce ne fosse bisogno, la qualità di questo mezzo di informazione. Enzo Ferrandina corre contro Gennaro Savio, Dionigi Gaudioso si confronta con Maria Grazia Di Scala.
Sedici contro sedici a Barano, Centododici contro 15 a Ischia: piccole differenze numeriche che ci servono solo a capire quelle che sono le dimensioni sul terreno al netto del portato elettorale dei singoli candidati.
Una campagna elettorale, queste, che si presenterà sicuramente anonima e sotto tono. Certo, avremo qualche picco e qualche accento momentaneo, ma sarà tutto passeggero e, giusto per tornare a quanto scritto mesi fa, sarà una campagna elettorale che si trasformerà in una guerra civile. Una battaglia vera e che sarà vissuta tra le stesse coalizioni dei due sindaci uscenti, i gemelli diversi della politica ischitana: Enzo Ferrandino e Dionigi Gaudioso.

Entrambi, infatti, hanno iniziato la loro avventura con la fascia tricolore cinque anni fa ed entrambi, oggi, si trovano ad affrontare le elezioni per il rinnovo della loro carica e del loro consiglio comunale. Due quinquenni che sono trascorsi in maniera completamente diversa.
Inizio turbolento per il sindaco di Ischia che dopo un anno fu costretto alle dimissioni perché senza numeri di maggioranza e costretto a diversi cambi di giunta. Crociera pacioccona, invece, per quello di Barano che ha confermato il modello e lo stile che viene ripetuto da parecchi anni a Barano da quando il sistema Gaudioso è al comando in maniera interrotta sia con esponenti diretti della famiglia (e quindi con il professore Giosi Gaudiosi) sia con altri come il periodo più vicino a noi che sono stati i dieci anni Paolino Buono.
Ma per entrambi, sia per Enzo sia per Dionigi, questo primo mandato passerà alla storia perché loro con la fascia e noi cittadini abbiamo dovuto attraversare il peggior periodo della storia moderna: due anni di pandemia e il ritorno degli echi di una guerra che sembra fuori casa.
La pandemia, è bene dircelo, ha azzerato le frizioni politiche, ha azzerato l’interessamento alla politica delle persone ed ha alterato sicuramente tutto quello che ci siamo trovati a vivere. Non a caso siamo ancora a farci al domanda se tenere la maschera o se è il caso di avare a portata di mano un test antigenico rapido per il Covid-19. Chi ha i figli a casa si attrezza per la richiesta della DAD e a settimane alterne si aggiorna su chi è positivo, chi è negativo e chi l’ha ripreso. Siamo ancora quelli che non riconoscono una semplice febbre e ci “buchiamo” le narici. Tra noi, inutile far finta che non ci sono, c’è ancora chi pensa al microchip o al feto abortito del vaccino. Così come va detto che siamo ancora a fare i “conti” con quelli che sono gli effetti economici che ci hanno sicuramente cambiato la vita. Cinque anni trascorsi tra una pandemia e una guerra e una nuova normalità che hanno sicuramente favorito Dionigi Gaudioso e, soprattutto, Enzo Ferrandino che si è trovato all’improvviso a vivere una fase di stanca generale che ha azzerato quelle che sono state le attività non solo politiche ma anche sociale e civili dell’isola.

Un tempo sospeso che ha cambiato la valutazione della sua azione politica e che ha anestetizzato politici e popolo.
Tutto questo, ci porta al 2022. Circostanze storiche che difficilmente si replicheranno e che hanno fatto accettare gli accordi politici del 2020 e del 2021. Un periodo di “distrazione da altri fattori” che ha favorito da una parte la cementificazione degli accordi politici e di potere (forse li ha accentuati) e, dall’altra parte, ha aumentato quello che è l’effetto soporifero sulla minoranza sia consiliare sia sociale.
Già lo abbiamo scritto ma non fasciamoci la testa. Ischia non è troppo diversa da Forio di nove anni fa e non è diversa da questa Italia che trova difficoltà a trovare candidati credibili e seri per città come Roma e Milano.

In questo vuoto arriviamo ad Ischia. Due coalizioni schierate. Da una parte sette liste con Enzo Ferrandino sindaco e 15 affamati potenziali consiglieri comunali alla ricerca di un posto al solo. Dall’altro lato Gennaro Savio e la “missione” quanto mai possibile in queste condizioni.
Gennaro è sicuramente favorito dalla conservazione dell’identità forte di comunista marxsista leninista, della sua “antica” ideologia, e della convenzione che la politica faccia parte della vita della persona e della comunità. Attorno a questo, c’è sia la non paura di perdere sia la necessità di non conservare una reputazione sociale. Gennaro resta Gennaro anche se prende 50 voti e se fa un comizio in piazza con 2 persone. Gli altri, forse, qualche problema di reputazione lo avrebbero avuto.

In più, Gennaro, ha la necessità (e lo comprendo) di portare avanti quella che è una missione di famiglia e ri omaggiare, al meglio, la memoria di Domenico Savio. Ora gli resta solo raccontare a quelli che non vogliono Enzo Ferrandino di mettere una X sul simbolo e imbucare la scheda nell’urna senza aggiungere nulla. Basta questo. La soglia dei 550 voti non è troppo lontana.
Tutto questo giustifica anche la composizione della lista di Gennaro Savio. 15 coraggiosi tra famiglia e amici che, però, non leva uno spillo sia al grande coraggio, sia alla capacità di essere unico simbolo alternativo.

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